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In bocca al lupo papà

by Giada Lopresti

Due giorni fa ci siamo salutati consapevoli che dopo quel lungo e bellissimo bacio, quel “a presto” non sarà vicino come vorremmo. Perché tu sei partito allontanandoti da me e dai nostri bambini nella speranza di poterci regalare finalmente un futuro migliore.
Lo stesso futuro che per mesi abbiamo tanto sognato senza però pensare quanto sarebbe stato difficile doverci separare vivendo in due luoghi distanti 1400 chilometri l’uno dall’altro.
Ma tu sei più forte. Noi, anche se lontani, saremo sempre più forti di tutto.

Ci hai creduto. Ti sei ostinato. Ci sei riuscito.

Hai fatto del tuo meglio sempre, nella speranza che potesse arrivare prima o poi la telefonata in grado di cambiarti la vita. E dopo tanti fallimenti e delusioni finalmente quella telefonata è arrivata come un fulmine a ciel sereno.
Nel giro di qualche giorno ti sei ritrovato dall’avere un colloquio ad avere un lavoro. Uno di quelli che normalmente non ti cambiano la vita ma che sanno restituire la dignità ad un uomo insoddisfatto nel non riuscire ad essere di più per la sua famiglia.

Quel lunedì che ci ha cambiato la vita probabilmente sarà per te l’inizio di una lunga serie di soddisfazioni. Ovviamente è quello che ti auguro.

I test, il colloquio, la tua telefonata piena di gioia nel dirmi: “amore mi hanno preso. Ce l’ho fatta”.
La mia ammirazione nel sentirti elettrizzato al pensiero di iniziare una nuova avventura e la voglia di abbracciarti forte pur non potendolo fare.
Le risate isteriche dettate da un esplosone di gioia e le parole sconnesse che si accavallavano per l’entusiasmo.

La gioia. Un’infinita gioia nel sentirti felice davvero essendo allo stesso tempo orgogliosa, estremamente orgogliosa dell’uomo che amo.
Lo stesso uomo che finalmente non si sarebbe più sentito incompleto. Una gioia interrotta dalla notizia che da li a soli undici giorni ci avresti lasciato.

Mi si strinse lo stomaco, le lacrime iniziarono a scendere e solo per un momento (un momento molto lungo) quella gioia svanì.
Non era facile realizzare il fatto di doverci separare. Non era facile realizzare questo momento consapevole che sarebbe dovuto accadere così presto.

Ma presto o tardi, avrebbe comunque fatto male sempre allo stesso modo.

Abbiamo passato quegli undici giorni vivendo ogni attimo come se invece di trasferirti a Torino, saresti dovuto partire per andare in guerra senza mai farne ritorno. Ce li siamo goduti fino in fondo perché entrambi lo meritavamo.
Giorni trascorsi passati più veloci di quanto avremmo voluto e che non hanno smentito l’uomo meraviglioso che sei.

Persino domenica, il giorno della tua partenza, hai voluto renderti utile per la tua famiglia.
Mi hai lasciato riposare consapevole che sarebbero state le ultime ore da poter trascorrere insieme. Eppure, nonostante questo, il tuo pensiero è stato quello di cercare di aiutarmi per l’ennesima volta, smaltendo al mio posto piccole faccende di casa che per me sono sempre un grande cruccio.

Mi sono svegliata con la casa in ordine e i bambini già pronti.

Mi sono svegliata notando il tuo viso cupo e gli occhi spenti perché era palese che non volevi allontanarti da noi.
Ma lo dovevi fare.
Dovevi farlo in primis per te, per poterti realizzare come uomo e per poter provare di nuovo quella soddisfazione nel sentirti di nuovo davvero utile per noi.

Quelle brevi ore di domenica mattina trascorse insieme le abbiamo però passate in un quasi totale silenzio. Discorsi monosillabici dettati dall’essere costretti a comunicare per piccole esigenze. Ma niente di più.
La tristezza per tua partenza iniziava ad essere palpabile.

Persino il tragitto fino in aeroporto da parte tua sembrò una rispettabilissima via crucis mentre io cercavo di cantare a squarciagola per distrarre i bambini scacciando dalla mia mente, anche solo per un momento, il magone che iniziava ad affliggermi.

Quei quaranta chilometri non sembrarono mai così brevi come fino a quel momento.

Quando vidi le vetrate che ci separavano dal check-in iniziai ad accusare il colpo nonostante mi fossi ripromessa che non avrei pianto. Non avrei mai voluto renderti la partenza più difficile di quello che in realtà non fosse.
Eppure dopo la prima mezz’ora, al tuo “vado a fare i controlli” realizzai che non sarei riuscita a regalarti un sorriso nel momento dei saluti.

