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Anteprima cinema con figli

Il cinema senza figlie femmine

by Giada Lopresti

Negli ultimi mesi ho sperimentato in due occasioni il tentativo di portare al cinema il più grande dei miei figli. Il primo tentativo fatto intorno settembre dell’anno passato è miseramente fallito dopo solo 23 minuti di proiezione di cui solo dieci da seduto ed il resto del tempo dedicato solamente a fare impazzire me e mio marito.

Il secondo invece è stato decisamente più soddisfacente: siamo entrati durante le pubblicità prefilm, ci siamo scofanati ben tre pacchetti di patatine durante la proiezione, abbiamo guardato il grande schermo ridendo come dei pazzi e facendo qualche commento qua e la godendomi quel pomeriggio come mai avrei pensato di riuscire a fare.

Mio figlio è stato bravissimo e composto per tutto il tempo o quasi e la sua soddisfazione di aver visto tutto il film solo in compagnia della mamma e passare i minuti del rientro a casa raccontandomi la versione Cesarese della pellicola proiettata è stata uno spasso.
Nonostante il bellissimo pomeriggio trascorso insieme e nonostante nei giorni seguenti non si sia fatto altro che parlare e raccontare di quella meravigliosa e perfettamente andata a buon fine avventura, mi sono fermata a riflettere di come sarebbe stato o di come sarebbe diverso se invece di portare al cinema un maschietto, ci portassi una figlia femmina.
Ogni tanto ho questi momenti nella quale mi perdo in un mondo immaginario tutto mio pieno di se e di ma, e in tutta franchezza trovo la cosa anche abbastanza divertente se fatta con un minimo di giorni alterni.

Mi ritornano alla mente i pomeriggi e le domeniche al cinema con. mia mamma

Una donnaon la quale sono andata al cinema fino a che non sono stata abbastanza grande per andarci con gli amici. Ricordo che è stata lei a farmi amare i film della Disney e mi portò la prima volta al cinema proprio per guardare uno dei più famosi classici: Biancaneve.
Dopo quello ce ne furono altri e di volta in volta quelle favole meravigliose non solo mi segnavano il cuore ma, con il gli anni, segnarono molte altre cose.

Le mie passioni, i miei hobby e, cosa non meno importante, il meraviglioso rapporto con mia mamma. Io figlia unica e lei mamma, una coppia che difficilmente puoi prendere in contropiede.
La complicità che con gli anni si è creata, quelle passioni condivise, quei discorsi che solo tra donne (indipendentemente dall’età) puoi fare. Cose che se il bimbo che aspetto non sarà una Cenza probabilmente ogni tanto mi mancheranno.

Quelle sensazioni uniche che solo grazie ad un feeling femminile puoi comprendere proprio come io da bambina e da adolescente avevo creato con quei semplici pomeriggi al cinema in compagnia di mia mamma.

Ovviamente crescendo anche io poi ho cercato la mia strada come fanno la maggior parte degli adolescenti e diventando donna o quasi (visto che ero ancora nella fase di passaggio dalla ragazzina che ero all’adulta che sono oggi) non ho mai dimenticato quei bellissimi ricordi che gelosamente custodisco nei cassetti del mio cuore.
Ho rivissuto alcuni attimi e passatempi della mia infanzia anche grazie a mia cognata con la quale, quando lei era più piccina e io un pò più donna, mi capitava di passare dei pomeriggi davanti alla tv guardando Violetta e facendomi raccontare i vari aneddoti amorosi che magari mi ero persa di volta in volta.

Ritornavo così di nuovo al mio essere una ragazzina e a quando anche io nei miei anni più belli guardavo quello ai tempi era la mia di Violetta.

Altri telefilm da teenager, ovviamente anche quelli sempre condivisi con mia mamma.

Ammetto che nonostante fossi già alquanto grandicella, mi ero appassionata con le avventure di questa ragazzina che tanto negli anni si è fatta amare dagli adolescenti fino a diventare il personaggio che è oggi: lei stessa.

Se avessi avuto una figlia femmina avrei guardato insieme a lei quegli episodi e mi sarei appassionata con la sua stessa grinta. L’avrei aiutata a capire alcuni concetti con cui tendi ad aprirti con una mamma, l’avrei presa per mano nei momenti difficili e, come tutte le mamme di adolescenti, avrei appoggiato il suo mito creato el tempo.

Avrei vissuto quei momenti come se stessi tornando indietro nel tempo ai miei di giorni di ansia pre evento di quando mia mamma mi diceva: “guarda che tra qualche tempo arriverà al cinema il film di…” e io che entusiasta contavo i giorni che mi separavano dalla data.
Che bei ricordi, momenti che non cambierei con nulla la mondo.
Momenti che probabilmente non potrò vivere a breve (e sicuramente non con i due teppisti che mi ritrovo) ma se un giorno sarò mamma di una splendida bambina di due cose sono certa: non la vestirò mai di rosa e le farò rivivere le stesse sensazioni che mia madre ha regalato a me.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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