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La mamma “casalinga” e il mal di schiena

by Giada Lopresti
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Amo essere una mamma. Amo esserlo perché probabilmente è ciò che nella vita mi è riuscito meglio e che mi ha regalato fino ad oggi più soddisfazioni.

Essere mamma è un lavoro a tutti gli effetti che ti regala molto di più di quanto mai nessun altro mestiere sarebbe in grado di dare.

È un lavoro semplice nel suo essere pieno ma difficile allo stesso tempo.
È un lavoro che ti regala gioie ad ogni sorriso e ad ogni abbraccio e preoccupazioni ad ogni febbre e ad ogni pianto.
È un lavoro che richiede il sacrificio di amare qualcuno preservando per te l’immenso sentimento che viene contraccambiato.

È un lavoro che sa impegnarti intere giornate permettendoti di arrivare sul letto ogni sera provando quell’infinita stanchezza in cui vorresti abbandonarti sprofondando con il viso sul cuscino, consapevole che però in quell’esatto istante ci sarebbe altre mille e una cose da fare.
Perché una mamma non si ferma mai soprattutto se i bimbi sono beatamente dormienti nei loro letti regalandoti quindi del tempo per te stessa o per sistemare ciò che non hai fatto durante la giornata.

Quante volte mi sono ritrovata in giro per casa nel cuore della notte per fare qualcosa che non ero riuscita ad iniziare o a terminare durante quella stessa giornata o nei giorni precedenti?
Quante sono state le occasioni in cui ho guardato con rabbia le montagne di panni da stirare, di piatti da lavare o le vagonate di giocattoli da raccogliere consapevole che in quel momento avrei voluto solo mollare tutto per potermi riposare?
Oppure quante volte avrei voluto semplicemente rimanere sdraiata sul divano in posizione supina fissando il soffitto senza pesare a nulla, tamburellando con le dita sulle gambe e pensando a quanto mi stessi annoiando quel momento?

Essere mamma impegna così tanto le giornate che difficilmente ci si ferma a pensare a come sarebbe vuota e monotona la vita senza tutta questa frenesia. Una frenesia che è diventata parte integrante delle nostre giornate successivamente all’arrivo dei figli e del quale, bisogna ammetterlo, difficilmente si riuscirebbe a fare a meno.

Essere una mamma ha tantissimi lati positivi ma nel vivere quest’esperienza così unica, anche qualche lato negativo non viene a mancare.

Spesso questa nuova vita ci priva di cose a cui eravamo abituati e del quale ogni tanto si sente la mancanza.

Sarebbe bello poter dormire di più (magari un’intera notte di fila).
Sarebbe piacevole poter trascorrere una serata al ristorante davanti ad un buon piatto di pasta senza doversi alzare in continuazione per correre dietro a piccole pesti entusiaste nell’essere fuori con mamma e papà.
Sarebbe un sogno poter avere la casa un pò più in ordine almeno ogni tanto, senza dover trascorrere intere giornate raccogliendo giocattoli in angoli di casa del quale non se ne conosceva nemmeno l’esistenza.

E se la vita con un figlio può essere delle volte organizzativamente complicata, con tre è un vero e proprio enigma.

Mi ritrovo a sistemare la stanza dei miei bambini e la casa in generale più volte di quanto vorrei. Soprattutto quando tutti insieme si coordinano nel trasformare il pavimento di tutta la casa in un vero e proprio campo minato.

Pentole in ogni dove sparse per la cucina, supereroi distesi in ogni direzione all’interno della cameretta e mini giochi da neonato nelle zone di passaggio più frequente che suonano o si illuminano ad ogni tocco.
Tutto questo in una casa composta principalmente da tre stanze di cui i bimbi ne sfruttano solo due buttando sempre tutto “per aria”.

Qualsivoglia oggetto che, ogni volta,  mi tocca raccogliere personalmente perché spesso loro sono troppo stanchi per farlo. Troppo stanchi anche sotto le mie minacce di essere messi in punizione a vita.

Ed è così che potrei descrivere la mia vita negli ultimi cinque anni: perennemente chinata sul pavimento a raccogliere giocattoli e oggetti.

Una fase della mia vita che è iniziata con le prime scoperte quando con Cesare, verso i sei mesi di età, abbiamo iniziato a capire come fosse bello il rumore dei giochi che cadevano in terra.
Giochi che raccoglievo in media qualche centinaio di volte nell’arco della stessa giornata. Tutti i giorni.

Momenti che poi si sono tramutati in “svuotiamo tutti i cassetti di ogni mobile di casa” fino a diventare “prendiamo le ceste dei giochi e ribaltiamole tutte insieme sul pavimento”.
Attimi che si sono ripetuti ad ogni figlio per il loro divertimento e per la mia disperazione.

