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L'egoismo di una madre

L’egoismo di una madre

by Giada Lopresti

Essere egoista fa parte dell’essere mamma. Lo siamo quando decidiamo di avere un figlio perché pensiamo di sentirci più complete e realizzate come donne, lo siamo quando quel figlio nasce desiderando di tenerlo stretto a noi in eterno, lo siamo quando nei momenti di gioia vogliamo gridare al mondo intero la nostra felicità orgogliose di quell attimo.

Siamo egoiste quando pensiamo di non poter amare nessun altro tanto quanto amiamo quella parte di noi che così naturalmente si è divisa dal nostro corpo per dare la vita ad un figlio che sarà in qualche modo nostro per sempre.
Siamo egoiste quando coccolandolo ci dimentichiamo del mondo che abbiamo intorno, quando ci isoliamo dal resto mentre giochiamo con lui non pensando possa essere  tardi per cucinare o fare la lavatrice. E lo siamo anche quando tutto, ma proprio tutto, in alcuni momenti arriva sempre dopo, perché per qualsiasi altra cosa al di fuori dei nostri figli c’è sempre il tempo… Più tardi.

Io sono diventata egoista quando ho iniziato a progettare la mia vita con scadenze e momenti che non avrei voluto slittare. Desideravo un figlio entro i 30 anni perché egoisticamente me lo sarei voluta godere nel pieno della mia giovinezza e come una grande gioia quel figlio poi è arrivato.
L’ho aspettato, l’ho desiderato, ho voluto per lui il meglio di quello che ero in grado di offrirgli sapendo che facendo questo forse a noi sarebbe mancato qualcosa, ma egoisticamente non mi interessava: ho sempre e solo pensato a quello che io avrei voluto, la sua serenità.

Sono stata egoista quando ho deciso di avere un secondo bimbo, perché ho pensato a quello che desideravo come mamma e non a quello che avrebbe voluto lui, il mio primogenito, come figlio. Non ho riflettuto se e come avrebbe vissuto quel cambiamento, non ho pensato a nulla se non a come sarebbe cambiata la nostra vita, a come sarebbe cambiata in meglio la mia perché il mio unico desiderio era che quel figlio che tanto avevo voluto non rimanesse solo al mondo. Ma era un sogno mio, non suo.
Lui forse avrebbe voluto godersi ancora un pó la mamma e il papà nel suo essere solo senza dover dividere nella sua vita niente di ciò che amava.
Ho vissuto il mio essere bismamma dividendomi tra quelli che saranno per sempre la parte più bella di me perché da buona egoista sono io quella che tra i tre non può fare a meno di loro, quando so bene che un giorno invece loro sapranno e impareranno a far a meno di me.
Me li godrò e me li vivrò ogni attimo proprio perché è stato l’egoismo, questo splendido egoismo a rendermi quella che sono diventata oggi: una mamma.
Una mamma che non ha paura di sbagliare, che non ha paura di essere giudicata, che non ha paura di dividersi perché con il tempo ha imparato  a moltiplicare se stessa e ogni parte di se. Una mamma egoista che per avere la forza di amare ha aperto il suo piccolo cuore trasformandolo in qualcosa di più grande perché non poteva accettare di amare un figlio solo e ha deciso di fare un pó di spazio anche per l’altro amandoli entrambi allo stesso modo e incondizionatamente. Perché in fondo è questo a farmi stare meglio.

L’egoismo di una madre non è nient’altro che un amore innato verso il proprio figlio e io che egoisticamente ho pensato prima a far felice me stessa regalandomi loro, ho deciso che di quello spazio fatto nel mio cuore ne era rimasto ancora un pó. Quel poco che cresce di giorno in giorno insieme a quello che sarà un nuovo membro di casa nostra, a quello che dividerà in due (anzi in tre) un’altra volta la mia persona ma non il mio amore, a quello che aiuterà a rendere ancora più grande questo sentimento e questa scelta con ancora di più la consapevolezza di potercela fare.

Ho scelto di rovinare la solitudine di mio figlio regalandomi un altro bimbo. Ho scelto di rovinare l’equilibrio di entrambi per essere ancora una volta felice sempre a loro discapito.
Ma di tutto questo egoismo che ad oggi ho dimostrato soprattutto ai miei figli so che un giorno forse lontano, ne vedrò i frutti e ne riceveró gratitudine. Questo succederà quando io non potrò più essere la loro spalla, quando non potrò più abbracciarli, confortarli o sorridere con loro, anche se a loro insaputa avranno sempre e comunque una parte di me che sarà al loro fianco per vegliarli.
Quella parte egoista di me che loro chiameranno per sempre fratello.

©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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5 comments

Mammapiky 25 Maggio 2016 - 21:36

No non hai deciso di essere egoista, hai deciso di amare ancora di più, hai deciso di amare il doppio!!

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veroveromamma 26 Maggio 2016 - 8:57

ioadoro essere egoista …….. ne ho fatti 5 e se tornassi indietro rifarei tutto ………..
da figlia unica credo che i fratelli all’inizio rompano ma poi sianounaricchezza inestimabile…… e son felice di essereunamammaegoista che ha pensato al suo desiderio di madre e non al desiderio dei figli ….che poi a dircela tutta nosannostare senza i fratelli nemmeno mezza giornata

ciao mamma egoista
veronica

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Giada Lopresti 1 Giugno 2016 - 0:15

%???!!! Sei il mio mito! Soprattutto perché hai regalato ai tuoi figli un qualcosa di prezioso e inestimabile.
È davvero bello e gratificante essere delle mamme egoiste allora <3
Un abbraccio :***

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sara 26 Febbraio 2017 - 21:32

Scusate… Ma in tutto questo l’uomo non é contemplato? Un figlio lo si deve volere per amore del proprio uomo. Non per volersi sentire “complete”. Attente che i figli cresceranno, e dopo non sarete piu mamme di dolci cucciolini. Dopo dovete rendere conto del motivo per cui li avete fatti. Nessun genitore scappa da questo. Nemmeno con il divorzio. Ciao

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Giada Lopresti 26 Febbraio 2017 - 23:53

Ciao Sara.
Temo che non si sia colto il messaggio intorno al quale girava tutto il contesto dell’articolo. Messaggio messo bene in chiaro con l’ultima frase.
Non ho “contemplato” mio marito perché nel racconto delle mie sensazioni e delle mie paure nei confronti dei nostri figli, lui è sempre la mia unica certezza e spalla sul quale so di poter contare. Forse sbaglio a dare mio marito per scontato ma di certo in merito non devo rendere conto a nessuno di questo.
Credo anche che il dover rendere conto ai miei figli del motivo “per cui li ho fatti” in realtà io lo stia facendo fin dal primo loro giorno in questo mondo perché è una cosa dal quale non si può scappare ma soprattutto che non si spiega solo quando (e se mai) saranno loro stessi a chiederti perché.
Francamente io non ho mai chiesto ai miei genitori il perché mi hanno messo al mondo ma soprattutto non me ne è mai interessato perché hanno fatto l’impossibile per rendermi felice esattamente come sto facendo io con i miei grazie al loro insegnamento. Di fondo se un figlio ti pone questa domanda ci deve essere qualcosa che si è sbagliato. Qualcosa di grosso.
Il mio dovere di madre sta solo ne cercare di far si che gli errori siano il minor numero possibile.

Giada

Giada

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