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Home Organization La mamma (e il papà) “casalinga”: il trasloco (senza lavatrice)

La mamma (e il papà) “casalinga”: il trasloco (senza lavatrice)

by Giada Lopresti

Negli ultimi dieci anni ho vissuto in tre città diverse, eppure non ho mai avuto la “sfortuna” di dover vivere un vero e proprio trasloco. Sfortuna perché non credo che potrei mai avere la pazienza di passare intere giornate a pulire e sistemare negli scatoloni tutto quello che deve essere trasportato da una casa all’altra.
Sono quasi certa infatti , conoscendomi, che per me sarebbe molto più semplice fare un decluttering minuzioso conservando solo lo stretto (anzi strettissimo) necessario. E forse questo potrebbe essere una buona scusa per riuscire a mettere un pò più di ordine in giro per casa.

Da Milano a Roma, da Roma a Milano e da Milano a Bagnara Calabra.

Il paese che mi ha ospitato per gli ultimi otto anni e mezzo è quel posto che ho sognato per una vita, nella speranza di poterlo fare un giorno mio e che, una volta riuscita nell’intento è diventato lo stesso da cui voler andare via.
Anni trascorsi rimpiangendo il mio allontanamento da quella che per anni è stata la mia casa, pentendomi alcune scelte e iniziando ad apprezzare quello che invece in passato non ero stata in grado di stimare come avrei dovuto.

Sentire la mancanza delle piccole cose che quotidianamente perdono la loro bellezza diventando quasi un’amara abitudine. Le stesse che tendono a brillare di luce propria solo nel momento esatto in cui non si potranno di nuovo avere come prima e rischiando addirittura di perderle per sempre

Ecco perché quando un giorno mio marito mi chiamò per dirmi che avrebbe iniziato a lavorare nella città di Torino e ad una sola ora di treno dal mio passato così importante per me, ero stata investita da due principali emozioni: il dispiacere di averlo distante da noi e la gioia (unita alla speranza) di poter tornare di nuovo in mezzo in quel mondo di cui ogni giorno sento l’assenza. Un mondo che non avrei mai creduto potesse mancarmi visto quanto lo avevo dato per scontato in passato.

Eppure mi sono ritrovata con un’occasione tra le mani che mai avrei voluto perdere consapevole di quanto sarebbe potuto essere difficile vivere il periodo che ci avrebbe atteso in quel prossimo futuro.

Vivere a distanza il timore, le ansie, le incognite che giorno dopo giorno si sono trasformate nella realtà di poter concretizzare un sogno.
Un sogno che ha iniziato a concretizzarsi con l’aver trovato, dopo tanta ricerca, una nuova casa.

Una casa piccola nel quale ci sarebbe sarebbe stato molto da fare. Una casa sulla quale ci sarebbe stato molto da investire.

Un appartamento che ci ha visto disperati tanto quanto desiderosi di poterla fare nostra e che, dopo aver deciso di passare finalmente del tempo insieme, giorno dopo giorno abbiamo trasformato.

Dalle piccole alle grandi cose l’abbiamo personalizzata rendendola più accogliente, più comoda (per quanto possibile viste le dimensioni minute contro le nostre esigenze di spazio) e abbiamo fatto si che rispecchiasse il più possibile noi.
Poco per volta abbiamo sistemato i difetti sul quale c’è ancora parecchio da lavorare trasformandola comunque in una dimora che già dopo un paio di settimane di convivenza iniziavamo a sentire nostra.

Alcuni mobili improvvisati, un divano cambiato per ben due volte, accessori fondamentali per un quieto vivere organizzato al meglio fino a che non abbiamo dovuto anche aggiungere qualche elettrodomestico mancante.
La lavatrice ad esempio è stato uno di quelli.

