class="post-template-default single single-post postid-7644 single-format-standard elementor-default elementor-kit-10205">
Home LifeBe a mom L’informazione è la base della conoscenza. Anche per i vaccini.

L’informazione è la base della conoscenza. Anche per i vaccini.

by Giada Lopresti

Sono fermamente convinta che vaccinare sia i bambini che gli adulti ancora non immunizzati per una determinata malattia, sia estremamente necessario sia per il bene del singolo che, soprattutto, per il bene della comunità. Ne sono convinta perché lo dimostrano statistiche dati scientifici.
Se non credessi a questa verità non solo non avrei mai vaccinato i miei figli, ma non avrei nemmeno mai vaccinato me stessa.

Perché si, io sono una di quelle mamme provaccino che non ha usato come “cavia” esclusivamente i suoi bambini ma che, per prima, ci ha messo la faccia e la pelle.

Dopo i molteplici casi di meningite resi noti l’inverno scorso in Toscana, Lombardia e altre regioni e nonostante non si potesse parlare di epidemia, ho deciso di tutelare me stessa e le persone con cui avrei avuto contatto in un futuro. Dove indubbiamente i miei figli sarebbero stati messi al primo posto.
Arrivando alla conclusione di vaccinarmi contro il meningococco ceppo B.

Nessuno dei miei tre figli infatti era coperto da questo vaccino: uno perché ancora troppo piccolo, uno perché in ritardo con i vaccini e uno perché nato nel 2012 e quindi con il vaccino non incluso nel suo calendario vaccinale.

In quel periodo avrei dovuto viaggiare spesso e non accettavo il fatto di correre il rischio non solo di potermi ammalare, ma anche di essere la possibile portatrice di una malattia che ha conseguenze gravissime.
L’ho fatto senza pensarci due volte e, successivamente, l’ho fatto fare ai miei bambini perché i vaccini proteggono il singolo ma anche la comunità.
Fattore che dovrebbe fare riflettere.

La scelta di vaccinarsi e vaccinare dovrebbe essere normale soprattutto per gli adulti che decidono di tutelare sia se stessi che le persone che li circondano.

Decidendo anche per i propri figli che non hanno la possibilità di comprendere quanto pericoloso potrebbe essere non farlo.
Quando infatti si parla di vaccini, molti si focalizzano solo sul fatto che si parli di bambini. Ma chi dice che lo debbano fare solo loro? Vaccinarsi è importante e lo si può fare a tutte le età perché non è mai troppo tardi per tutelarsi e tutelare.

Personalmente, ho scelto di vaccinarmi soprattutto contro la meningite ceppo B perché è una malattia che, quando contratta, è difficilmente distinguibile da una banale influenza se non fosse che dopo qualche ora dai primi sintomi, ha una rapida evoluzione con gravissime conseguenze che portano anche al possibile decesso della persona infetta.
Colpisce soggetti in piena salute e non è ancora chiaro quale sia il fattore scatenante che determina l’attivazione della malattia.

Perché quindi avrei dovuto mettere a rischio la mia salute? Perché avrei dovuto mettere a rischio anche quella degli altri contando che è una malattia che deriva da infezioni contagiose che si diffondono attraverso le minuscole gocce di liquidi provenienti dalla gola e dal naso della una persona infetta? Le goccioline possono essere trasportate dall’aria quando una persona tossisce, ride, parla o starnutisce.
Per essere contagiati bastano quaranta centimetri di distanza dalla persone infetta o portatrice sana del batterio. La stessa distanza che manteniamo ogni giorno per parlare con chi abbiamo di fronte.

Ho scelto di vaccinarmi e di vaccinare anche per non ripetere gli stessi errori che la mia mamma fece con me da bambina.

Se i figli di un’amica o di una vicina di casa contraevano la malattia, mia mamma era già pronta a suonare il campanello di casa di queste persone per far si che anche il mio corpo sviluppasse gli anticorpi necessari a combattere queste malattie.
Peccato solo che prima di creare gli anticorpi per le stesse, dovevo prima venire contagiata per poi godermi tutto il tour obbligatorio che la malattia infettiva comportava.
E quando ripenso ai racconti di mia mamma in merito a queste fasi della mia infanzia penso a quanto sia stata lei incosciente e io fortunata.

Mia mamma è stata incosciente per mancanza delle giuste informazioni. Quelle informazioni che trent’anni fa non esistevano ma che oggi ci sono e sono reperibili da fonti scientifiche autorevoli.

Io stessa avrei potuto comportarmi esattamente come mia madre.
Avrei potuto portare i miei figlia nel farsi contagiare da qualche compagno per far si che sviluppassero gli anticorpi contraendo una malattia. Ma nessuno pensa mai alle conseguenze più gravi che una malattia infettiva può raggiungere.

Parliamo della varicella. Una delle malattie più sottovalutate in assoluto.

Perché spesso viene considerata una tappa obbligatoria per un bambino? Forse perché non ne si conoscono i veri effetti collaterali.

Avrei potuto mandare all’asilo il mio bambino di due anni e mezzo senza copertura vaccinale. Un vaccino slittato nel tempo a causa di problemi di salute.
Avrei potuto mandarlo all’asilo nido esattamente come feci con il fratello due anni fa (che era però vaccinato), ma ho scelto di non mettere in pericolo né la sua salute né quella degli altri bimbi.

Ho scelto di non mandarlo all’asilo per un dovere morale in quello in cui credo e per tutelare sia il singolo che la comunità.

E se lo avessi mandato e avesse preso la varicella? Magari non sarebbe successo nulla o magari no.
Perché rischiare?
Perché rischiare che un eventuale suo contagio potesse essere pericoloso anche per il fratello più piccolo che ha prefissata la sua dose di vaccino al tredicesimo mese di vita. Periodo che arriverà solo tra quattro mesi e che in assenza di vaccino è mio dovere tutelare.

In molti infatti non sanno che soprattutto nel primo anno di vita la varicella non solo non è da sottovalutare perché non sempre ha un decorso lieve, ma può causare encefalite e addirittura la morte. Quando non consegue in gravi infezioni a causa dell’organismo gravemente indebolito.
La varicella è una malattia che può uccidere anche gli adulti.

La domanda quindi è sempre la stessa. Perché decidere di non vaccinare se si possono salvare milioni di vite facendolo?

Milioni di vite quantificate in due/tre milioni all’anno. Dati pervenuti dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), quella stessa organizzazione che si ascolta in modo certosino se parliamo di allattamento ma che diventa surreale se l’argomento trattato è quello dei vaccini.

Da persona coerente e che crede nella scienza, non posso seguire e far mie solo le nozioni che in qualche modo “mi fanno comodo” motivo per cui negli anni ho adeguato spesso i miei comportamenti nei confronti dei miei figli e della loro salute, a ciò che l’OMS consiglia caldamente.
OMS che è una fonte autorevole in campo vaccini.

Perché è vero: di vaccini si parla spesso. Ma il problema più grande è che altrettanto spesso viene fatto male causato dalla mancanza di importanti informazioni. Informazioni reperibili attraverso fonti autorevoli come:

Comprendere a fondo la questione vaccini non è impossibile. Basta solo informarsi davvero.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

You may also like

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.