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Un dubbio durato nove mesi

by Giada Lopresti

Nove mesi fa, il 03 settembre 2016, alle 2:14 del mattino veniva alla luce il mio terzo bambino.
3,750kg per 53 cm di felicità. 

Era ciccione e grinzoso, di un colore viola/blu con il viso contratto come se fosse una tartaruga.

Gli attimi precedenti ai suoi primi vagiti sono sembrati eterni. Osservarlo così senza vedere da parte sua nessun movimento e senza sentirgli emettere nessun suono, mi ha fatto provare una sensazione di impotenza e grande paura.
Poi il suo primo pianto: un pianto che è durato fino a che non sono riuscita a tenerlo tra le braccia. Solo li, durante il nostro primo contatto, si è lasciato andare in un grande respiro nella serenità del suo primo sonno. 

Lo osservavo mentre l’ostetrica terminava le ultime operazioni sartoriali un punto dopo l’altro e, per la terza volta in vita mia, mi ero chiesta dov’è fossi riuscita a trovare la forza per affrontare un momento così importante che, dopo nove mesi, mi ha regalato una delle cose più belle della vita.
Mi sono poi rivestita, alzata in piedi e spingendo la sua culla siamo andati nella stanza che ci avrebbe ospitato per i gironi successivi. La stessa dove avremmo imparato a conoscerci e che avrebbe dato il via alla nostra nuova vita in cinque.

Arrivati in camera lo osservavo curiosa cercando di capire a chi somigliasse di più. A tratti vedevo Cesare e in altri momenti Vincy.
Fin dai primi attimi era un mix perfetto dei suoi fratelli ed io ero orgogliosa del fatto che quest’attesa, alla fine, non avrebbe deluso nessuno.

Passai tutta la notte sdraiata su un fianco osservandolo mentre dormiva, nell’attesa che si svegliasse per allattarlo.

Mentre lo guardavo scrutando il suo viso e ascoltando il suo respiro, mi accorsi che vicino al suo orecchio c’era una cosa che in realtà non ci sarebbe dovuta essere: un apendice preauricolare.
Inizialmente non avevo idea di cosa fosse. Osservavo quell’escrescenza di pelle con curiosità chiedendomi solo se fosse normale nonostante io non ne avessi mai vista una.
Rimasi li ferma a guardarlo aspettando che il medico di turno passasse dalla stanza per avere qualche informazione in merito a “quella cosa”. 

In mattinata entrò una donna, non saprei se una pediatra, un’infermiera o un ostetrica e con la delicatezza di un elefante, mi spiego di cosa si trattasse e di quanto semplice sarebbe stato poterla togliere. Una spiegazione del tutto normale fino a che non utilizzò la parola malformazione.

Nell’udire quel termine, come probabilmente qualsiasi altra mamma avrebbe fatto, andai in tilt.

“Malformazione? In che senso malformazione?!”

Mi fu spiegato che questo genere di “escrescenze di pelle” che non compaiono solamente vicino al padiglione auricolare, vengono considerati dei segnali riguardanti possibili malformazioni interne, la più comune ad esempio riguarda i reni.

Il mio cervello rimase sconnesso per qualche minuto soprattutto dopo che, la stessa persona, mi comunico che avrebbe dovuto fare da subito degli esami di controllo. Diversi accertamenti in merito allo stato di salute di mio figlio.
Mi dissero “non è nulla di che signora… stia tranquilla”, ma, per poterlo davvero essere, l’unico modo che conoscevo era quello di assicurarmi che tutto andasse per il meglio. 

Nelle prime quarantotto ore di vita fece tutti o quasi i controlli richiesti.

Quasi perché prima delle sue dimissioni dovevano effettuare anche un ecografia ai reni che invece mi è stato richiesto di slittare al mese successivo perché “in quel momento non era possibile farla”.
Mio figlio aveva bisogno di una semplice ecografia che avrebbe iniziato a darci un idea del suo eventuale problema e, loro, in quel momento non avevano posto.
Avremmo dovuto slittare la visita ecografia ad un mese dalla nascita e, con l’ansia che mi affliggeva aspettando che uscisse dal reparto di terapia intensiva neonatale dove di prassi vengono effettuate tutte le visite richieste, non mi sentivo affatto tranquilla.

Usciti dall’ospedale facemmo tutti i documenti necessari alla registrazione del bambino per poter effettuare il prima possibile la prima visita da nostro pediatra di base che mi diede una prospettiva molto più serena del problema.

