class="post-template-default single single-post postid-5782 single-format-standard elementor-default">
Home Life Dolcetto o fazzoletto?
anterpima-dolcetto-o-scherzetto halloween

Dolcetto o fazzoletto?

by Giada Lopresti

Per molti quelli che sta terminando è stato un ponte lungo all’insegna del divertimento. Un periodo dell’anno in cui i bambini si divertono travestendosi di mascherine più o meno spaventose e che, come la tradizione americana vuole, vadano in giro bussando di porta in porta per riempire i loro sacchetti di caramelle e dolciumi.
Quest’anno contavo davvero di riuscire a ritornare bambina travestendomi insieme a mio figlio per andare a divertirci in giro facendo dolcetto o scherzetto ma, come quasi sempre accade, siamo stati debellati da un brutto raffreddore che ci ha impedito di poterci godere  come avremmo voluto.

All’inizio del weekend quella combinata peggio ero certamente io.

Tosse intensa da ormai una settimana che mi ha portato a fare l’aerosol due volte al giorno per evitare di svegliare l’intera casa con i miei colpi di tosse interminabili soprattutto di notte.
In tutto questo ero anche convinta di essere riuscita a far evitare ai miei figli il contagio del mio malanno e invece nella notte tra la domenica e il lunedì  eccoci tutti raffreddati cotti. Proprio il giorno in cui ci saremmo dovuti preparare per il primo vero hallowen del mio bimbo più grande, casa nostra si era trasformata in una casa di cura tra moccio, fazzoletti e starnuti.

Io che non vedevo l’ora di poter rivivere i momenti di baldoria vissuti nella mia vita da non mamma trasformandoli nella gioia di mio figlio  gustando attraverso la sua felicità e il suo entusiasmo quello che ormai fatico a ricordare.

Per noi niente feste, niente travestimenti e niente passeggiate in giro per il paese incontrando altri bimbi e altri genitori con cui poter scambiare quattro chiacchiere.

Nessun dolcetto chiesto bussando ad una porta e nessun trucco sul viso per assomigliare ad un fantasma o ad uno spaventoso mostro.

Abbiamo preferito passare la giornata a casa come se fosse un giorno uguale agli altri trascorrendo il nostro tempo tra supereroi e puzzle. Il divertimento preferito dei miei bambini e spesso anche il mio.
Amo però quei momenti di relax in cui li vedo intenti ad incastrare pezzo dopo pezzo ogni singolo tassello dando forma ad un semplice disegno e dimostrando di essere bravi da soli nonostante la mi costante richiesta “volete che vi aiuti?”
È trascorsa una giornata come tante altre senza poter assaporare quel momento speciale che può essere atteso come un compleanno o un Natale proprio perchè capita una sola volta l’anno e dove, soprattutto per un bambino, l’attesa di altri 365 giorni sembra interminabile.

Siamo andati a letto aspettando un nuovo giorno e dove una nuova alba ci ha atteso aggiungendo un altro malato al conteggio famigliare.

Quattro su cinque. Ben oltre ogni rosea aspettativa.

Quattro cadaveri circondati da fazzoletti accartocciati, termometri e tazze di latte bollente. Attimi in cui personalmente ho solo sperato di addormentarmi per risvegliarmi l’indomani magari con qualche starnuto di meno.
E poi invece tra un pannolino e un lavaggio nasale, questa mattina è arrivato lui con un meraviglioso sorriso guardandomi con occhi pieni di orgoglio a gran voce mi ha detto: “tanti auguri mamma”

Oggi è il mio onomastico.

Si perché anche se da mamma potrei essere la candidata perfetta per una santificazione, S. Giada ancora non esiste.

Non ricordavo fosse il primo di novembre e non ricordavo che oggi vengono festeggiati tutti quegli “sfigati” che come me un Santo non ce l’hanno.
Tutti i Santi è il giorno in cui in molti vengono onorati del loro nome e come per nostra tradizione familiare, non abbiamo potuto evitare che questo accadesse anche qui.

Avevamo rinunciato al divertimento di halloween senza nemmeno un dolcetto nel pancino ma che grazie alla scusa di un onomastico improvvisato,  visto che Maometto no è andato alla montagna abbiamo portato la montagna da Maometto. Il marito ha trovato la forza di uscire di casa per comprare due enormi vassoi di dolci sul quale io e i bambini abbiamo fatto una mega incetta dopo pranzo (e anche dopo cena).
Abbiamo mangiato fino a scoppiare soprattutto osservando BigV che entusiasto davanti a tutta quella meraviglia, guardava i vassoi con la bava alla bocca senza sapere da dove iniziare.

Abbiamo recuperato tutto quello perso nel giorno più spaventoso dell’anno con tutti gli interessi e anche di più.

E anche se per noi è raro riuscire ad essere a tavola tutti e cinque insieme e contemporaneamente, nonostante il raffreddore, nonostante la tosse, nonostante i fazzoletti accartocciati, gli starnuti e il moccio sempre in allerta, abbiamo passato due splendidi giorni in famiglia.

Due giorni come tanti dove quello che ci ha permesso di passare del tempo insieme è stato un banale ma terribile raffreddore. Un leggero malanno che ci ha fatto godere dei momenti in famiglia speciali dove, mentre tutti si divertivano, noi coglievamo uno spirito di halloween ben più intenso del divertimento da dolcetto o scherzetto.

Un giorno che spero comunque di rivivere l’anno prossimo tra l’entusiasmo dei miei figli (e un pó anche il mio) godendo dei loro sorrisi spaventosi e della loro voglia di recuperare il tempo perso.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.