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Se hai un dubbio, parlane. E fai del tuo limite un’opportunità

by Giada Lopresti

Comunicare. Ognuno di noi nasce e cresce per saper e poter fare anche questo.
A parole, con dei gesti, con uno sguardo, attraverso uno schermo, con delle parole scritte nero su bianco.

I mezzi per poterlo e volerlo fare sono infiniti, e nella migliore delle ipotesi c’è chi riesce a farlo in qualsiasi modo immaginabile possibile.
Spesso la difficoltà più grande sta solo nello scegliere quale sia il preferito o il più comodo per quella stessa persona. Ma il termine spesso, sta a sottolineare il fatto che non per tutti può essere così.

Le difficoltà nel riuscire ad esprimersi, potendo successivamente comunicare con il resto del mondo, esistono. Ed esistono per molte persone, molte più di quelle che si possa pensare.

Basti pensare alle decine di domande che uno genitore si pone durante i primi anni di vita del proprio bambino. Domande che spesso riguardano in primis il linguaggio dello stesso.
Domande come “perchè non riesce a pronunciare quella parola?” “perchè mio figlio ancora non parla?” “è normale che non riesca a dire più di tot parole?”, ecc..
Perchè di esempi se ne potrebbero fare a centinaia.

Dubbi, quelli sopra, che attanagliano la mente di moltissimi adulti che vivono la loro vita crescendo dei bambini ancora in fase evolutiva. Dubbi, altrettanto spesso derivati dai continui confronti che vengono fatti osservando i coetanei o sentendo parlare altrettanti colleghi genitori.

Dubbi alle volte fondati, altre volte invece semplicemente passeggeri.
Ma pur sempre dubbi che meritano di esserci e che meritano una risposta qualora ce ne fosse il bisogno per comprendere di più del proprio bambino e della sua crescita.

In molti casi infatti accade che parlando dei propri dubbi e delle proprie perplessità, chi ci sta attorno tenda a sminuire una preoccupazione lecita.

Preoccupazioni che solitamente nascono da alcuni dubbi riguardanti il linguaggio del proprio bambino.

Da mamma, anche io mi sono posta mille e più domande su questo aspetto.
E l’ho fatto con tutti e tre i miei figli, nonostante si tenda a pensare che le esperienze passate possano e debbano essere obbligatoriamente utili per saper gestire al meglio un’identica o simile situazione che si ripropone in futuro.
Ma oggi, ancor più di ieri, sono certa che non sia così. Grazie a quella stessa esperienza maturata nel tempo.

Se infatti ci soffermiamo per un solo attimo sulla tematica della comunicazione con gli altri, facendo focus sul sapersi esprimere a voce con un qualsiasi interlocutore, è facile pensare che le difficoltà che si possono riscontrare possano essere caratterizzate da sfumature diverse e molteplici.
Basti pensare alla difficoltà nel pronunciare una lettera, nello “storpiarla”, o nel non riuscire in nessun modo a far uscire quel determinato suono dalla propria bocca.

E queste difficoltà, più o meno accentuate, per mancanza di conoscenza a riguardo, non vengono associate alla problematica corretta. Se presente una difficoltà reale.
E una di queste difficoltà, troppo spesso riconosciuta solo se nelle sue forme più acute, è la balbuzie.

La balbuzie detta anche balbettamento, è un disturbo del linguaggio caratterizzato dalla fluenza interrotta e da involontarie ripetizioni e prolungamenti di suoni, sillabe, parole o frasi, con frequenti pause o blocchi in cui la persona che balbetta non è in grado di esprimere verbalmente, in modo continuo, un pensiero o un concetto, nonostante lo abbia già formulato mentalmente.
E con i miei stessi occhi, ho visto quanto possa essere complicato dover convivere con questo disturbo.

L’ho visto grazie a delle toccanti testimonianze.
L’ho visto perchè quando mi sono affacciata a questo argomento non ne sapevo praticamente nulla e mi si è aperto un intero mondo.
L’ho visto perchè approfondendo questo tema, ho capito che probabilmente – anche se in modo non molto evidente – ci siamo dentro anche noi.
E scoprirlo, anche se può sembrare strano e probabilmente macabro, i ha fatto tirare un sospiro di sollievo.

E per questo sospiro di sollievo, devo ringraziare solo il Centro Vivavoce.

Ho infatti avuto la fortuna di poter parlare, interagire e confrontarmi con gli esperti del centro medico per eccellenza dedicato alla voce (sia per adulti che per bambini. Un centro che accompagna i suoi pazienti nel percorso dedicato alla cura delle limitazioni riguardanti soprattutto i disturbi del linguaggio.
Un centro cardine in primis per l’aiuto e il sostegno nella cura della balbuzie.

