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Gravidanza e allattamento

Gravidanza e allattamento, due momenti “uguali”

by Giada Lopresti

Avendo avuto la fortuna di vivere due bellissime gravidanze, posso ritenermi soddisfatta sia dei nove mesi trascorsi serenamente con il mio pancione in crescita, sia dei risultati ottenuti nel post parto. Non tutto però è stato sempre perfetto e in linea a quelle che si possono chiamare gravidanze tranquille.
Anche a me, come succede a molte mamme, è capitato lottare con qualche piccolo disturbo: in attesa di Cesare ad esempio sono dovuta rimanere forzatamente a letto per due settimane a causa di un parziale distacco di placenta mentre, con Vincy, le nausee si sono fatte vive ogni giorno tutti i giorni per i primi quattro mesi. Indubbiamente tra i due problemi quello che mi spaventò di più fu sicuramente il distacco di placenta con Cesare. Lui si tenne aggrappato con denti e unghie (che ancor non c’erano in realtà) per superare il primo trimestre e rimanere con me fino al giorno del parto e insieme all’aiuto di un ottimo medico superai quel momento per me così difficile sia fisicamente che emotivamente.

Ricordo perfettamente le contrazioni giornaliere fin dal primo giorno di ritardo. Ricordo le piccole perdite rosa che puntualmente ritrovavo nel salvaslip ogni qualvolta andavo in bagno (e se sei incinta, queste volte sono davvero frequenti), ricordo quel pomeriggio quando mi svegliai con dei forti dolori come se mi stesse arrivando il ciclo e tirati giù gli slip, vidi una grossa macchia rossa che mi fece gelare il sangue.
Ricordo la chiamata urgente al ginecologo, la corsa allo studio per una visita immediata e la voce del mio medico che mi diceva “il battito c’è, puoi stare tranquilla“. Ricordo la notizia del parziale distacco di placenta, della dolorosa cura che mi diede da fare, delle flebo a casa e del riposo assoluto. Ricordo che per i primi dieci giorni mi alzai dal letto solo per fare pipì (e che non avrei potuto alzarmi nemmeno per quello ma a letto no, non riuscivo proprio) e che mi veniva quasi impossibile perchè sedermi era una tortura. Le punture che mi venivano fatte ogni giorno mi creavano dei bozzi immensi sotto la cute, enormi, dolorosi. Ricordo i pianti
Ricordo che rimasi sdraiata così a lungo da non avere forze per mangiare e passavo il mio tempo dormendo. Ricordo che la prima volta che rividi la mia immagine riflessa nello specchio sembravo la sorella gemella di Casper.
Ricordi… meno male che oggi sono solo questi.

Quando mi ripresi da quella che per me fu una terribile avventura, da quella paura di poter perdere il mio bambino, vissi la mia gravidanza fino al settimo mese nel terrore che potesse accadere qualcosa. Passato il primo trimestre tirai un sospiro di sollievo e, concluso il secondo iniziai a rilassarmi un pò di più. Sapevo che più mi avvicinavo alla dpp, più esisteva la possibilità che sarebbe andato tutto bene (o almeno è quello che si spera sempre).

Dopo quell’orrendo episodio non nego che la paura che potesse accadere ancora qualcosa di simile nei mesi successivi, fosse sempre presente. Avevo paura che la colpa fosse la mia, che forse avevo sbagliato qualcosa e, quello, fu uno dei primi stimoli per iniziare a leggere tanto e forse troppo per informarmi sul magico momento della gravidanza e sugli eventuali “incidenti di percorso” che avrei potuto incontrare.
Una delle cose sulla quale avevo iniziato a fare più attenzione in base a quello che avevo letto erano gli sforzi addominali e l’alimentazione, a quello che avrei consumato maggiormente come donna in attesa e, soprattutto, a come avrei potuto non far mancare nulla al mio corpo e al mio bambino sotto l’aspetto vitaminico.
Chi è in dolce attesa e chi lo è stata sa che integrare determinate vitamine è fondamentale per una corretta e più possibile sicura gravidanza. Vitamine come la B12 (acido folico) sono indispensabili per evitare alcuni problemi al bambino e, soprattutto se si desidera una gravidanza, sarebbe addirittura meglio iniziare ad assumerlo ancor prima di un test positivo.