Spesso infatti tra il gran da fare che c’è in casa e il costante impegno che mi obbliga ad essere presente come mamma, il tempo che trascorro nel lamentarmi del mal di schiena che incombe è decisamente maggiore rispetto a quando invece gli stessi sintomi mi regalano un pò di tregua.

Figli pesanti da tenere in braccio, chinarsi di frequente per riordinare e persino il semplice giocare seduta in terra con loro delle volte mi provoca dei problemi. E tutto questo spesso mi fa sentire più vecchia di quanto in realtà invece non sia costringendomi anche al dover riprogrammare la mia vita sotto certi aspetti per far si che il mio quotidiano, ma in principalmente modo i momenti trascorsi in compagnia dei miei bambini, non siano un continuo lamento al dolore.

Il mio miglior esempio è stato il mio papà.

Lui che sulla soglia dei sessant’anni suonati e con problemi causati da alcuni problemi fisici dovrebbe rimanere perennemente seduto senza sforzarsi, è sempre pronto a giocare con i suoi nipoti senza mai far percepire il suoi spesso forti dolori muscolo scheletrici proprio perché ha imparato a trovare il giusto metodo per far si che il gioco non diventi una tortura.

Abbiamo iniziato tutti insieme a sfruttare al meglio le passioni dei bambini per farne il punto di forza per divertirci senza far si che questo pesi sulla nostra salute.

Ascoltando musica in modo costante abbiamo trovato il giusto equilibrio tra gioco, divertimento e comodità semplicemente mettendoci a cantare seduti sul divano o ballando a ritmo di qualche canzone. Soprattutto da quando ho deciso di rimettermi in forma nel mio post parto, la fase del ballo e del movimento insieme ai miei bambini è diventata il nostro momento quotidiano per non avere quasi più nulla da raccogliere dal pavimento ma allo stesso tempo per godermi degli attimi importanti in compagnia ai miei bambini.

Persino fare un puzzle o creare un disegno dal nulla è diventato un modo per evitare di avere fastidiosi mal di schiena o dolori al collo.

Ho trasformato i loro interessi nel miei punti di forza facendo si che per tutti possa essere piacevole stare insieme.

Inutile dire che ancora oggi mi ritrovo a girare per casa raccogliendo giocattoli in ogni dove, soprattutto con il piccolo Enea che si diverte a svuotare i cassettoni della cucina dalle pentole e dai contenitori ,ma anche con lui stiamo già iniziando a lavorare sull’imparare a rimettere in ordine. Trasformando anche questo in un gioco divertente da fare insieme magari seduti in terra senza dovermi costantemente lamentare.

Essere mamma è un lavoro meraviglioso ma bisogna avere la pazienza e la tenacia nel riuscire ad imparare a gestire tutto al meglio. Tutto comprese piccole e ripetute quotidiane situazioni che possono farci perdere il bello di questo “lavoro” che la vita ci ha donato.
E io ho deciso non voler tralasciare più nulla rendendo la nostra vita – ma soprattutto la mia – più attiva e sana per i miei figli ma, soprattutto, grazie a loro.

La campagna di informazione “Fermi mai! Via libera al movimento”

Sulla scia di risultati scientifici GSK Consumer Healthcare, in qualità di leader mondiale nel settore, ha annunciato il lancio di una piattaforma d’azione globale che nei prossimi cinque anni farà leva su tutti gli attori coinvolti per ridurre l’impatto del dolore muscolo-scheletrico.
In Italia il primo passo sarà l’informazione, con la campagna “Fermi mai! Via libera al movimento” che prende il via oggi e si chiuderà a fine anno, per favorire una maggiore informazione e consapevolezza sul dolore muscolo-scheletrico, dalla prevenzione fino a un approccio corretto al trattamento, che parta da una maggiore conoscenza e da un ricorso tempestivo al consiglio degli esperti, per intervenire al manifestarsi del dolore ed evitarne l’evoluzione, riducendo il suo impatto negativo sulla qualità di vita.

Da settembre la campagna “Fermi mai! Via libera al movimento” farà tappa in una selezione di farmacie italiane con la veicolazione di materiali informativi, inoltre il sito web www.vialiberaalmovimento.it ospiterà video tutorial e varie sezioni informative per approfondire la conoscenza del dolore muscolo scheletrico e offrire semplici consigli per contrastarlo.

Post in collaborazione con GSK Consumer Healthcare
NETIQUETTE: questo post aderisce alla social media policy della campagna di informazione “Fermi mai! Via libera al movimento”, promossa da GSK Consumer Healthcare. Tutti i dettagli a questo link: https://www.vialiberaalmovimento.it/legal/social-policy.html . Commentando la accetti e ti impegni a rispettarla.
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