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Come rovinarci le vacanze

Come rovinarci le vacanze

by Giada Lopresti

Ero davvero convinta che dopo il matrimonio le vacanze sarebbero finalmente incominciate.
Tutto periodo pre matrimoniale è stato stressante, disorganizzato, frettoloso e con sempre meno tempo a disposizione per la famiglia di giorno e per il sonno di notte. I giorni in spiaggia si sono potuti contare sul palmo di una mano e abitando a due passi a piedi dal mare certo è, che non è stato proprio il massimo.

Finito quindi il tour the force, la nostra convinzione era quella di definire gli ultimi impegni presi nei giorni successivi al grande giorno e poi, spaparanzarci con le chiappe al sole, tuffandoci di tanto in tanto in acqua per rinfrescarci e giocare con i nostri bimbi. Bene Giada… non hai mai avuto programma peggiore!
Dopo il matrimonio il tempo disponibile è stato ancor meno rispetto a prima nonostante i bimbi fossero stati adeguatamente parcheggiati dai nonni un paio di giorni e le “visite” si fossero ridotte ad orari da ospedale.
Per rimanere in tema dopo qualche giorno ci siamo ammalati tutti e quattro e io, tanto per non farmi mancare nulla, ho accusato il colpo da stress post matrimonio trascinandomi come una biscia morente da un lato all’altro del letto per quasi una settimana. Ripresi e ripresa da tutto il primo pensiero è stato ok… adesso ce la possiamo fare. Ed è qui che invece tra malattie infettive, episodi di febbre che vanno e vengono ed una diarrea che dalla gastrointerite non accenna a passare, proseguono quelle che dovevano essere le nostre vacanze perfette.

Come ti rovino le vacanze

Dopo un paio di giorni dalla apparente ripresa vincy infatti ha iniziato con un febbrone da cavallo che, dopo tre giorni, è sfociato in sesta malattia facendolo diventare quello che sembrava un piccolo dalmata rosso in versione ciccia morbida. La parte più fastidiosa è stata quando, dopo la comparsa dei puntini e con la conferma da parte del pediatra che non fosse infettivo, passeggiando per fargli prendere un pó d’aria dopo tre giorni chiusi in casa, le persone intorno  noi lo osservavano come se chissà cosa avesse in faccia… della serie “Chissà cos’ha“!
Cesare invece era alle prese con lo spannolinamento ampiamente fallito anche dal fatto che, poverino, la dissenteria in casa nostra non ha dato tregua ai più piccoli anche dopo essersi ripresi dallo gastroenterite e circa ogni due giorni di riposo, ne abbiamo almeno con tre di  evacuazioni improvvise ed “episodi imbarazzanti” più che altro per il  più grande.

Il giorno peggiore è stato quando Cesare, mentre eravamo in spiaggia, mi ha detto: “Mamma mi fa male la pancia” e decidemmo quindi di andare ad asciugarci e nel caso, se il dolore fosse proseguito di tornare a casa. Dopo qualche minuto invece, probabilmente a causa proprio da questo dolore, ecco che guardando le gambe di cesare sembrava che gli avessero rovesciato addosso un secchio di fango.
D’istinto lo presi in braccio e lo portai verso la doccia per riuscire a lavarlo subito ma per fare veloce mi misi a correre, peggiorando quello che era forse uno dei momenti più imbarazzanti per un quasi treenne: correndo infatti il suo “problema” si stava perdendo in giro per la spiaggia stile hansel e gretel con le molliche di pane (solo che queste non erano poi cosi buone da mangiare) e arrivati finalmente a destinazione, nella doccia purtroppo c’era un via vai di bambini che osservandoci un tantino schifati, hanno peggiorato l’umore di mio figlio. 

C’è voluto un pó prima che, passato l’episodio, si riprendesse senza fare domande sul perché e su cosa fosse successo, ma nonostante la sua memoria di ferro, il fatto di avere due anni e mezzo lo aiuta a non dare eccessivamente importanza a quello che succede facendolo affascinare subito a qualche altra cosa.
Di episodi imbarazzanti purtroppo ne sono capitati anche altri e questo ha sicuramente aiutato Cesare verso la  lotta alla conquista della sua indipendenza da gabinetto e, mentre i giorni passavano e non si vedevano miglioramenti, io ho anche iniziato a lavorare.

Il resoconto di tutto è stato quindi: mare quasi zero, abbronzatura da una che le ferie le ha viste a giugno, spannolinamento fallito, malattie a gogo, giornate piene di impegni con tempo rimanente pari a zero e quel poco che ne rimane, trascorso a “rovinarci le vacanze” proprio come nel film. La nostra prima estate “ufficiale da famiglia” l’abbiamo passata in modo alternativo ma sicuramente (matrimonio a parte), un estate da non ripetere!

 Come rovinarci le vacanze

#ComeTiRovinoLeVacanze

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