Gravidanza e allattamento vitamineAndando in farmacia si trovano complessi mutivitaminici di ogni tipo, specie e razza ma non è detto che tutto vada bene per tutti. Inizialmente anche io avevo iniziato ad assumere solo l’acido folico ma dopo i primi esami con una carenza di qua e una di la, mi sono accorta che la sola alimentazione corretta non bastava a soddisfare i nostri bisogni e io dovevo e volevo preparare al meglio il mio corpo per non far mancare nulla al bimbo che aspettavo.
Iniziai così ad assumere un multivitamico e cioè un prodotto che non contenesse solo l’acido folico ma qualcosa che fosse studiato appositamente per le donne in gravidanza. In particolar modo avevo scoperto un prodotto che esisteva in due versioni: con e senza DHA. Davanti alla mia ignoranza, prima dell’acquisto decisi di rispondere alla prima fondamentale domanda: “cos’è il DHA?Il DHA è uno dei tre acidi grassi degli Omega 3. Ma li arrivò il secondo quesito: “cosa sono gli Omega 3?”
Gli Omega-3 sono degli acidi essenziali che contribuiscono al corretto funzionamento del cuore e a mantenere normali la pressione sanguigna e il livello dei trigliceridi nel sangue, acidi che il nostro corpo non è in grado di produrre a sufficienza soprattutto in gravidanza. Per questo integrarli nella dieta è davvero molto importante.
Si trovano all’interno di alimenti come noci, nocciole e mandorle, cereali, semi di chia e di lino e oli vegetali e sono inoltre presenti nelle alghe, nei fagioli, piselli, lenticchie, ceci e soia. La fonte principale di questi acidi grassi è però il pesce, in particolare acciughe, sardine, sgombro, salmone, tonno, pesce spada, halibut e krill (quella specie di gamberetti protagonisti in happy feet 2) e proprio per questo si raccomanda un consumo di pesce di almeno due volte a settimana.

Ma essere in dolce attesa non ti permette di mangiare tutto ne tanto meno mangiare per due (come invece dice il detto della nonna). Possono insorgere nausee, fastidi, cattiva digestione, acidità di stomaco (e parlo per esperienza per ognuna di queste cose). La soluzione migliore è quindi l’assunzione quotidiana di un integratore che contenga anche gli omega-3, che può contribuire ad aumentarne l’apporto giornaliero in caso di mancanza sotto forma di diversa assunzione.
Scoperto questo, la strada per la scelta degli integratori è stata sicuramente in discesa. Optando per qualcosa di più completo mi sono sentita più tranquilla sia per me, perché ero certa di assimilare tutto quello che mi serviva realmente per mantenermi in forze, sia per il mio bimbo alla quale ero sicura non sarebbe mancato nulla.
Mi rendo conto che gli integratori da soli non fanno miracoli dal nulla, ma da quel giorno non ho mai smesso di assumerli. Mi hanno accompagnato durate tutta la prima gravidanza, durante l’allattamento nell’anno successivo, durante i nove mesi a seguire della seconda gravidanza e fino ad oggi, quasi undici mesi dopo, sono ancora qui a prendere la mia pillola ogni mattina.

Quelle rare volte che mi sono dimenticata di assumere gli integratori mi sono sentita diversa, spossata, senza forze. Quindi forse non fanno miracoli ma aiutano di certo! E soprattutto dalla nascita di Vincy che con il suo ciucciare famelico mia ha letteralmente consumato, gli integratori sono stati sono un grandissimo aiuto alla mia alimentazione dove allo stesso tempo mi sono accorta anche che sono stati davvero d’aiuto per una buona produzione del mio latte.

Ricordarsi ogni giorno di prendere le pillole non è mai stato per me molto facile visto che sono una svampita di natura, ma certamente il mezzo per far del bene a me e ai miei bambini, ha aiutato molto per arrivare allo scopo finale.
Anche oggi che ho iniziato a lavorare e lo sforzo fisico e mentale è notevolmente aumentato insieme a tutto il resto, mi aiutano, mi tirano su e, soprattutto, mi fermo spesso a riflettere sul fatto che, se mi fossi informata a dovere prima, probabilmente avrei evitato tante situazioni (anche se alcuni fattori non sono controllabili ne dipendenti da cause esterne) e avrei potuto vivere meglio e più serenamente alcuni momenti speciali senza mai perdere una sola volta la serenità nei miei fantastici 18 mesi con il pancione.
Se avessi scoperto prima tutte le cose che invece ho conosciuto successivamente a quelle due line rosa sul test di gravidanza, probabilmente avrei avuto molta più cura di me anche da prima di scoprire di essere incinta. Ad oggi però di una cosa sono sicura: anche quando arriverà il giorno in cui smetterò di allattare, non mi separerò mai più da questo grande aiuto anche perché, voglio dire, non è nemmeno detto che un giorno non si inizi “la ricerca” di una femminuccia.

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