Home LifeBe a mom Per i miei figli, uno zaino di vita #lozainodiemma

Per i miei figli, uno zaino di vita #lozainodiemma

by Giada Lopresti
Un paio di domeniche fa in molte piazze d’Italia si è contribuito a ricordare la giornata nazionale delle persone con sindrome di Down. Nello stesso giorno, il 12 di ottobre, usciva anche un meraviglioso libro intitolato “Lo zaino di Emma” scritto da una mamma, Martina Fuga, che racconta in modo molto intenso e speciale cosa vuol dire essere mamma di una bambina con la sindrome di Down, cosa significa avere un figlio “malato” ma soprattutto come la tenacia di un genitore e del suo bambino possano essere più forti di molte cose, ma non di tutto.
È un libro che fa riflettere, che va letto, che ti fa vivere in prima persona gli ostacoli di persone speciali e ti fa capire quanto si è fortunati ad avere una vita “normale”. Questo libro colpisce già dalla sua premessa, un accenno carico di amore, dubbi e paure:
“Molti pensano che la disabilità di un figlio sia un dono, ma chiedetelo ai nostri figli. La sindrome di Down non è un dono, mia figlia è un dono, ma per com’è lei, non per la sindrome. Non posso fare a meno di chiedermi come sarebbe se… e non me lo chiedo per me, me lo chiedo per lei!
Io di quello zaino sulle spalle di Emma posso anche farmi carico, ma fino a che punto?
Non posso portarlo io al suo posto!Un giorno lei vorrà toglierselo quello zaino e io dovrò spiegarle che non è possibile. Quel giorno sarà il più difficile della mia vita.” 
Queste frasi mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto pensare a quanta forza ci deve essere nell’amore di un genitore per riuscire ad affrontare sempre tutto a testa alta e guardando sempre avanti. Mi ha fatto riflettere su quello che c’è “nello zaino dei miei figli” o meglio, su quello che ancora non c’è ma che  mi impegnerò per poter far si che questo loro bagaglio possa essere pieno di piume e non di pesanti sassi.
Spero di riuscire ad insegnare loro ad amare il prossimo esattamente come è gusto che sia, e non solo per i bambini come Emma ma anche per tutti quei bambini che non hanno avuto le loro stesse fortune: essere in salute e avere la possibilità di indipendenza, avere vicino entrambi i genitori, essere amati con un amore vero, giocare, correre e farsi male come la maggior parte dei bambini della loro età. Personalmente fatico ad immaginare la difficoltà e la grande forza che necessitano ad un genitore nel gestire situazioni fuori dall’ordinario, ma il mio impegno di mamma sarà proprio mostrare ai miei figli che “il diverso” è tale solo se siamo noi a volere che sia così. Che alcune persone, nel loro essere speciali, portano sulle spalle uno zaino più pesante di loro e che proprio per questo vanno prese per la mano per aiutarle ad andare avanti al meglio delle possibilità perché come dice la mamma di Emma, quello zaino non si può togliere e nessuno se ne può fare carico tranne che la persona che lo indossa.
E proprio come la vita ha insegnato a me che una mano lava l’altra e due lavano la faccia, vorrei fossero sempre pronti e disponibili secondo le loro possibilità, necessità e tempo. Vorrei essere un giorno fiera di loro per grandi cose esattamente come lo sono oggi per le piccole, ma non per me… per loro e per quello zaino che di giorno in giorno sarà sempre più pesante di esperienze e momenti.
Per chi avesse piacere nel leggerlo, cosa che consiglio caldamente, di questo libro esistono sia la versione cartacea che ebook.
Giada
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2 comments

Mamma Avvocato 31 Ottobre 2014 - 9:31

Leggero’ il libro di cui parli, di cui ho già sentito parlare.
Questo post è molto bello, tocca nel profondo delle riflessioni di ogni mamma.
Sono certa che, con il tuo aiuto, non solo i tuoi figli avranno sulle spalle uno zaino leggero ma ricco, ma sapranno aiutare gli altri a portare il proprio.

Reply
MammaCheVita 31 Ottobre 2014 - 15:55

È un libro bellissimo e appassionante oltre ad essere un ottima sveglia per quei genitori che spesso si lamentano nella quotidianità. Fa riflettere e cosa più importante fa capire quanto si può essere fortunati con poco. Purtroppo per mancanza di tempo non l’ho ancora finito ma quando lo devo mettere giù mi arrabbio perché è esattamente come una manciata di ciliegie…una pagina tira l’altra!
Mi fa sperare e mi sprona a voler far un buon lavoro sui miei figli, dove spero di riuscire bene.
:***

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