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Got a catch em all! Con Pokémon Scudo

by Giada Lopresti

Esiste un mondo. Il nostro.
Un mondo attuale fatto di tante fortune e molteplici opportunità.
Ed esiste un mondo, quello attuale, che mi ha proiettata in un ruolo che amo e che ogni giorno spero di riuscire a svolgere al meglio: il ruolo di mamma.
Esiste un mondo, sempre quello attuale, che è ben distante da quello che appartiene ai miei ricordi di bambina. Ma che, per quanto distante, per molti versi è capace di farmi rivivere i momenti della mia infanzia.
E di questo credo di dover ringraziare costantemente i miei figli e l’infanzia vissuta molti anni or sono.

Faccio del mio meglio perchè questo è quello che mi è stato insegnato e perché questo è quello che ho avuto la fortuna di ricevere a mio tempo.
Perché quando ero bambina, tra mia madre e mio padre, non c’era un vincitore. Il tempo che ci regalavamo l’un l’altro, qualsiasi cosa dovessimo fare insieme, era un regalo per tutti.
Ed è così che voglio crescere e ho deciso di crescere anche i miei figli: facendo insieme qualcosa che li diverta, qualcosa che li entusiasmi e qualcosa che li renda partecipi orgogliosi di esserlo. Potendomi sentire anche io esattamente come loro.
E, nel tempo, di episodi simili ne abbiamo vissuti davvero tanti.

Non so se per istinto o per fortuna, a tutti e tre i miei bambini ho saputo trasmettere qualcosa che mi lega fortemente al passato.
E non ho mai capito se questo dipenda dall’avere delle forti passioni mai svanite, dalla semplice curiosità di sperimentare o da un più probabile colpo di fortuna.
Ma è incredibile come abbia avuto, spesso e volentieri, l’enorme soddisfazione di vedere questo mondo attuale con gli occhi di una persona che lo ha vissuto diversamente. Ormai circa trent’anni fa.

Dalle letture, all’amore per il disegno, alla voglia di scoprire e imparare fino ad arrivare a quegli amori ben radicati e mai abbandonati. Come quelli che io per prima ho vissuto alla loro età, spalleggiata da mamma e papà.

Passioni fortemente aggrappate e rimaste poi latenti nel tempo perché sviata da altro, ma che grazie ai miei bambini sono ricomparse forti come allora.

Ricordo ancora la prima volta che mia madre mi regalò un oggetto che negli anni si è trasformato in un simbolo. Il simbolo del nostro tempo passato insieme e della mia infanzia.
Un oggetto rettangolare, grosso all’incirca quanto un piccolo mattone, di colore grigio con uno schermo inconfondibilmente verde.
Erano gli anni Novanta, e più o meno all’età di sette anni ricevetti la mia prima console portatile. La prima di un’infinita serie che ha segnato il mio essere bambina ieri e il mio essere mamma oggi.

Ricordo che mia madre mi insegnò ad utilizzare quella gigantesca console, stando poi attenta a rimanere sul pezzo con ogni evoluzione della stessa. Dal GameBoy classico al GameBoy Color fu un attimo.
E del color ricordo che lo acquistammo per inaugurare il nostro primo gioco dei Pokémon. 
Nostro, si. Perché io e la mia mamma abbiamo sempre giocato insieme a questa fantastica avventura.
E oggi, io, riesco a fare lo stesso con i miei bambini.

I Pokémon in questa casa, ormai da diverso tempo, sono diventati argomento quotidiano. 

Sono lo spunto giusto per riuscire ad intavolare qualsiasi tipo di discorso.
Sono diventati la scusa per chiamare i nonni e raccontare loro le incredibili scoperte fatte.
Sono lo strumento per stupirsi e scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno.
Sono il gioco giusto per riuscire a mettere in pratica moltissime attività, pur partendo da quello che in molti credono essere un semplice videogioco.

I tempi sono cambiati e questo gioco, oggi, è più evoluto che mai.
Ma porta con sé da più di vent’anni le basi di quella che è l’avventura più amata di sempre e che ha saputo far innamorare diverse generazioni: da quella della mia mamma a quella dei miei bambini. Passando anche poter la sottoscritta.

Se ripenso alla mia prima versione Pokémon a quella che è l’ultima ad essere entrata in casa nostra, potrei elencare decine di similitudini e altrettante differenze che rendono il gioco ancora più avvincente e coinvolgente.

Esattamente come tanti anni fa, ho visto i miei bambini fare quello che io facevo con la loro nonna: chiedere, entusiasmarmi e avere una voglia incredibile di conoscere, apprendere e condividere.

E Pokémon Scudo, in tutto questo e molto di più, batte incredibilmente qualsiasi suo predecessore.

Abbiamo iniziato ad utilizzare Pokémon Scudo dopo aver acquisito moltissime conoscenze grazie a Pokémon Go nelle sue tante versioni. Un gioco, quest’ultimo, ben differente dalla versione Spada e Scudo.
Abbiamo iniziato ad utilizzarlo dopo essere diventati dei veri e propri appassionati anche grazie all’aiuto di enciclopedie, disegni e giocattoli in ogni forma e colore.
Abbiamo iniziato ad utilizzarlo e abbiamo scoperto un modo “vecchio” ma anche tutto nuovo per diventare dei bravi allenatori.

Con Pokémon Scudo abbiamo imparato ad approfondire il significato di amicizia prendendoci cura dei nostri piccoli (o grandi) Pokémon passando del tempo con loro e cucinando per loro. Cercando anche, perché no, di simulare quell’animale da compagnia che in questa casa spesso manca.

