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Ocarina Player anterpima

Il telefono di mamma non si tocca – Ocarina player

by Giada Lopresti

Sono certa di non essere l’unica mamma sulla faccia della terra che da il cellulare o il tablet in mano ai figli.
Ma ovviamente questo non comporta che sia corretto farlo. Tutt’altro.

Spesso infatti, non si sa come, i miei bambini riescono sempre o quasi ad avere il sopravvento su di me.

Interminabili pianti e capricci stile aiutatemimistannoammzzando alcune volte sono così esasperanti che l’unica soluzione che rimane da prendere è cedere. Nessuna presa di posizione, nessun no, nessuna distrazione li distoglierà mai dal loro obiettivo: avere in mano quella magnifica scatoletta magica che brilla e suona ad ogni tocco.
Crisi allucinanti nemmeno se dovessero chiamare un numero di emergenza per qualcuno in fin di vita.

Eppure riescono sempre ad ottenere ciò che vogliono. Con qualunque mezzo.

E quello che vogliono è solo guardare video, delle volte di una banalità indescrivibile, e ascoltare musica. Tanta musica. 

Le giornate quindi trascorrono tra no urlati a duemila decibel e il caricabatterie che implora un riposo forzato dal perenne utilizzo nemmeno se io o mio marito avessimo l’amante all’enel.

Non importa poi se hai la Smart TV su quale trasferire i contenuti YouTube dello smartphone o del tablet.
Non importa se hai dato fondo ai risparmi per attrezzare ogni stanza con lettore DVD e chromecast a seguito.
Non importa se hai tentato di tutto.
Loro vorranno sempre e solo il tuo telefono.

Anni di lotte e litigi mamma/figlio quando bastava solo ingegnarsi organizzandosi fondamentalmente con poco.
Abbiamo sfruttato il Natale per regalare loro ogni qualsivoglia passatempo musicale (pianoforte, karaoke, strumenti di ogni genere, ecc).
Tutti regali molto apprezzati fino ad oggi ma, comunque, alcuni di questi continui motivi di litigio.
L’errore infatti è sempre lo stesso: UN pianoforte, UN karaoke, UN microfono. E anche se avere ad esempio due chitarre potrebbe essere una salvezza, questa certezza svanisce quando vorranno – perché lo vorranno – nello stesso momento quella cosa che non solo è una sola ma che ovviamente in quell’esatto istante ha appena iniziato ad usare il fratello.

Ocarina Player musica

Situazioni di normale routine che in qualche modo andavano pur placate.

Ed ecco che arrivata alla soglia della disperazione tra discussioni di ogni genere per far si che non usino il mio telefono e a seguire per quelle tra di loro, quando mi è stato chiesto di provare Ocarina ho visto da parte mia l’ultimo tentativo di rappacificazione tra la mia pazienza e il mio esaurimento nervoso. Oltre che a quella dei miei figli.

Arancione come l’allegria e la vivacità. Così da rappresentare al meglio il carattere dei miei figli.
In gomma antishock. Così da poterla vedere volare da una parte all’altra delle stanze grazie gli ormai famosi lanci da guinness di Vincy che, puntualmente, frantumano ogni cosa (schermi di cellulari e tablet compresi)
Gomma certificata per uso alimentare. Così da poterla lasciare anche incustodita nei paraggi del piccolo Enea che ormai battezza qualsiasi oggetto abbia a portata di mano con litri di bave.
Con un micro schermo lcd retroilluminato a secondi. Così da non perderci la vista nel fissarlo.
Ma, soprattutto, canterina.

Ocarina infatti “non è nient’altro” che un lettore MP3 che riproduce tutti i brani pre inseriti insieme ai preferiti dei nostri bambini. Collegandola al pc è infatti possibile mettere al suo interno qualsiasi brano musicale o audio per la loro infinita gioia ma soprattutto per la nostra.
Ocarina riproduce e loro ballano, cantano e interagiscono tra di loro. Ma la cosa più importante è che lo fanno senza litigare.

E scusate se è poco!

Qui ormai passiamo il tempo ad ascoltare tutti i tipi di musica: dalle sigle dei cartoni alla musica pop. In continuazione e a ripetizione.

Niente più tablet se non per guardarsi qualche film o per giocare con le loro applicazioni d’apprendimento.
Niente più cellulare della mamma con i brani a tutto volume (che danno anche un certo fastidio) che finalmente lo fanno sopravvivere per un intera giornata senza essere messo sotto carica.
Niente più tempo perso litigando per YouTube o per la cartella musica.

Anche perché Ocarina non funziona con le pile ma si ricarica esattamente come se fosse un telefonino.

Quindiciorediinterminabilicanzonibranieregistrazioni. Perché si… registra anche.

E io che tra una pausa e l’altra ho iniziato anche a cantare la canzone del bruco persino sotto la doccia. Così… tanto per capire quanto Ocarina possa essere contagiosa e quanto quindici ore possano essere lunghe.

Ero in cucina che giravo la polenta, e il bruco me la spenta e il bruco me la spenta.
Ero in cucina che giravo la polenta e il bruco me la spenta e non mi lascia star.
Diamo la caccia al bruco, diamo la caccia al bruco, diamo la caccia al bruco che non mi lascia star!

Ocarina Player con scatola

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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2 comments

chiara beninati 11 Febbraio 2017 - 19:30

Cara Giada, ho scoperto il tuo blog per caso grazie ad instagnam …. mesi fa mi ha colpito una foto.. mi sono rivista next to me e boppy ma con colori diversi dai miei (rosa)… a distanza di tempo ho deciso di “seguirti” e volevo farti i complimenti per il tuo blog pieno di risorse per una mamma come me….
chiara

Reply
Giada Lopresti 12 Febbraio 2017 - 16:50

Grazie di cuore Chiara. I messaggi come il tuo mi danno un sacco di soddisfazioni.
Un abbraccio.

Giada

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