class="post-template-default single single-post postid-6627 single-format-standard elementor-default elementor-kit-10205">
Home Life Un vaccino in più
un vaccino in più anteprima

Un vaccino in più

by Giada Lopresti

Mi piace raccontarmi.
Mi piace raccontare di me, dei miei bambini, delle nostre esperienze e di come delle volte anche un monotono e automatico cambio pannolino possa essere un piccolo ma grande traguardo.

Avere un blog non è semplice come tanti possono pensare.

Ti esponi, metti in piazza la tua vita o, come ho preferito fare io fino ad oggi, una parte di essa.

Non fotograferò mai una lite con mio marito (anche perché in quel momento sarei impegnata a discutere e tutto mi interesserebbe fuorché farci una foto ricordo).
Non pubblicherò con facilità un pianto da capricci di uno dei miei figli.
Non racconterò il mio intimo o, almeno che non impazzisca tutto d’un tratto, non credo lo farò mai.
Ma semplicemente perché è una scelta, la mia, di voler scindere quello che voglio che rimanga un ricordo, da quello che invece da ricordare c’è ben poco.

Ci sono decisioni che non condivido o di cui non parlo. Istanti che rimangono solo nostri.
Momenti che hanno bisogno di una loro privacy e di rimanere in famiglia.

Ma è anche vero che, oltre a tutto questo, difficilmente cerco di espormi troppo su alcuni argomenti.
E non lo faccio per pararmi il culo (perdonate il francese ma non mi veniva in mente un termine migliore per far comprendere al meglio il concetto). Ma semplicemente perché non amo le polemiche e perché, con il passare del tempo ho scoperto che con molte, moltissime persone, non esiste la possibilità di dialogo.

Io vedo bianco e tu vedi nero. Punto.

Non si riesce ne a ragionare ne a confrontarsi.
Non esiste la libertà di parola ne il rispetto per l’opinione altrui se pur non condivisibile.
Non si riesce a prendere minimamente in considerazione il fatto di poter aprire la propria mente nei confronti di concetti totalmente opposti ai nostri valutando eventualmente le parole di chi abbiamo di fronte.

Ecco perché quando nascono delle polemiche non volute sto sempre attenta sulle parole da utilizzare per rispondere. Ragiono e delle volte correggo di continuo ciò che sto per scrivere per paura di essere dura o offensiva.

Perché non è sempre facile saper scrivere.
Non si ha davanti una persona con cui parlare e di cui puoi osservare gesti e sentirne i toni.

La lettura spesso, se effettuata male va ad interpretazione. E le colpe possono essere due: o non si è saputo scrivere o non si è saputo leggere.

E proprio per uno di questi due motivi, mi sono accorta con il tempo che le discussioni nascono da un semplice commento fatto con innocenza e senza malizia. Dove in realtà viene scattata una foto diversa dal solito per ricordare un momento. Un momento importante come può essere il primo vaccino.

Io sono una mamma che vaccina i suoi figli. Li vaccino per amore verso di loro e verso gli altri perché vaccinare è una cosa giusta. E questa non dovrebbe essere una teoria discutibile, ma una certezza di tutti.
Comprendo anche che viviamo in un mondo dove ognuno ha diritto di pensare cosa sia meglio per se stessi con libertà di parola e azione. Ma quello che però non capisco è come sia possibile che alcune scelte giuste non vengano giudicate come tali.
Una di queste è non vaccinare.

Vaccinare non è un optional e non tutela solo la persona a cui è stato somministrato il vaccino ma anche chi sta a contatto con questa persona perché immunizzata che non solo non più essere contagiata, ma non più nemmeno contagiare.
Ma per paura e per disinformazione questo in tanti non lo comprendono o fanno finta di non capirlo.

Io ho fatto fare tre vaccini a mio figlio in una sessione sola ed ero consapevole di questo. Ero consapevole ma soprattutto informata.
“Tranquillizzata” dalla Dottoressa di turno perché i vaccini non sarebbero entrati in conflitto tra di loro. E tranne qualche linea di febbre, normale reazione di immunizzazione da parte del corpo umano, è andato tutto benissimo.

Eppure c’è chi ha chiesto perché. 

Perché la mia scelta è stata vaccinare? Perché chi vaccina non è informato?

Io sono fortemente convinta del contrario e non sono nessuno per gridare al mondo la mia ragione perché il mio gesto, negli anni a venire, lo farà per me.

Nessuna donna in gravidanza rischierà la sua vita e quella del bambino che porta in grembo.

Nessun bambino o adulto
impossibilitati a vaccinarsi potranno contrarre un virus.

Nessuna persona
verrà messa in pericolo.
O almeno nessuna di queste per colpa di una malattia trasmessa o diffusa da mio figlio.

Ecco perché sono convinta di aver fatto la scelta giusta non solo per lui ma per tutta la comunità.
Ed ecco perché la mia scelta, nonostante allatti al seno, è stata quella di vaccinare anche me stessa contro un virus per il quale il più piccolo dei miei bambini non è ancora immune perché troppo piccolo.
Lui “non può vaccinarsi” e io cerco solo di non servirgli il virus su un piatto d’argento mettendo a rischio la sua salute e il nostro futuro.

Di preciso quindi dove la scelta di vaccinare è un pericolo? Perché non dovremmo farlo?

L’unica cosa in cui veramente spero è che chi ad oggi è ancora fermamente convinto che vaccinare sia una scelta sbagliata, possa in qualche modo comprendere che non vaccinare è una vera pazzia nei confronti del prossimo e delle persone che amiamo.
E non piacendomi le polemiche non mi permetto di giudicare con parole pesanti chi la vede diversamente da me. Ma oltreche non rispettarlo, non lo condivido affatto.

Perché chi non vaccina è solo un incosciente.

un vaccino in più anteprima

 

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

2 comments

Priscilla 17 Gennaio 2017 - 17:42

Cara Giada, come darti torto! Pochi giorni fa è morta un’amichetta di mia figlia, a cinque anni stroncata da una meningite da pneumococco. Quando vedi e vivi queste tragedie, per me non si pone più il dilemma vaccino sì o vaccino no.
La morte di M. è stata una morte stupida, inutile e che poteva essere semplicemente evitata con una piccola puntura.
Cosa sarebbe successo se ora io non avessi fatto vaccinare i miei figli? Sarebbero stati a rischio contagio? Magari avrebbero seguito la stessa sorte? Non oso nemmeno immaginarlo…
Priscilla di http://www.datemiunam.it

Reply
Giada Lopresti 5 Febbraio 2017 - 23:45

Cara Priscilla, credimi se ti dico che il mio cuore ha perso un battito quando ho letto il tuo commento.
Non posso immaginare il dolore dei genitori di questa bambina ne tanto meno l’eventuale senso di colpa che si staranno infliggendo con tutti i “e se…” del caso. posso solo dirti che questa tragedia rafforza il mio pensiero sui vaccini ancora di più. Io non so se riuscirei mai a perdonare me stessa al pensiero che avrei potuto salvare mio figlio se solo avessi fatto quella cosa e invece…. Mi viene la pelle d’oca al solo pensiero.
Un grande abbraccio a questa mamma e uno grande a te.

Giada

Reply

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.