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Colorare senza sporcare

by Giada Lopresti

Spesso si parla di gioco e di attività di intrattenimento per i bambini e, altrettanto spesso, esistono così tante variabili da prendere in considerazione e così tante passioni che, alle volte, non si sa mai da cosa iniziare o che cosa fare.
Esistono bambini che prediligono giocare all’aria aperta tirando calci ad un pallone o saltellando sugli scivoli.
Esistono bambini che adorano svagarsi con giochi di società. Giochi come le costruzioni o dei pupazzi trovati qua e la per casa.
E poi esistono attività come il disegno che, almeno a mio parere, sposano moltissime qualità in grado di racchiudere lo stimolo di tantissimi giochi messi insieme.

Il disegno infatti, almeno in questa casa, è una passione che si tramanda da generazioni.
Mia madre amava disegnare, io amavo e amo tutt’ora farlo e adoro quando i miei figli si cimentano nel dare una forma concerta alle loro idee e alle loro fantasia, dipingendo su un foglio di carta bianco e trasformandolo in qualcosa che, alla fine, di bianco ha davvero poco.

Tutti e tre loro amano colorare e amano disegnare. Chi più chi meno.
Amano farlo per svariati motivi che includono diverse attività e diverse passioni passando di palo in frasca nei loro capolavori.

Disegnano mentre giocano a calcio per colorare le formazioni dei loro calciatori preferiti.
Dipingono tratti a casaccio dando vita a paesaggi immaginari che includono quasi sempre loro stessi a altri di noi.
Inventano storie nuove anche solo dopo aver guardato un cartone animato o aver letto una storia.
E sarà per questo che sempre più fermamente credo che, nella vita di tutti, disegnare dovrebbe essere quasi un obbligo.

Disegnare impegna le mani e impegna la mente.

Il colore utilizzato da vita a quello che, di bianco e spoglio, c’è davanti agli occhi quando è presente uno spazio abbastanza grande per poter anche solo creare un puntino.

In casa nostra le fasi del disegno e del colorare sono state diverse, alternandosi e cambiando nel corso del tempo.
Siamo passati dai fogli bianchi pieni di scarabocchi incomprensibili agli occhi degli adulti, al “mamma mi stampi un disegno da colorare” fino a ritornare alla fase precedente ancora una volta.
Di continuo. Con tutti e tre i miei figli.

E sarà che adorano emularsi a vicenda prendendo sempre spunto dal fratello maggiore, sarà che proprio io – fin da quando ce n’è stata l’occasione – ho sempre messo tra le loro mani dei colori adatti a loro che, con il tempo, hanno fatto di questo un passatempo e una passione adatta ad esprimere soprattutto il loro umore.

Questo nonostante mi sia ritrovata a dover imbiancare più e più volte, durante l’arco di un solo anno, tutte le pareti ad altezza bambino di casa.
Nonostante ancora oggi mi ritrovi a dover cancellare con una spugna impregnata di alcol tutti i mobili (spesso quelli bianchi) che arredano le varie stanze, perché pasticciati quasi sempre con la prima penna che trovano sul tavolo magari dimenticata da mamma e papà.
Tutto questo nonostante spesso si sia rovinato molto più di quello che si sia riuscito a creare.

Trovando sempre la giustificazione del “sono bambini“.

Perché si, i bambini hanno tutto il diritto di sperimentare e di sporcarsi anche solo per provare nuove esperienze. Ma da mamma di tre, che ne ha viste un po’ di tutti i colori (anche solo per rimanere in tema), posso garantire che non sempre è piacevole ritrovarsi con del lavoro in più da fare ogni giorno. Molto lavoro in più.

Ho sempre cercato di assecondare il loro di desiderio di disegnare e colorare un po’ ovunque fornendo loro il materiale adatto, anche se poi c’è sempre qualcosa di più attraente e proibitivo che attira la loro attenzione (vedi appunto le penne a sfera).
E così iniziano le discussioni su dove bisogna scrivere e dove invece non va assolutamente fatto.
Iniziano i rimproveri nel cercare di fare attenzione ai dettagli del “stai attendo ai vestiti, altrimenti si macchiano” e decine di altre affermazioni proibitive e snervanti sia per loro che per noi.
Perché il proibito è bello, ma la novità lo è sicuramente molto di più.