Nonostante fosse ancora molto presto, la tua reazione fu quella di avviarti verso “quell’arrivederci” che tanto, prima o dopo, sarebbe dovuto arrivare. Un arrivederci che io non avevo fretta di pronunciare perché, nel mio pensare a me stessa, avrei voluto sfruttare ogni minuto.
Lì per lì non compresi quanto per te sarebbe stato molto più difficile rispetto a quanto lo sarebbe stato per noi. Perché io e i bambini saremmo potuti rimanere uniti.
Io avrei potuto trovare le mie forza in loro mentre tu avresti dovuto affrontare tutto da solo.

Avrei dovuto farti andare via, avrei dovuto essere meno egoista evitando di rendere tutto ancora più difficile di quanto non fosse. Più difficile per te, più difficile per me ma soprattutto più difficile per Cesare.
Cesare che nonostante la sua tenera età é stato perfettamente in grado di realizzare quello che stava succedendo. Cesare che non voleva lasciarti andare via e che ha iniziato a piangere ed urlare quando è stato il momento di quei maledetti saluti.

“Papi voglio venire con te”

Sarei voluta morire nel sentire pronunciare quelle parole. Parole ripetute come un disco rotto.
Mentre sono certa che tu già lo fossi da molto prima di quella botta finale.

Ho stupidamente pensato che per i nostri bambini la separazione non sarebbe stata in qualche modo traumatica.
Sbagliando nel farlo. Ma nonostante tutto non mi sarei mai perdonata di non averti accompagnato fin li con loro.

É stata dura attendere che sparissi dalla nostra vista mentre la fila dei controlli avanzava lentamente. Fu un supplizio guardare come il tempo se la stesse spassando con noi, reso tutto ancora più straziante dagli incessanti pianti di Cesare.
E il resto della giornata non fu certo più semplice tra momenti di malinconia e pianti fermati per non farmi vedere triste agli occhi dei bambini.

Ho dovuto metabolizzare il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro facendomi spesso prendere dallo sconforto e dalla tristezza nonostante il fine di tutto questo sia più che nobile.
La prima notte insonne però mi ha aiutato a capire che per quanto difficile potrà essere per noi, non potrà mai essere paragonabile a quanto invece lo sarà per te.
E il sapere che tu trarrai la tua forza dall’obiettivo di poter avere un futuro migliore mi da la spinta giusta per affrontare la giornata con il sorriso.

Negli ultimi mesi ho visto un Salvo stanco, insoddisfatto di se stesso e che non era in grado di riuscire a cogliere quanto invece fosse per noi un vero e proprio punto di riferimento.
“Non mi sento un buon padre e non mi sento un buon marito” questo mi dicesti tempo fa. Adesso però hai l’occasione di riscattarti e dimostrare a te stesso che non é così e che, in realtà, così non é mai stato.

Ci sei riuscito. Sei riuscito nell’intento di sentirti finalmente completo per te, per i nostri figli e per la nostra famiglia.
E io sono orgogliosa di te come credo di non esserlo mai stata.

In bocca al lupo amore mio.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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12 comments

marianna 1 Agosto 2017 - 14:11

No vabhe, ma quanto ho pianto… un grosso in bocca al lupo anche a te perchè dovrai essere forte non solo per te, ma anche per i tuoi bimbi. Perchè non sarà facile gestire tutto da sola. Io che ho un marito come il tuo che mi aiuta con due bimbi, posso solo immaginare come potrebbe essere senza di lui… Un abbraccio forte!!

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Giada Lopresti 1 Agosto 2017 - 21:32

Saremo tutti più forti dopo questa esperienza. Ne sono certa!

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Lidia 1 Agosto 2017 - 14:44

oddiooooooooooo Giada, sono in ufficio e piango dietro al monitor 🙁 in bocca al lupo al tuo principe azzurro !!!!!!!!!!!!!!!!!

Reply
Giada Lopresti 1 Agosto 2017 - 21:31

Crepi Lidia! Un abbraccio.
Giada

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Jessica 1 Agosto 2017 - 15:00

Giada mi si è stretto il cuore leggendo queste tue parole!! Ho sentito tutto il dolore che hai provato quella domenica, e che stia provando anche adesso, come se fossi stata lì!! Ti mando un abbraccio grande grande e vedrai che in me che non si dica sarete tutti di nuovo assieme Sei forte super mamma!!

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Giada Lopresti 1 Agosto 2017 - 21:30

Grazie Jessica! È il miglior augurio che potessi farmi. Un abbraccio.
Giada

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Sabrina 2 Agosto 2017 - 17:29

Insomma riesci sempre ha commuovermi …prendi e vai , vai a trovare tuo marito ,fagli una sorpresa portando con te un raggio di sole ,gioia e luce…coraggio Giada ce la potete fare …..!!!! Un abbraccio Sabry…

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Maria elena 2 Agosto 2017 - 23:33

Giada ma sei una grande..,,, che belle parole

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Giada Lopresti 4 Agosto 2017 - 1:16

Grazie ;*

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