In un bagno lungo e stretto avremmo dovuto far entrare un macchinario compatto al massimo per evitare di eliminare il meno possibile dello spazio vitale per noi.
Io che avrei voluto portare quella che negli ultimi anni è stata una fedele compagna nel lavare ogni tipologia di vestito sapendola ormai utilizzare ad occhi chiusi e mio marito che insisteva nell’acquistarne un’altra che fosse ancora più slim. Nonostante questo avrebbe comportato, soprattutto per lui, il destreggiarsi ulteriormente nel dover apprendere come farla funzionare.

Dopo aver trascorso giorni interni nel fare da spola tra casa e la lavanderia a gettoni, l’acquisto è stato sia impellente che inevitabile. Ripartendo da zero anche sotto questo punto di vista.

E se vivere in una grande città ha alcuni lati negativi, anche quelli positivi non si sprecano affatto.

Non si sprecano perché la scelta è molta per qualsiasi tipo di prodotto se si ha voglia di comprendere cosa si ha di fronte. E così come ci siamo ritrovati a dover imparare ad utilizzare i fornelli ad induzione e il microonde per cucinare in assenza di un forno, anche la lavatrice nuova è stata una sfida. Forse la più semplice, ma pur sempre una sfida è rimasta.

Così come quando, dopo essere arrivata a Torino insieme ai miei bambini, non solo mi sono dovuta adattare ad un nuovo ambiente e a nuove abitudini ma anche alle decine di prodotti trovati qua e la in giro per casa di cui non conoscevo nemmeno l’esistenza.
In mia assenza infatti, mio marito aveva fatto incetta di detergenti mai sentiti in vita mia, nonostante a casa nostra fossimo sempre rimasti fedelissimi ad alcune (almeno per me) determinate abitudini.
Un detergente per i piatti mai visto prima, una versione per i pavimenti che lascia un profumo di lavanda per ore in tutta la casa e i detersivi per i panni della USE che non vedevo da una po’ ricevuti quando ancora dovevamo arrivare in questa nuova casa.

Prodotti che conoscevo di nome grazie ad un detergente che ormai è il mio salva divano da più di un anno ma che non sapevo esistessero anche sotto altra forma ed utilizzo.
Prodotti che non hanno deluso le nostre aspettative avendo già sperimentato altri detergenti della stessa linea sia nel passato che nel presente.

Un intero kit per bucato a mano e in lavatrice da far invidia persino ad una lavanderia.

Mi sono quindi adattata e li ho provati (solo le versioni per la lavatrice).

Ne sono rimasta piacevolmente colpita dai risultati.
Prodotti ipoallergenici come è nostra abitudine usare da quando siamo genitori ma decisamente migliori di altre marche provate fino ad oggi. Soprattutto per lo smacchiatore che mi ha dato risultati eccezionali anche per alcune macchie che ormai da tempo regnavano su alcuni vestiti.
Compresi i miei, che nascondevano macchie di olio causate dai miei bimbi in alcuni punti poco strategici.

Abbiamo così conosciuto un nuovo modo di gestire la nostra routine attraverso nuove scoperte, diventando così amici del bucato da farne una lavatrice al giorno e risparmiando una notevole spesa sulla lavanderia a gettoni.

Ci siamo abituati, ci siamo adattati scoprendo piacevolmente un nuovo modo di gestire le nostre giornate tra un cancelletto di sicurezza e un montaggio di mobili. Un trasloco diverso avendo trovato una casa praticamente vuota e che ci ha fatto fare avanti e indietro per diversi negozi fino a renderla più piena.
Un trasloco fondamentalmente non ancora terminato in quanto dopo aver investito decisamente troppo, almeno per questo mese siamo rimasti in bolletta.

Un trasloco che finiremo presto, magari quando a Torino ci torneremo ancora visto che purtroppo siamo ritornati a casa nostra che non è più famiglia in assenza del papà.

È stato mese pieno di tante cose, ma l’esperienza di sperimentare questa nuova vita ci ha decisamente regalato un quadro generale di ciò che potrebbe essere il nostro futuro e siamo tutti desiderosi di far che, questo futuro, possa diventare presto da un irraggiungibile sogno ad una (si spera) realizzata realtà.

#USEdetersiviBuzzoole

Buzzoole

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