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Se fosse successo a noi Lega del filo d'oro

Se fosse successo a noi

by Giada Lopresti

In entrambe le mie gravidanze ho conosciuto la paura. Nonostante siano state positive e tutto sommato piacevoli credo che come ogni mamma, l’attesa della visita di controllo successiva era sempre sfiancante.
La paura di sentirsi dire che ci poteva essere presente di anomalo, qualcosa che non “andasse bene” o più semplicemente che i miei bimbi avessero un qualsiasi problema era forte. Persino l’attesa della prima ecografia con entrambi è stata un intervallo lunghissimo. La prima eco infatti se fatta troppo presto non mostra praticamente nulla della gravidanza e l’entusiasmo di vedere e sentire quel cuoricino battere diventa prerogativa assoluta per avere conferma che stai per diventare madre.

Nell’arco di questi tre anni da mamma, ho avuto modo di confrontarmi con molte scuole di pensiero e di conoscere molte, moltissime madri e ognuna di loro con una storia diversa.
Ho conosciuto donne con avvenimenti bellissimi e altre che di bello hanno avuto da raccontare ben poco. Di queste ho ammirato e ammiro la forza la volontà e l’essere così speciali.
Venire a conoscenza di situazioni che mi hanno portato a pensare “ma se fosse successo a me come mi sarei comportata? Avrei avuto la stessa forza?” Domande che non hanno una risposta perché sono situazioni nella quale se non ti ci trovi non hai diritto di parlare. Allo stesso tempo però l’ammirazione è così forte che è impossibile non cercare di provare a capire queste madri.

Mi capita spesso di fermarmi a leggere verità tristi che sono più frequenti e dolorose di quello che spesso tendiamo ad immaginare. Vicende di bambini pluriminorati, bambini con disabilità e di questi racconti mi sorprendono (in bene ovviamente) la forza che hanno madri e figli nel lottare per far valere i loro diritti spesso sottovalutati, e il loro giusto bisogno di ricevere aiuto e sostegno.
Tra le righe dei vari racconti traspaiono la difficoltà e la tenacia con la quale ogni giorno superano grandi ostacoli che portano loro a piccole ma importanti vittorie e in cuor mio ammiro davvero queste grandi persone.

Con la voglia di conoscere più a fondo queste problematiche ho avuto anche modo di scoprire la Lega del Filo d’Oro, un associazione che non aiuta solo i bambini e le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali a sfruttare al meglio le proprie potenzialità, ma supporta anche le famiglie offrendo sostegno per consentire ai genitori di stare vicini ai propri bambini nel modo migliore.
Grazie a loro nasce la campagna Adotta un mondo di sì che si pone come obiettivo principale quello di aiutare i bimbi e le loro famiglie garantendogli assistenza da parte di specialisti che riescono a migliorare la qualità di vita dei bambini, consentendogli di fare progressi giorno dopo giorno. Per fare tutto questo la Lega del Filo d’Oro ha bisogno di aiuto, ha bisogno di fondi per fare in modo che anche altri bambini possano migliorare e crescere, proprio come è successo ad Agostino testimonial 2015 di questa campagna.

Agostino è nato con la sindrome di Charge, una patologia rara che comporta gravi problemi all’udito e alla vista, ai quali si aggiungono difficoltà nella respirazione, malformazioni cardiache e ritardi nella crescita e nello sviluppo cognitivo.
Agostino trascorre i primi 8 mesi della sua vita in ospedale, trattato da malato e non da bambino, e da qui la decisione della madre di trasferirlo al centro di Osimo per affidarlo alle amorevoli cure dell’équipe di Lega del Filo d’Oro che crea un programma di fisioterapia ideato e sviluppato per consentire ad Agostino di imparare a stare seduto e per consentirgli infine anche di camminare. A poco a poco Agostino ha iniziato anche il linguaggio dei segni e, come la maggior parte dei bambini, la prima parola che ha imparato a riprodurre è “mamma”.
Non può, non riesce” è un ritornello che risuona spesso nella mente dei familiari, dei medici e di quanti hanno a che fare con i bambini sordociechi e pluriminorati psiconsensoriali. Per la Lega del Filo d’Oro invece, nonostante la gravità delle loro pluriminorazioni i bambini possono imparare a comunicare e a sviluppare un certo grado di autonomia raggiungendo una buona qualità della vita.
Ogni progresso è raggiunto grazie a una èquipe interdisciplinare che al Centro di Osimo esamina le potenzialità residue di ogni singolo bambino e studia per lui un programma riabilitativo personalizzato volto ad aumentare le sue potenzialità. Un traguardo ambizioso che può essere raggiunto con la passione e la professionalità degli operatori, ma anche grazie al prezioso aiuto dei sostenitori.
Per questo nasce Adotta un mondo di SÌ, la campagna che incentiva le donazioni regolari che consentono alla Lega del Filo d’Oro di dire sì alle potenzialità di tanti bambini sordociechi. Aderendo all’iniziativa le persone possono scegliere di donare 10, 20 o 30 euro al mese per supportare le iniziative di Lega del Filo D’oro.

Se io fossi la mamma di un bimbo come Agstino vorrei che altre mamme diffondessero un messaggio così importante per poter permettere a chi ha davvero bisogno di avere un futuro come ognuno di noi lo desidera per i propri figli. Vorrei che altri genitori, altri zii, altri nonni ascoltassero il grido di aiuto e speranza che un associazione così può dare a dei bambini. Vorrei un furto migliore per i miei figli come è giusto lo meritino tutti.
Io sono una mamma “normale” con dei bimbi “normali” e se fosse successo a noi tutto questo chiederei di condividere la nostra storia con la consapevolezza che potrebbe essere d’aiuto a molti.

Noi siamo stati “fortunati” e soprattutto per questo mi sento ancora più in dovere nei confronti di questi bambini, perché anche loro meritano un futuro migliore.
Basta così poco per far si che questo sia possibile, perché come dice la Lega del Filo d’Oro: “Si, si può fare“.

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