Ho potuto conoscere Martina, che da paziente si è trasformata in una meravigliosa testimonianza ricca di speranza e che oggi è anch’essa un aiuto per lo stesso centro.
Ho ascoltato le parole del fondatore dello stesso centro, anche lui ex balbuziente. Una persona che è stata in grado non solo di creare una realtà unica nel nostro paese ma che è il primo esempio di come si possa riuscire a risolvere una difficoltà che alle volte sei bra insormontabile agli occhi di chi la vive.
Ho avuto modo di capirne di più sia per riuscire a rispondere a quelle domande che da mesi avevo nel cuore e sia per poter sfatare quei miti, o confermare quei leciti dubbi, che i genitori portano con se.

La prima regola che ho imparato grazie agli esperti del Centro Vivavoce, è quella intorno al quale dovrebbe ruotare l’intera vita di un genitore: “Se una mamma o un papà hanno la sensazione che qualcosa non vada nel proprio bambino, difficilmente quella sensazione è sbagliata”.

Un pò come quando il nostro medico ha sempre sostenuto il fato che i genitori sono i primi pediatri dei propri bambini.
Questo perchè siamo noi a prenderci cura di loro.
Noi viviamo il loro quotidiano.
Noi siamo quelli in grado di conoscerli e osservarli meglio di chiunque altro.

E girando tutto intorno a questa prima regola, quando si ha un dubbio che permane nel tempo, un timore sul fatto che qualcosa non stia andando come dovrebbe o “la paura” dettata dalla domanda “bisognerà intervenire?”, il miglior modo per conoscere una risposta non è quella di chiedere al nonno, all’amica del cuore o alla vicina di casa, ma parlarne con medici esperti chiedendo a loro se sia o meno il caso di fare qualcosa. Ed eventualmente capire anche cosa.

E i dubbi e le domande più frequenti arrivano con le prima parole, quelle che poi diventano frasi o non si trasformano affatto.
Ho raccolto tantissime domande in vista di questa tematica così delicata, ma tra le tante sono state poste agli esperti, la risposta che meglio si approccia al discorso evolutivo, probabilmente è stata questa:

Nei bambini tra i 2 e i 6 anni di età ripetizioni, incertezze o arresti nel corso della frase sono molto comuni, ma non sempre significano balbuzie. Potrebbero semplicemente rappresentare una normale tappa nel consolidamento dello sviluppo linguistico e risolversi con il tempo. Proprio per questo motivo, l’intervento logopedico precoce può non rivelarsi efficace per la balbuzie (anche se è sempre utile per verificare se vi siano altre difficoltà di linguaggio).
Se le esitazioni persistono e si accentuano (soprattutto con l’inizio della scuola) e per il bambino diventano un problema, è consigliato consultare uno specialista.

Intorno a questa frase ruotano poi le risposte in riferimento al singolo soggetto, perché siamo tutti diversi e con esigenze diverse.
Ecco perchè se si ha una perplessità, così come le ho avute io, quello che per esperienza consiglio caldamente è effettuare un colloquio gratuito con questo centro.
Il primo colloquio con loro può essere la risposta alle domande che affliggono una persona, e può essere l’inizio della risoluzione di un problema.

Grazie allo staff Vivavoce, a me personalmente, si è aperto un mondo.

Si è aperto un mondo che permette alle persone di stare bene in primis con se stesse. Facendo insieme un percorso studiato per il singolo e in base alle esigenze.
Si è aperto un mondo perchè mi ha permesso di non sentirmi più sbagliata ogni qual volta pensavo che mio figlio avesse delle difficoltà, perchè le risposte che invece ho sempre ricevuto dai conoscenti sono state “sarà una cosa passeggera” oppure “sei esagerata”.
Si è aperto un mondo perchè so che in un qualsiasi momento chiunque possa avere bisogno, con una semplice telefonata può capire come gestire una situazione anche se si trova dall’altra parte della nostra penisola.

E spero che chiunque abbia avuto anche un solo dubbio nella vita possa trovare risposte e conforto in questo centro pieno di persone splendide e disposte ad accompagnare per mano chiunque. Grandi e piccini.
Perchè grazie a loro ho capito che accettare una difficoltà è il primo passo per riuscire a superarla. Insieme.

Agli esperti del Centro Vivavoce, sono state poste domande riguardanti le perplessità di molti genitori.
Molte di queste domande, anche se alcuni prettamente specifiche per singolo caso, sono tra e più comuni tra le persone che vivono la loro vita a contatto con dei bambini.
Ho creato una pagina dove poterle trovare divise per argomenti, in modo tale che questo possa essere un primo aiuto per molti così come lo è stato per me.

Post in collaborazione con Centro Vivavoce.

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