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una-sottile-linea-rosa

by Giada Lopresti
31 marzo 2012
Ricordo quel giorno come se non fosse trascorso nemmeno un minuto. Ero di riposo dal lavoro ma siccome non stavo attraversando un bellissimo periodo, decisi di andare comunque a Reggio per incontrarmi con degli amici. Facemmo qualche giro in macchina, chiacchierammo, scherzammo, tutte le cose che si fanno in compagnia. Ma nella mia apparente spensieratezza, avevo un pensiero che mi assillava dal giorno primo: comprare un test di gravidanza.
Invece di farmi accompagnare alla stazione per tornare a casa, chiesi ad un amico di accompagnarmi in centro, all’altezza di una farmacia e con la scusa di aver delle cose da fare rimasi sola e con lo stesso pensiero decisi di entrare. 
Lo acquistai, quasi nella speranza fosse più uno scongiuro alla sfortuna che altro ed andai al solito bar. Dalla farmacia al bar fumai credo due sigarette, questo non lo ricordo di preciso, e arrivando li davanti entrai come se fosse un pomeriggio uguale agli altri ed ordinai un caffè. Chiesi le chiavi del bagno (non sono mai stata una persona paziente) e decisi di farlo li, subito…dovevo sapere! 
Feci tutto come da istruzioni, non sbagliai nulla, e tremavo. Probabilmente quelli furono i due minuti più lunghi della mia vita e quando lo guardai, scorsi una sottile linea rosa, la seconda. Pensai fosse una mia impressione perché era davvero sottile e invisibile e decisi di aspettare circa altri due minuti. 
Quella linea rimase li, immobile, forse non era un errore. Presi il caffè, e cercai di liquidare il barista di turno perché avevo l’ansia a mille. Credo che uscita da li, feci circa un chilometro camminando e fissando quel test POSITIVO,  e piangevo. Ho pianto tantissimo, perché non era il momento per un’infinità di motivazioni, una più importante dell’altra. Non sapevo come dirlo al mio ragazzo, non sapevo come dirlo ai miei, il contratto di lavoro era in scadenza. Insomma ricordo perfettamente che rimasi in giro due ore vagando come uno zombie in attesa non so nemmeno io di cosa, ma alla fine di quel vagare e di quell’assenza capii che per quante ne stessi passando, tu saresti stata la prima vera cosa felice della mia vita, ed oggi ne sei la piena conferma.
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8 comments

koko pi 1 Aprile 2014 - 1:16

Eh già, quello del test di gravidanza è proprio un momento che non si scorda più!! ^_^

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Giada Lopresti 1 Aprile 2014 - 15:40

Già, e per quanto inaspettata è pur sempre una bella emozione.

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Twinsbimamma Barbara 1 Aprile 2014 - 8:51

ma che bel post….mi sono emozionata 🙂

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Giada Lopresti 1 Aprile 2014 - 15:41

Grazie mille…e io mi sono emozionata rivivendo quelle ore :*

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Marina damammaamamma 1 Aprile 2014 - 13:36

Mi hai fatto venire in mente il mio test di gravidanza…..panico assoluto… ehehhehe un emozione unica!

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Giada Lopresti 1 Aprile 2014 - 15:42

Felice di non essere un pesce fuor d’acqua allora!! :*

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Mamma al cubo 3 Aprile 2014 - 9:25

Mamma che emozioni… anche il mio primo test è stato “clandestino”, nel bagno del Politecnico. Al momento è stata devastante la sensazione di dover stravolgere la propria vita, i progetti, i piani, ma ora posso giurare che lo rifarei!

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Giada Lopresti 3 Aprile 2014 - 15:33

È proprio vero: c’è un istante in cui ti passa di tutto per la testa ma poi tutto passa ed è amore puro da subito!!

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