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Meno dieci – GB Idan

by Giada Lopresti

Abbiamo trascorso quest’ultimo periodo nella più totale frenesia.
Coinvolti a trecento sessanta gradi nella gestione di una nuova vita dove forse, fondamentalmente, quella che è cambiata in modo più evidente è solo la mia.

Doversi destreggiare a due sole mani tra tutto quello che comporta essere una mamma, una donna, una casalinga e una tuttofare per necessità, mi ha reso in parte più forte e sicura di quello che ero e che posso diventare, ma allo stesso tempo mi ha riempito le giornate di agitazione e instanti che non bastano mai.

I bambini giocano, ridono, si arrabbiano. Vivono le loro giornate con la stessa grinta di sempre.

Cesare sta riuscendo a superare tutto nel migliore dei modi in un momento così delicato per lui. Vincy si comporta come se nulla a casa fosse successo esattamente come Enea, così coinvolto dai sui progressi e dalla sua curiosità, dove nel momento in cui decide che è il caso di fermarsi per fare un bel respiro lo fa solo perché le lancette indicano o l’ora di un pasto o quello della nanna.

E io. Io che corro di continuo cercando di dividermi tra tutto e tutti.
Io così concentrata nel fare quadrare ogni cosa tra la pulizia del bagno all’una di notte e il continuo chinarsi per raccogliere giocattoli di ogni forma e dimensione.

Io così presa da tutto che spesso non sono in grado di concludere nulla ripetendo a me stessa che però ce la posso fare.

Una me stessa che nonostante sappia bene che tra soli dieci giorni sia il primo compleanno di mio figlio, non si è mai realmente fermata a riflettere sul fatto che i primi dodici mesi della sua vita sono quasi conclusi per lasciare spazio ad un nuovo anno colmo di emozioni.

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Un anno. Dodici mesi. Trecentosessantacinque giorni.

Ma davvero il tempo corre così tanto veloce per una mamma nel primo anno di vita di un figlio?

La risposta è semplicemente si. Senza malinconia e senza chiedersi come o perché.

Si passa dal tenere in braccio per la prima volta quel piccolo essere che sei riuscita a mettere al mondo al non renderti conto che, sotto i tuoi occhi, ha già fatto così tanti progressi da esserti dimenticata quando in realtà fosse piccolo quel giorno di un anno prima.
Un anno che sembra così tanto in occasioni normali. Un anno che quando diventi madre ti scivola via dalle mani come la più fine sabbia del deserto.

Un anno che equivale ad un viaggio meraviglioso che segna la fine di un capitolo e l’inizio di un altro lungo percorso.

Un anno che, così indaffarata come sono ultimamente, ho realmente iniziato a percepire  solo oggi quando nel silenzio della notte mi sono fermata a riflettere su quello che questo stesso anno mi ha portato.
Il desiderio di avere un figlio e di volerlo con tutta me stessa.
Il profumo di quel primo respiro che notte dopo notte è diventato più familiare accanto al mio viso imparando a conoscerne ogni sfumatura e ogni sussulto.

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I sorrisi regalati ad ogni gesto e le avventure vissute in così tanto ma contemporaneamente così poco tempo.

Mi sono fermata a pensare che ho già preparato ogni cosa per il primo compleanno di mio figlio esattamente come feci per i suoi fratelli. Ed esattamente come per le due volte precedenti mi sono chiesta e mi sto chiedendo se ciò che ho deciso di preparare in onore di questo traguardo, sia davvero come lui avrebbe voluto se fosse stato in grado di espormi le sue idee.

La stessa domanda che mi sono posta ad ogni avventura vissuta insieme
su ogni aereo, su ogni treno, in ogni città visitata, in ogni occasione vissuta e in ogni piccolo percorso quotidiano di questo tempo che sta in qualche modo finendo.

Se dovessi fermarmi a riflettere su quello che negli ultimi quasi dodici mesi ho fatto insieme a mio figlio, mi verrebbe da dire con assoluta certezza che lui nonostante sia il più piccolo dei tre, è certamente colui che ho vissuto di più.

Speso trattato da figlio unico ho avuto accortezze che non credevo di saper ancora dedicare a qualcuno perché si sa che dal secondo figlio in poi si tende ad essere più sbrigative in ogni cosa.
Eppure ricordo di aver avuto particolari attenzioni in diverse occasioni.

