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Settimana 43: rientro a casa

by Giada Lopresti

I nostri ultimi giorni a Milano sono stati all’insegna della consegna degli inviti ai parenti lontani. Scrivere, spedire o consegnare a mano è stato il tour the force degli ultimi giorni, unito anche alla ricerca degli abiti perfetti per i genitori della sposa. Questo stare sempre in giro ha fatto si che i miei figli trascorressero molto tempo dedicandosi l’uno all’altro soprattutto per Cesare che ha potuto sfoggiare al mondo la sua bravura da fratello maggiore.

Queste occasioni hanno portato Vincy a venerare ancor di più suo fratello e me, a sentirmi sempre meno sull’orlo del precipizio quando sono l’uno fianco all’altro.

Anche il nostro rientro ha giovato di questo nuovo amore tra fratelli. Il viaggio da sola con tutti e due è stato letteralmente una “pacchia”: Cesare si è guardato quasi tutto il tempo i cartoni mentre Vincy è stato gestibile quasi tutto il tempo. Si è fatto distrarre con un pò di tutto: musica, biscotti, giornale,… qualsiasi cosa diventava gioco e io invece di una bella pennichella, gli ho fatto da cabaret per tutta la durata del volo. Ma del resto il mio piccolo polpetta non manca certo di tempismo e dopo quasi un ora e mezza di fatiche nel cercare di distrarlo, secondo voi quando ha deciso di addormentarsi perché ormai era troppo stanco? In fase di atterraggio ovvio!!!

Rispetto alle volte precedenti tra l’altro il volo di ritorno è andato alla grande: un solo tentativo di atterraggio e via verso casa.
Inutile dire tra l’altro che come sempre Vincy ha fatto innamorare un pò tutti quanti persino le hostess, che ogni tre per due venivano a chiedermi se avevo bisogno e hanno viziato Cesare per tutto il viaggio con i biscottini con le gocce di cioccolato. Sono state davvero splendide, peccato solo di non trovarle sempre così disponibili e carine.
Arrivati a casa e messi a letto i bimbi che sono crollati in un batter d’occhio, la voglia di sistemare la valigia era pari a zero. Ero davvero stravolta e in più conoscendo quello che avevo all’interno dei bagagli, non mi entusiasmava affatto il dover iniziare subito a sistemare.

Detto fatto sono svenuta mi sono buttata sul letto e alla valigia ho iniziato a pensarci la mattina dopo, e meno male! Per sistemare tutto il contenuto ci ho messo ben due giorni. Tornati a casa infatti c’era da preventivare che dopo tre settimane di assenza ci sarebbe stato da fare il “simpaticissimo” cambio stagione e, avendo portato da Milano solo abbigliamento estivo, quello invernale negli armadi andava ovviamente sistemato per bene e messo via.
Se penso che questo lavoro lo dovrò fare per i prossimi non so quanti anni visto la velocità con la quale crescono i miei figli mi sento male! E ancora devono arrivare i nonni milanesi con il rimanente abbigliamento estivo (una marea di panni) che nella valigia non ero riuscita a far entrare.
Tolto il dente e tolto il dolore, l’importante è solo che il caldo ha iniziato finalmente a farsi sentire portando con se l’arrivo dell’estate e, oltre questo, avvicinandosi la bella stagione anche il giorno del matrimonio si avvicina!

Vincenzo settimana 43

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