Soprattutto considerando che cerco di concedere ai miei figli il poter essere il più autonomi possibili, facendo si che possano utilizzare tutto quello che è per loro pensato. In maniera indipendente e senza negazioni.

Colori compresi, nonostante tutto.

Ed è il nonostante tutto che, a volte, aiuta un genitore ad essere un po’ più furbo dei figli perché diciamolo… non è quasi mai così.
È il nonostante tutto che ci permette di trovare soluzioni che accontentino grandi e piccini, almeno qualche volte, e che permettono di far si che tutti siano felici. Soprattutto al momento dell’arrivo della bolletta della luce, quando ci sono da pagare dieci/venti euro in meno sulle lavatrici risparmiate dalle decine di lavaggi per togliere via una macchia di colore causata da qualche pennarello o penna di troppo.
Dove, di conseguenza, anche i muri, i mobili e i vestiti ringraziano a voce alta.

Ringraziano loro e ringrazio io, perché finalmente quando tirano fuori dal loro armadietto l’astuccio dei colori, non trovo più la tempera delle matite sparsa per casa e non vedo dei tratti nuovi in ogni dove. Divano non sfoderatile compreso.

Ringrazio perché da quando abbiamo scoperto i quaderni e i pennarelli Color Wonder di Crayola, in questa casa c’è qualcosa che rimane sempre pulito sotto lo stupore di tutti.

Pennarelli e fogli magici – come ama chiamarli il mio bambino dagli blu – che prendono vita solo quando la punta bianca sfiora il foglio dello stesso colore.
Prendono vita come se fossero incantati trasformando un tratto, all’apparenza trasparente, in quello che è il reale colore del pennarello.
Un colore riconoscibile dalle estremità come se fosse un comunissimo pennarello colorato. Ma che comune non è.

E l’espressione di mio figlio, nel vedere questa magia per la prima volta, è stata qualcosa di impagabile. Un po’ come rivivere la mia infanzia quando i miei genitori compravano per me quegli album con la pennetta magica, che pero – dopo poco – colorava tutto di marrone perché i colori si sovrapponevano tra loro.

Questi invece sono diversi. Diversi perché non macchiano ma scrivono solo sulla speciale carta Color Wonder di Crayola. E la parte più spassosa, oltre allo stupore di questa magia, è stata che provando questi pennarelli su altre superfici tutto rimaneva intatto e pulito.
Una gioia per ogni genitore.

Color Wonder è infatti una linea caratterizzata da prodotti con speciali inchiostri trasparenti che acquisiscono colore solo quando entrano a contatto con la speciale carta e da nessun’altra parte. Per colorare
divertendosi in maniera creativa
senza doversi preoccupare di sporcare pelle, mobili o tessuti.

Il passatempo ideale da portare anche durante qualche viaggio senza il timore che i sedili dell’auto o di un mezzo qualunque di trasporto si trasformi in un murales da città.

Un passatempo pensato con pennarelli ad inchiostro magico che compare solo su fogli di carta appositi ma che si trasforma anche in timbrini.
Stampini magici pensati per i più piccoli e che contengono tutto il necessario per creare coloratissimi disegni. Utilizzando una varietà di diversi stampini a forma di animali della foresta da immergere in un tampone intinto di inchiostro magico trasparente per poi timbrare a volontà sulla carta speciale per creare tante scenette divertenti.
Le stesse che verranno colorate con l’auto dei pennarelli per terminate tutto il paesaggio.

Ed è così che finalmente non devo più stare all’erta sorvegliando i miei figli con il timore di ritrovarmi tutta la casa trasformata in un quadro di Picasso.
È così che siamo riusciti a scoprire un nuovo modo di dare sfogo alla fantasia, senza trasformare la mamma in una Cenerentola costante che della carrozza con i cavalli non ne vede nemmeno l’ombra.

< Post in collaborazione con Crayola>

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