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Cosa insegno ai miei figli?

by Giada Lopresti

Inutile dire che io sia un amante della tecnologia. Ne sono circondata 24 ore su 24 e non lo dico tanto per dire: mentre dormo ho sul comodino il mio ipad e il mio iphone, durante il giorno sia al lavoro che a casa ho a che fare con gli stessi oggetti (e molti di più) che la sera sono adagiati accanto al mio letto e la sera al mio rientro il mio computer brama la mia presenza per qualche post da terminare per la pubblicazione del giorno dopo.
Vivo con la tecnologia e molto spesso abuso di questa ma non me ne preoccupo perché so, o almeno credo, di saper dosare gli eccessi.

Cosa insegno ai miei figliMi fermo però spesso a riflettere se tutte queste comodità siano da buon esempio per i miei figli, se davvero io, mio marito e tutte le persone che li circondano stiano mostrando loro il vero senso della vita, della socialità, del condividere e dello stare insieme.
Quante volte mi capita o capita a voi di guardare in giro e vedere persone con lo sguardo incollato al proprio tablet o al proprio telefono così assorti da non accorgersi di quello che sta succedendo a due passi da loro? Quante volte capita di osservare gruppi di persone che invece di parlare e comunicare verbalmente l’un con l’altro si isolano osservano Facebook, Twitter o qualsiasi altra cosa c’è su quello schermo luminoso? Molte volte… e forse anche troppe.
Mi capita di notarlo soprattutto se la diretta interessata a fare quell’errore sono io, se in quel momento quella stessa persona che si sta isolando dal mondo è proprio la mamma dei miei bambini e quindi mi fermo e mi chiedo: “Ma cosa sto facendo?”

Ed è proprio dopo che ho potuto vedere un video di Wind che mi sono davvero preoccupata per il futuro dei miei figli. Un video nella quale un ragazzino viveva una doppia giornata alla sliding doors. Un filmato nella quale questo bambino non ancora adolescente doveva scegliere tra il passare l’intero pomeriggio giocando ai videogame sul suo tablet e l’andare a giocare al campetto con i suoi compagni.
Si vedono le due storie, si vedono le sue scelte e “fortunatamente” si riesce a comprendere la morale di questo corto così coinvolgente e pieno di significato.

Ho paura per i miei bambini, temo che un giorno (tra qualche anno) possano trovarsi allo stesso semplice ed innocuo bivio e scegliere il pomeriggio sbagliato e mi rendo conto che per far si che questo non succeda devo essere proprio io a dare il buon esempio.
Devo far capire loro che la tecnologia è un passatempo, ma che la vita quella vera è tutt’altra. Devo mostrare loro cosa significa vivere in pieno la loro giovinezza per far si che per il loro essere adulti ci possa essere un futuro migliore. Voglio fare questo per permettere anche a loro un giorno di essere dei genitori migliori.

Da buona mamma, moglie, blogger, casalinga, lavoratrice e tutto fare quale con modestia mi ritengo, ho promesso a me stessa che nonostante io stia limitando la mia dipendenza da tecnologia in loro presenza, lo debba fare anche quando sono sola perché in fondo, sola non lo sono mai.
E che non c’è niente di male nel voler “interrompere” un momento magico in uno scatto fatto con il telefono perché la tecnologia buona ci aiuta a ricordare per sempre dei momenti di vita vissuti veramente e non da spettatore.
Ringrazio me stessa per aver riflettuto più volte su questo argomento per me molto importante e ringrazio Wind che ha condiviso questo video aiutandomi a riflettere ancora di più sul significato di quello che davvero si può perdere: momenti intensi, speciali e unici dove può scappare qualche scatto in memoria di quegli attimi. Immagini che non sarebbero mai esistite se non avessimo vissuto davvero.

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1 comment

Cosa insegno ai miei figli? ‹ la meridiana 27 Ottobre 2015 - 10:12

[…] Cosa insegno ai miei figli? […]

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