class="post-template-default single single-post postid-9802 single-format-standard elementor-default">
Home Life Un messaggio da ascoltare

Un messaggio da ascoltare

by Giada Lopresti

Quando prendiamo in braccio per la prima volta nostro figlio, successivamente all’esatto momento della nascita, d’impulso tendiamo ad assicurarci che sia tutto come debba essere.
Ricordo, infatti, che al mio primo parto, un instante dopo aver intravisto mio figlio presentarsi in silenzio davanti a tutte le persone presenti, chiesi diverse volte il perché non stesse piangendo. Soprattutto memore di centinaia dei film visti nei 27 anni precedenti, dove ogni nascita veniva perennemente accompagnata da urla inconfondibili.

Con il secondo bimbo, che al contrario del primo si fece sentire eccome, ricordo che posato sul mio petto lo osservai a fondo promettendogli che, una volta da soli, mi sarei assicurata che avesse avuto tutte le dita delle mani e dei piedi, non capendo nemmeno perchè questa cosa mi avrebbe tranquillizzata.
Cosa che feci anche con il terzo.

Vederli sani, con i miei occhi, mi dava un senso di pace che solo la certezza del primo incontro è in grado di trasmetterti. Nonostante, magari, qualche piccolo intoppo rilevato durante gravidanza o nonostante alcune sorprese si siano presentate, invece, alla nascita.
Tutte notizie che ti fanno avere mille pensieri nonostante il “non c’è da preoccuparsi” spesso pronunciato dai medici.

Ricordo, infatti, l’ansia alla scoperta dell’aritmia cardiaca di Vincy, quando ancora al parto mancava qualche mese e che fortunatamente si è risolta nel primo anno di vita come statisticamente preannunciato durante tutti i controlli. Esattamente come ricordo l’ansia di quello che passammo durante i primi nove mesi di vita Enea a causa di una piccola, e oggi posso dire anche innocua, appendice preauricolare.

Un piccolissimo lembo di pelle – un’escrescenza anomala – che ci ha fatto immaginare le “peggiori” cose, tra cui anche la possibilità che nostro figlio potesse avere problemi di sordità.

Una disabilità che noi abbiamo temuto di conoscere ma che invece altri genitori come noi, hanno dovuto toccare con mano imparando a gestirla.

E io di genitori così, ho avuto modo di conoscerne quattro: due mamme e due papà accompagnati dai loro due bambini.

Due bambini entrambi sordi dalla nascita seppur con problematiche nate in maniera differente. Perché la sordità non è uguale per tutti e perché, di sordità, ne esistono di diverse e derivanti da diverse cause: molte sconosciute a chi mette al mondo un figlio.

Ho avuto modo di poter ascoltare la storia di questi bambini e delle coppie di genitori che li accompagnavano e ho scoperto che per quanto possa essere fonte di un forte sconforto sapere di non avere un figlio in perfetta salute, è anche rincuorante sapere che, con semplici mezzi tecnologici, dei bambini sordi possano comunque vivere la loro vita in modo sereno e pieno, sviluppando tutte le loro potenzialità proprio come tutti gli altri bambini e senza sentirsi isolati.

È bello sapere che possono comunque ascoltare i suoni, i rumori, le voci attraverso degli strumenti che a sentirne parlare sembrano fantascienza ma che, in realtà, sono tanto piccoli nelle dimensioni quando grandi nel loro risultato finale e nella felicità che sono in grado di donare ad una persona.

Ho ascoltato con commozione la storia di due mamme che sono rinate nel vedere rinascere i propri bambini nell’esatto momento in cui, per doverle ascoltare, non erano più obbligati ad interpretare il movimento delle labbra.
Un’emozione palpabile in ogni parola del racconto e in ogni lacrima di commozione che queste mamme versavano di riflesso ai loro ricordi.

Un’emozione pura e semplice ma tanto importante come risultato di un traguardo che può cambiare una vita e che in questo specifico caso ne ha cambiate molte.

Ho scoperto che la sordità può essere causata da alcuni fattori genetici, ma anche dalla diagnosi di un’infezione contratta in gravidanza.

E avendo scoperto questo dopo aver messo al mondo tre figli, è come se mi fosse un po’ mancata la terra sotto i piedi.

Quanti futuri genitori sanno di avere dei cromosomi difettosi senza i dovuti controlli? E quante future mamme sono a conoscenza che alcune infezioni come la toxoplasmosi o il citomegalovirus, possono causare sordità nei bambini se contratte in gravidanza?
E quanti futuri genitori ancora, sanno che esistono degli iter di controllo obbligatori da effettuare in neonatologia che aiutano a scongiurare determinate problematiche che possono influire in modo negativo sullo sviluppo cognitivo del bambino?
Probabilmente sono molti, ma il problema di fondo è che non lo sono tutti.