L’ho stretto forte a me anche quando non ne aveva bisogno, abbiamo condiviso insieme giornate speciali fin da quel primo viaggio ad un solo mese di vita.

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Il primo viaggio di una lunga lunghissima serie di continui divertimenti e tempo solo per noi due.

Così piccolo eppure semplicemente così perfetto nell’essere il mio dolce cavaliere dalla splendente armatura. Un bambino che con enorme pazienza si è lasciato cullare dalle mie necessita sposandole alla perfezione.

Milano, Torino, Bologna, Roma, l’Aquila, Catania, Reggio Calabria, Ancona. Un piccolo gnomo che ha condiviso diligentemente ogni viaggio con estrema condiscendenza soprattutto quando si è trattato di dover sopportare lunghi ed estenuanti tragitti in auto che hanno sposato al meglio ogni sua necessità  fino allo scoprire solo qualche settimana fa che, come il fratello, nonostante apprezzi il suo seggiolino, il mal d’auto potrà essere un difficile ostacolo da superare.

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Un ostacolo che ancora oggi anche io mi trascino dietro come se fosse un enorme mattone nello stomaco.

Grazie ad Enea ho riscoperto me stessa ancora una volta diventando la madre di un terzo bambino e continuando a moltiplicare l’affetto verso i miei figli. Figli che spero di poter tenere al mio fianco il più a lungo possibile cercando di meritarmi quello che per adesso a loro è il mio ruolo imposto: essere la loro mamma.

Fatico ancora a realizzare quanto breve sia stato questo nostro viaggio fino ad oggi e soprattutto fatico ad accettare il fatto che il piccolo Enea abbia così fretta di diventare grande.
Perché non importa quanto figli hai, il primo compleanno è e rimarrà sempre una grande emozione che racchiude un anno di grandi e indimenticabili progressi.
Indimenticabili nel tempo e nello spazio, esattamente come saranno indimenticabili tutti i momenti che ci attendono una volta spenta quella prima candelina.

Un soffio che sarà il primo di altri sospiri nei giorni successivi perché il primo compleanno di Enea anticipa di un solo giorno l’ingresso all’ultimo anno di scuola materna di Cesare e il primo di Vincy.

E io credo (anzi sono convinta) che forse fino ad oggi non mi ero mai fermata davvero a riflettere su tutto questoconsapevole in realtà di quanto in quei giorni mi farò travolgere dalle emozioni esternando pianti lacrime di commozione a non finire. Nonostante tutto però non vedo l’ora che arrivi ognuno di questi attimi solo perché, da mamma, avró una scusa valida per mostrare l’orgoglio che provo nei confronti dei miei figli. 

Bambini che, prima di quanto si possa immaginare, saranno pronti per spiccare il volo iniziando un viaggio completamente nuovo: il loro.

Il nostro anno con IDAN

In questo primo anno, Enea ha iniziato il suo viaggio alla scoperta del mondo grazie al trio che gli è stato regalato alla nascita: il trio di GB Maris di cui è anche stroller ambassador.

Dopo le lunghe passeggiate a bordo della sua navicella abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare fin dai primi giorni anche l’ovetto IDAN di GB (linea GB Premium). Un ovetto che nei mesi è cresciuto con lui ospitandolo comodamente tanto nel suo primo viaggio in auto quanto oggi, circa trenta centimetri dopo.
Lo abbiamo apprezzato per le sue caratteristiche in fatto di sicurezza ma anche per la facilità di utilizzo sia dentro che fuori dall’auto. Ed esteticamente parlando il tessuto jeansato con leggere lavorazioni zebrate in simil lurex, sono state sicuramente il tocco più elegante del prodotto e dell’intera linea. 

Un ovetto che, nonostante ormai il mio bambino abbia quasi un anno, continuerà a sfruttare fino al massimo delle sue potenzialità. 

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©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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1 comment

Organizzare l'inizio dell'asilo con le etichette adesive e termoadesive 28 Agosto 2017 - 14:32

[…] trascorso gli ultimi giorni tra l’organizzare il compleanno del più piccolo al preparare tutto il necessario per questo grande giorno dei più […]

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