Il primo incontro con il medico infatti andò benone: il bambino non mostrava problemi visibili e ci consigliò di attendere comunque il terzo mese di vita prima di procedere con l’ecografia dato che, in fase morfologica, nessuna malformazione evidente era stata confermata.
Vedemmo anche un chirurgo per la rimozione dell’appendice preuricolare che ci consigliò caldamente di procedere all’ operazione solo dopo l’anno di vita. La presenza di quel lembo di pelle infatti è principalmente un fattore estetico che, se non infierisce nella normale routine del bambino, si può tranquillamente lasciare dov’è.

Passai i tre mesi successivi nel cercare di non pensare all’esito dell’ecografia che Enea avrebbe dovuto fare e nonostante insistessi sul fatto di volerla anticipare, con il tempo mi feci convincere che avremmo potuto aspettare. 

Onestamente? Contai i giorni uno ad uno.

Mi affliggeva il fatto di non avere ne conferme e ne smentite da parte di un esperto soprattutto perché, anche con il mio secondogenito, vissi un esperienza simile per quanto riguarda un soffio al cuore che si notò già in periodo prenatale. Un soffio al cuore presente poi alla nascita e che si sistemò da solo verso l’anno. Fortunatamente. 

Il giorno dell’ecografia anche e reni che ogni bimbo deve fare di routine, ricordo bene, sudavo freddo. Nonostante dall’altra parte ci fosse un medico competente sapevo che avrei solo aspettato il responso finale senza interessarmi della visita.
O almeno così credevo.
Lo credevo perché nonostante il medico non si tradisse attraverso la mimica facciale avevo capito che c’era qualcosa che non andava. Reni dilatati: entrambi.

In modo lieve, niente di così preoccupante da temere il peggio. 0,6 mm il rene sinistro e 0,4 mm il destro. Un esito che poteva “tranquillamente” dipendere dal fatto che il bambino dovesse urinare.
Mi sentii tranquillizzare i tutti i modi possibili.
L’ecografista fu di un empatia quasi surreale e nonostante tentasse in tutti i modi di farmi capire che la dilatazione di entrambi i reni fosse in qualche modo non allarmante, io ero pur sempre la mamma di un bimbo che tre mesi prima mi avevano “additato” come una persona con possibili malformazioni.

Uscì dalla visita con il sorriso, ma non ero tranquilla.

L’unica cosa che mi dava speranza era che, sei mesi dopo, avemmo dovuto ripetere la visita per assicurarci che il problema fosse diminuito o ancor meglio, rientrato.

Il mese di maggio nonostante fossi in vacanza con tutta la family, l’ho trascorso attendendo la visita di controllo da effettuare al nono mese di vita.
Fu il mese più lungo degli ultimi nove e finalmente arrivò giugno.

Finalmente o purtroppo. Questa era una cosa che avrei scoperto solo durante l’ecografia.

Arrivai nello studio con al sola intenzione di scoprire il verdetto finale consapevole anche che visitare un bimbo di tre mesi non equivale a visitarne uno di nove.
Enea, per non smentire la cosa,  non stette fermo un attimo creando qualche difficoltà nel poter posizionare la sonda su entrambi i reni. Cosa che non risultò affatto un gioco da ragazzi ma che, dopo un ardua lotta, finalmente ci permise di scoprire il responso finale che fu, per la mia felicità, positivo.
La dilatazione di entrambi gli organi era completamente rientrata e io, dopo nove mesi, ho finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo.

Mi rendo anche perfettamente conto che rispetto ad altre problematiche, questa possa risultare quasi innocua, ma se l’evoluzione del problema fosse andata in maniera diversa forse oggi non avrei lo stesso sorriso.
Perchè quando a stare male sono i nostri figli, é difficile essere ottimisti osservando il mondo a colori ma ci si prova e noi, alla fine, siamo stati davvero fortunati.

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9 comments

Stella 7 Giugno 2017 - 14:29

Esatto Giada, molto fortunati. Capisco he sia il tuo lavoro, ma tutta questa enfasi nello scrivere questo post mi pare a tratti esagerata.
Mio figlio ha la stessa identica età del tuo e ha la neurofibromatosi. Non sai cos’è? Fai un giro su google e lascia che i brividi ti percorrano la schiena. Eppure – pensa – io mi reputo ancora e lo stesso fortunata.

