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Quando nasce una mamma

by Giada Lopresti

Una delle frasi più comuni nel mondo della maternità è sicuramente quella che dice che “quando nasce un bambino, nasce anche una mamma“. Che fondamentalmente é vero ma, dal mio punto di vista, la nascita di una mamma avviene molto prima proprio come mi è già capitato di raccontare in altri post.

L’emozione di essere mamma nasce nell’esatto istante in cui si scopre che si sta per diventarlo, nel momento in cui si realizza che il proprio amore e quello del compagno si é trasformato in qualcosa di più, nel momento in cui si capisce che da quell’istante niente sarà più come prima.
Per me è stato così: sorpreso, inaspettato, un fulmine a ciel sereno… un bellissimo fulmine.

L’attesa, l’amore, la pancia che cresceva, i suoi movimenti dentro il mio corpo, erano tutte cose nuove, momenti da godere e da scoprire giorno per giorno fino a quel giorno, quello in cui sarei rinata come mamma.

Ricordo ancora molto nitidamente il momento in cui l’ostetrica stessa mi disse: “Giada, dobbiamo andare in sala parto, sei pronta e il tuo bambino sta per nascere” e dopo dieci minuti vidi Cesare lì, tra le sue braccia davanti a me.

Così come è nitidissimo il ricordo del rientro a casa, un momento unico, e quella sensazione che tutto sembra diverso e “strano”. Quel luogo da dove ero uscita solo un paio di notti prima insieme al mio compagno e adesso ci stavo rientrando con un fagottino nella navicella.

Emozioni rivissute 20 mesi dopo con il mio piccolo Vincenzo, dove la paura più grande che pesava nel mio cuore era la possibile reazione di Cesare al cambiamento radicale che stava per stravolgere la sua e la nostra vita. Dopo mesi di attesa e voglia di vedere il mio nuovo bambino, scoprirne il sesso e il viso, ero spaventata… terribilmente spaventata. Mi ero fatta assalire dall’ansia e dai sensi di colpa nei confronti del mio bimbo più grande.

Pensavo che Cesare si potesse sentire abbandonato per le notti in cui lo avrei lasciato solo, che mi avrebbe guardato con occhi diversi perché nelle sue brevissime visite il fratellino era sempre tra le mie braccia.
Queste emozioni sono riaffiorate dopo mesi mentre, allattando il mio bambino, guardavo una delle puntate della trasmissione “Ostetriche. Quando nasce una mamma” in onda su Real Time in collaborazione con Chicco, quando Lara (una delle otto mamme protagoniste), in attesa del suo secondo bimbo, fece un’attenta analisi della sua situazione e delle possibili reazioni di Ludovico, il suo bimbo più grande.

Mi sono immedesimata in lei, ho rivissuto nelle sue parole le mie paure e mentre sorridevo pensando a quello che l’avrebbe probabilmente aspettata nel prossimo futuro da bis mamma e, successivamente a questo, mi sono accorta di avere gli occhi gonfi di lacrime.

Quando nasce una mamma Vincy e Cesare

Ho davvero amato questa trasmissione, mi è piaciuto seguirla e rivivere “vecchi momenti” insieme alle mamme protagoniste. Alcune di loro le ho seguite con particolare affetto per le similitudini dei momenti a quelli vissuti nella mia famiglia e con i miei bambini ma Lara, forse perché più vicina a me, l’ho seguita con molta più attenzione.

Il suo rientro dall’ospedale mi ha commosso. Il suo racconto dell’attaccamento di suo figlio Ludovico al padre dopo la nascita del fratellino e del distacco e dell’indifferenza che si era creato verso di lei mi ha fatto soffrire, soprattutto perché io in questo senso sono stata molto più fortunata.

Ho compreso quanto le mancava suo figlio e il loro rapporto perché i miei primi giorni in ospedale da bis mamma provai le stesse sensazioni. Ricordo che il secondo giorno piansi come una bambina perché volevo solo tornare a casa da Cesare e abbracciarlo come non avevo mai fatto fino a quel momento e con la paura di non poterlo più fare come prima.

[bctt tweet=”Grazie ai miei #bambini ho imparato ad essere una #mamma”]

Ma il mio legame con Cesare è stato sempre molto forte e ci ha aiutato a superare le difficoltà nel “dover dividere” il mio amore di mamma in due. Dividere un amore che si è moltiplicato è semplice, ma non come far capire ad un bimbo di 20 mesi che l’amore per lui non è mai cambiato bensì si è trasformato in qualcosa di più bello con l’arrivo di suo fratello.
Insieme ai miei bambini ho imparato ad essere una mamma, spero anche una brava mamma, e anche se non so quanto io fino ad oggi ci sia riuscita, quello che invece so per certo è che grazie a loro mi sento e sono una persona migliore.
Grazie a Cesare è nata una mamma, ma con l’arrivo di Vincenzo ne è nata un’altra: una mamma già mamma rinnovata nel dover scoprire un nuovo bimbo, vivere nuovi momenti e nuove avventure.
Notti in bianco, poppate, paure, sicurezze, incertezze… è stato tutto da rifare, ma allo stesso tempo bello e intenso come la prima volta se non addirittura meglio, anche se più duro.

Lara è stata il mio specchio e Gaia e Barbara (altre due mamme protagoniste di questa trasmissione) i miei flashback migliori. Ho riso, ho pianto e mi sono emozionata con le loro storie perché grazie a loro ho rivissuto le mie e nonostante prima o poi, per quanto difficili, tutti questi momenti passeranno, sono sicura che ne sentirò una terribile nostalgia.
Quando nasce una mamma è l’inizio di un avventura che non conosce fine, perché quando nasce una mamma nasce un bambino e l’amore che li unisce sarà speciale per sempre. Speciale proprio come quello che mi lega ai miei bambini.

Quando nasce una mamma io Vincy e Cesare

Chi non ha avuto il piacere di seguire le puntate della trasmissione citata nel post può rivedere gli episodi sul sito di Chicco
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