Abbiamo imparato a fare squadra unendo le conoscenze e le preferenze di ognuno di noi, facendo si che l’altro potesse trarne beneficio e facendo sue informazioni utili da condividere, approfondire e comprendere.
Abbiamo imparato un modo nuovo di vivere un’avventura attraverso una grafica tutta nuova che rispolvera i vecchi modelli aggiungendo un tocco significativo all’intera storia. Scoprendo nuove piccole creature che ci ricollegano a quel mondo che visto da fuori è davvero incredibile.
Abbiamo imparato, io per prima dietro all’entusiasmo dei miei bambini, nuove evoluzioni. Così come abbiamo capito che prendersi cura di qualcosa è importante in ogni sua forma se vogliamo diventare persone migliori.

Abbiamo imparato la passione del collezionismo, il desiderio e la voglia di raggiungere degli obiettivi comuni giocando anche con i numeri, importanti per ottenere qualche Pokémon grazie a livelli superiori.
Ma, soprattutto, abbiamo iniziato a sviluppare (soprattutto i bambini) elementi di logica ed educazione importanti come il saper distinguere i vari elementi, capirne le differenze in base ad un sistema di debolezze e resistenze.
Imparando anche ad allenare la lettura, importante per comprendere a fondo il gioco nelle varie interazioni, consigli e strategie che vengono fornite passo a passo.

Tutti questi passaggi sono stati vissuti dai miei figli nello stesso identico modo di come io, con il mio primo gioco dei Pokémon ben distante da questo, l’ho vissuto al passo dei consigli di mia mamma.

Lo abbiamo vissuto insieme, provando e riprovando strategie e le nuove funzioni che tanto ci fanno divertire ed entusiasmare.
Lo abbiamo usato – e lo stiamo usando – grazie a quella Nintendo Switch che tanto ci ha permesso di svagarci nell’ultimo periodo. Una Nintendo Switch che ci permette di giocare a questo gioco nel modo che più preferiamo in quello specifico momento: se portatile o attraverso lo schermo della televisione.
Un dettaglio non indifferente che ci permette di decidere come partecipare tutti insieme per spalleggiarci in questa avventura.

Ho spesso rivisto me stessa nei miei bambini, ma questo passaggio di testimone è stato uno dei più divertenti di sempre.
Rivedo il loro il mio stesso entusiasmo di quasi adolescente, seppur loro siano decisamente ancora lontani da quella fase della vita.
Rivedo in loro la stessa luce negli occhi quando non vedono l’ora di raccontare ai nonni cos’hanno scoperto grazie a quel Pokémon catturato o evoluto.
Rivedo in loro me stessa quando mi rivolgevo alla mia di mamma. Quella stessa mamma, oggi nonna, che ricorda ancora alla perfezione molti passaggi dei giochi del mio tempo. E che con entusiasmo e vero interesse ascolta i nipoti rivivendo probabilmente anche lei dei tempi ormai andati.

Ho sentito spesso dire che i videogiochi hanno poco da insegnare.
Ho sentito spesso dire che i videogiochi sono solo una grande perdita di tempo.
Ho sentito spesso dire che i videogiochi sono creati in un mondo non adatto ai bambini.
E alle volte mi chiedo se chi afferma certe cose, abbia mai avuto tra le mani una scheda dei Pokémon o di altri incredibili giochi. Soprattutto di questi tempi dove, con la Nintendo Switch, puoi addirittura ballare o fare ginnastica con tutta la famiglia.

A loro consiglierei di provare, anche per soli dieci minuti, un gioco come Pokémon Scudo.


Lo consiglierei perché per i bambini che non sanno ancora leggere, è un modo per creare una fiaba virtuale da scoprire e vivere all’unisono con mamma e papà. Con tanti altri fantastici dettagli da scoprire.
Lo consiglierei ai bimbi che sanno già riconoscere intere frasi perché potranno sviluppare molte altre capacità semplicemente divertendosi e appassionandosi.
Lo consiglierei ai genitori che hanno voglia di tornare bambini e di rivivere quei momenti al fianco dei loro. Perché è certo che si riappassioneranno ancora in un modo totalmente nuovo.

Negli ultimi tempi ho capito che essere genitore significa anche rispolverare il bambino che è in noi. Eliminando tutte quelle ragnatele che, negli anni, hanno sotterrato il desiderio di divertirsi solo perché se ne ha voglia e non perché sei obbligato a dover fare qualcosa.
Io sono tornata bambina grazie alle persone che mi circondano e che mi ricordano che ogni giorno è importante cercare di essere spensierati anche se per un solo brevissimo istante.

Sono tornata bambina a suon di “Pikachu scelgo te!!!” e di tanti altri colleghi Pokémon che sento nominare ogni giorno.
Sono tornata bambina e ad ogni risveglio attendo quel momento in cui i miei e figli inizieranno ad introdurmi nuovi discorsi sul come gestire questi piccole creature virtuali, che in casa nostra prendono poi forma in fogli di carta volanti e variopinti in ogni modo.

Ed è meraviglioso riuscirci. È meraviglioso perché è tutto merito del tempo che dedico ai miei bambini e alle nostre passioni.
Tutto in attesa di poter espandere questo mondo con i pass che quest’anno usciranno. Anche se, questa, è una storia ancora tutta da raccontare.

<Post in collaborazione con Nintendo>

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