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12 ottobre 2007

by Giada Lopresti

10 anni, 120 mesi, 3650 giorni.
È buffo come contando il tempo in modi diversi, possa sembrare passato più o meno velocemente.
Eppure dieci anni che sembrano così pochi, per noi sono un traguardo davvero importante.

Dieci anni da quel primo bacio, dieci anni da quel primo sguardo pieno di amore senza doversi nascondere agli occhi di qualcuno perché la nostra storia è iniziata un pò così… celando i nostri sentimenti agli altri per diverso tempo.

Era il settembre del 2007 quando, dopo diversi anni, ci siamo rincontrati.

Tu. Un ragazzo di vent’anni con le sembianze di un uomo maturo dalla barba incolta, i capelli legati e una canna da pesca in mano che tornando dal mare sapeva (o meglio puzzava) di un fortissimo e nauseante odore di pesce. E tu con lei.
Io. Una ragazza seduta sul sedile passeggero dell’auto della zia, con alle spalle quello che ai tempi era il mio fidanzato da più di due anni e che impacciata cercava di capire chi avesse di fronte.

Ci fermammo per caso perché con mia zia ogni sera vi incontravate in compagnia per le classiche partite a carte e quel caso fu l’inizio di tutto. Un caso che io amo chiamare destino anche se da allora non è stato certamente tutto rose e fiori.
Un caso che hai voluto ricordare persino il giorno del nostro matrimonio dove, dopo esserci promessi eterno amore, mi hai riportato nel luogo di quel primo incontro come per suggellare un nuovo inizio da un vecchio a noi caro.

Ricordo che ti guardai e che per la prima volta nella mia vita conobbi quello che in molti amano chiamare colpo di fulmine.
Ti vidi (anzi ti rividi perché di te ricordavo un bambino magro e con bellissimi cappelli colore dell’oro nelle nostre estati di bambini) e in quell’istante capì che non avrei più voluto guardare nessun altro nonostante la mia posizione non fosse proprio consona al quel pensiero.
Quello scambio di sguardi fu l’inizio di una storia che negli anni ne ha viste di tutti i colori: dai triangoli amorosi ai tira e molla infiniti.

Dieci anni in cui ho avuto davanti ai miei occhi uno stronzo stratosferico alternato da un ragazzo che più dolce e romantico non avrei potuto volere.

Ci siamo detti bugie, ci siamo detti verità (e a volte nemmeno tutta), ci siamo amati, ci siamo ignorati e abbiamo anche cercato più volte di stare lontani l’uno dall’altro riuscendo però, ogni volta, ad incontrarci sempre e comunque.

Sei stato colui che ha saputo stupirmi
quando non credevo che nessuno ci sarebbe riuscito e sei stato la mia spalla su cui piangere nei momenti più bui.
Sono riuscita a trovare in te quello di cui sapevo avere estremo bisogno regalandomi la luce in fondo a quei tunnel che a miei occhi sembravano non avere mai fine.

Sei stato in grado di crescere quando la vita te lo ha imposto e quando pensavamo che, per l’ennesima volta, tutto sarebbe davvero finito.

Ci siamo ritrovati genitori senza volerlo e quando tutto è iniziato tu sei stato in grado di assolvere un impegno che mai avrei pensato potesse rispecchiarti.

Sei stato un ragazzo premuroso, un papà brillante, un fidanzato eccezionale e un marito stupendo. E anche se nella normalità questo non sarebbe dovuto essere l’ordine cronologico degli eventi, a noi non è mai importato perché tanto la nostra storia di normale non ha mai avuto nulla.

Insieme abbiamo vissuto gioie e dolori. Noi che di buona e cattiva sorte ne sappiamo più di quanto vorremmo.

Dieci anni intensi dove purtroppo e per fortuna non ci siamo fatti mancare davvero niente.

Purtroppo perché alcune cose hanno fatto male da morire e per fortuna perché quelle stesse hanno ci aiutato a crescere conoscendoci nel profondo, permettendoci di ammettere a noi stessi che non avremmo mai voluto stare l’uno senza l’altra nonostante le difficoltà e nonostante il mondo intorno a noi ci consigliasse strade diverse.

Di questi 120 mesi trascorsi al tuo fianco, oggi, non cambierei nulla nemmeno le ferite che dopo tanto tempo ancora ogni tanto sanguinano. Questo perché è anche grazie a quelle ferite che oggi siamo noi. Bastandoci.
Un noi non perfetto ma che ci permette di stare uniti nonostante le distanze e nonostante i problemi che quotidianamente dobbiamo superare.
Ed è tutto merito di entrambi. Due persone che hanno contribuito alla vita dell’altro rendendola sicuramente migliore perché dopo tutto, se così non fosse, oggi non saremmo qui a festeggiare questo bellissimo traguardo.

Se il 12 ottobre del 2007 mi avessero detto che 3650 giorni dopo sarei stata qui a ripensare al nostro passato, ci avrei creduto senza ombra di dubbio alcuna. Perché ricordo bene come ti amavo allora.
Ricordo in modo vivido come mi sentivo davanti ai tuoi sguardi esattamente come ricordo quello che riuscivo a provare con un ogni bacio e con ogni tua parola.

E lo ricordo perché, da allora, non è cambiato nulla.

Quello che ci auguro è continuare a vivere la nostra vita insieme dove ad ogni bivio che ci presenterà decideremo di continuare a camminare nella stessa direzione. Magari anche con fatica o zoppicando, ma per me l’importante sarà solo poterlo fare insieme.

Felice anniversario amore mio.
Perché per quanto tu dica che dal giorno del nostro matrimonio il 12 ottobre è una data passata in secondo piano e che quella da festeggiare è diventata solo il 13 luglio, oggi non possiamo non pensare con orgoglio a tutto quello che abbiamo costruito insieme.

Sceglierò sempre te. Ancora e per sempre.
E quello che voglio ricordarti oggi, anche se spesso fatico a dimostrartelo, è che ti amo più di ieri e meno di domani perché l’uomo della mia vita io me lo sono scelto. Non l’ho messo al mondo.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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