Grazie all’incontro avuto con MED-EL, leader nella creazione di dispositivi acustici per persone con problemi di udito, ho scoperto che è importante riuscire a diagnosticare questa mancanza (totale o parziale che sia) già entro il primo anno di vita. Una diagnosi precoce può infatti permettere a un bambino di non avere importanti ritardi nell’apprendimento del linguaggio.

Perché non solo è importante riuscire a comunicare ma è fondamentale essere in grado di saper veicolare dei messaggi.
E MED-EL, nello specifico, è stata in grado di regalare questo privilegio ai due bambini che ho incontrato ma anche a molti altri che non ho avuto modo di conoscere.

I bimbi che infatti ho incontrato erano in grado di esprimersi correttamente, di parlare, di interagire e, soprattutto, di ascoltare tutto quello che intorno a loro accadeva.

Tutto possibile grazie ad un piccolo dispositivo applicato, con l’auto di un cerotto, dietro le loro orecchie: un dispositivo a conduzione ossea – ADHEAR – che rappresenta il futuro nel campo delle tecnologie per la cura della perdita dell’udito, offrendo un’alternativa non chirurgica per il trattamento dell’ipoacusia trasmissiva.

Il processore audio capta le onde sonore, le converte in vibrazioni e le trasmette all’osso attraverso un adesivo che viene applicato dietro l’orecchio. L’osso trasferisce quindi le vibrazioni attraverso il cranio direttamente all’orecchio interno dove vengono percepite come suoni. Grazie al principio della conduzione ossea, questa è la soluzione migliore per trattare coloro che presentano una sordità trasmissiva medio-lieve, generalmente causata da lesioni al timpano, al canale uditivo o all’orecchio medio, soprattutto per i pazienti più piccoli.

ADHEAR si applica in modo del tutto naturale e non invasivo sulla cute, così che anche i bambini affetti da ipoacusia trasmissiva possano beneficiare di tutti i vantaggi che questa soluzione offre, consentendo loro un normale sviluppo psico-fisico e comunicativo sin dalla più giovane età.
E funziona… funziona perché l’ho visto in azione con i miei occhi e perché ho potuto provarlo sulla mia pelle nonostante io non abbia nessun problema ai canali uditivi.

Ed è provandolo che ho potuto immedesimarmi in quei bambini che per la prima volta sono riusciti ad ascoltare la voce della loro mamma e del loro papà. Che per la prima volta sono riusciti ad associare un suono a un momento o che finalmente hanno potuto innamorarsi di tutti quei rumori che tanto i bambini apprezzano.

È stato emozionante.

Emozionante perché è impagabile leggere la gioia di un traguardo così importante spesso dato per scontato.
Importante perché è bello sapere che ci sono delle aziende che impiegano la loro vita nel rendere quella degli altri qualcosa di migliore facendo si che non si notino differenze tra persone sane dalla nascita e tra quelle che sane lo sono diventate dopo, con qualche piccola parte “bionica” nel loro corpo.

Ma soprattutto sono felice di aver capito l’importanza di alcuni argomenti, toccando da vicino il problema. Perché spesso siamo così presi dalla nostra vita così potenzialmente normale che non sappiamo guardare più in la del nostro naso, quando invece, con un semplice messaggio, si può veicolare un’informazione più grande noi.

Un’informazione come questa.

All’incontro sono intervenuti:

  • la Dott.ssa Patrizia Consolino, Audiologa Foniatra, Responsabile percorso diagnosi e cura precoce della sordità infantile, Ospedale Martini ASL Città di Torino
  • il Dott. Diego Di Lisi, Otorinolaringoiatra, Responsabile Centro di Audiologia ed impianti cocleari, Ospedale Martini ASL Città di Torino

<Post in collaborazione con MED-EL>

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

2 comments

Giordano Cielo 5 Marzo 2019 - 16:13

Grazie della bella e chiara descrizione che hai fatto di questo stupendo prodotto che ha permesso a nostro figlio di sentire normalmente senza il doversi sentire diverso dai suoi compagni .

Reply
Giada Lopresti 19 Marzo 2019 - 0:24

Grazie a te per aver confermato il pensiero che ho avuto durante tutta la durata dell’incontro effettuato dove ho avuto modo di conoscere davvero con mano quello di cui si è parlato. È stato emozionante :*

Reply

Rispondi a Giordano Cielo Cancel Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.