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Giada Lopresti 13 Giugno 2017 - 3:06

Ho fatto una ricerca su Google come consigliato e mi dispiace molto per il problema del tuo bambino ma questa non è una gara a chi è fortunata nell’avere figli più o meno sani. Esattamente come sono dispiaciuta del fatto che “tutta questa enfasi nello scrivere questo post sembra a tratti esagerata”,
Personalmente non credo affatto che lo sia: vivere per mesi con il timore che tuo figlio possa avere dei danni permanenti per il resto della vita non è esagerazione e mi aspetto comprensione dalle altre mamme soprattutto se vivono una situazione emotiva simile.
Questo post non è lavoro ma una parte della mia vita che ho voluto raccontare per me stessa. La salute dei miei figli non è il mio lavoro ma è il mio essere mamma e condividere spesso è d’aiuto a chi vorrebbe una parola di conforto.
Il post è stato scritto secondo quello che provavo e raccontando il mio stato d’animo e le mie paure, quindi non può essere esagerato e non ti nego che mi infastidisce che qualcuno abbia potuto pensare fosse “esagerato” il mio timore.
Non abbiamo tutte la stessa forza. Non abbiamo tutte lo stesso modo di reagire. Ma non per questo bisogna giudicare il prossimo.

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Mi sei mancato papà | MammaCheVita 12 Giugno 2017 - 22:26

[…] ecografica ai reni per il piccolo con un esito positivo atteso per nove mesi e di corsa a casa per il pranzo ormai fuori orario. Pisolino e sveglia per andare a prendere i […]

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La sdraietta di BabyBjorn è un aiuto per i più piccoli | MammaCheVita 9 Agosto 2017 - 21:13

[…] cuore non me li avrebbe affatto risparmiati. Iniziando già da qualche minuto dopo la sua nascita quando venne usata quella parola – malformazione – che mi fece perdere un battito e gelò il sangue finendo ad oggi […]

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Raffaella 19 Marzo 2019 - 7:43

Ciao Giada, io sono mamma da 3 giorni e sto vivendo esattamente le tue stesse preoccupazioni. Anche la mia piccola presenta questa escrescenza. Sono molto in agitazione perché appena nata ci avevano detto di stare tranquilla e che per prassi viene eseguito questo screening renale ma che per lo più si tratta di un problemino estetico. Il fatto è che sono 3 giorni che rimandano l’ecografia con scuse banali e mi hanno accennato che potrebbero dimetterci per poi farci rientrare con la procedura di visita prioritaria in day hospital. Ti capisco perfettamente e sinceramente reputo fuori luogo i commenti di chi ha la presunzione di dare una scala di importanza ai problemi del proprio figlio. Per quanto possa essere piccolo un problema per una mamma è sempre un problema al Proprio piccolo, dunque per quella mamma ha un valore assoluto. Mi auguro solo che anche la nostra vicenda abbia un lieto fine come la vostra.

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Giada Lopresti 1 Aprile 2019 - 19:11

So bene quello che stai provando, ma quello che mi sento di dirti è di fare tutti gli accertamenti il prima possibile in modo da toglierti ogni dubbio. Probabilmente si risolverà alla meglio come è successo per noi, però insomma… è sempre meglio muoversi per tempo.
Baci :*

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VALERIA MUSICHINI 13 Aprile 2019 - 10:22

Buongiorno mamme, io sto passando la stessa cosa con la mia piccola Carlotta. È nata il 18 gennaio. Appena nata la neonatologa mi disse che aveva delle appendici vicino le orecchie e una sotto il collo. Ero terrorizzata. Poi le hanno fatto degli esami quali ecografia renale,addominale, cerebrale,cardiaca…. tutto ok.
L’unica cosa che restava era quella di eseguire un RX scheletro in toto ma mi dissero che avrei potuto aspettare tranquillamente. Il mio cuore non riusciva a stare tranquillo così ho deciso di farla al più presto. Risultato: malformazione alla colonna vertebrale.
Stanno valutando se si tratta di una sindrome o cosa…..
Li per li mi è crollato il mondo addosso e ancora adesso sono spaventata da quello che mi aspetterà…ora la faccio seguire al Bambin Gesù e confido nella loro professionalità, pregando sempre il Signore. Tra qualche giorno avremo un altro day hospital e vedremo….

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Giada Lopresti 23 Aprile 2019 - 19:33

Io credo che tu abba fatto bene a non aspettare soprattutto visto l’esito finale. Ti auguro ovviamente che sia una cosa risolvibile.
Un bacione.

Giada

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Rossella Martoccia 10 Giugno 2019 - 18:26

Salve Valeria,
A 35 settimane durante l ecografia mi è stato diagnosticato alla bimba un appendice sul naso, vicino all orecchio destro e sembra che ce ne sia uno anche al sinistro.
Anche a me hanno detto che queste appendici possono essere Niente e quindi solo problema estetico oppure essere collegate ad sindromi e patologie.
Tra poco partorisco ma queste settimane sono state terribili.
Leggendo il suo commento volevo sapere come si è evoluta la cosa.
Grazie mille

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