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Countdown al parto: #eAllaFineArrivaBoh

by Giada Lopresti
Si lo so, Boh ormai non esiste più. Il suo posto è stato preso dal secondo e bellissimo principe di casa: Vincenzo. Solo che mi sono accorta di non aver ancora mai parlato del nono mese della mia seconda  gravidanza. Un mese trascorso tra attesa, emozione, stanchezza e con la paura di non farcela, di non sapere come Cesare avrebbe reagito.
Le ultime quattro settimane sembravano non passare mai. Ogni giorno mi chiedevo: “Chissà se oggi sarà il giorno giusto, o se forse sarà domani”. Più passavano i giorni e più temevo che il giorno del parto non arrivasse presto. Cesare è nato di 38 settimane e dicono che i secondi nascono prima, ma superata la 38sima settimana ho iniziato a pensare che non volesse nascere. Passavo le giornate chiedendomi come sarebbe stato, al di fuori del dolore che sapevo che avrei provato. Mi chiedevo quanto ci sarebbe voluto da quando mi fossi ricoverata fino al moneto in cui avrei abbracciato il mio bambino, fino al momento in cui mi sarei sentita dire: “È nato, è una bella femminuccia o un bellissimo maschietto”.
Ho vissuto ogni giorno dell’ultimo mese come se fosse l’ultimo che avrei trascorso da sola con Cesare, ho cercato di godermi al massimo ogni singolo istante da mamma di figlio unico, perché in alcuni momenti ammetto di essermi sentita in colpa nei confronti del mio ometto, quasi come se lo avessi tradito. Lo osservavo e mi chiedevo come sarebbe stato dopo la nascita di Boh, come sarebbe stato il nostro rapporto e solo delle volte,  immaginavo tutto molto semplice. La mia certezza di aver fatto la scelta giusta ogni tanto vacillava e aumentava la paura di non farcela.
In alcuni momenti ho cercato anche già di organizzarmi mentalmente le giornate quasi come se Boh potesse nascere con il libretto di istruzioni che mi indicasse come gestirlo senza trascurare Cesare, ma soprattutto come se dopo il suo arrivo avesse dormito e mangiato con regolarità e come se la sua presenza non avrebbe cambiato le nostre abitudini, i nostri ritmi e la nostra vita.
Insomma sono state quattro settimane molto intense di tutto, quattro settimane piene di ogni attimo, dove ogni cosa era resa importante dal fatto che tutto non sarebbe stato più così, quattro settimane si…perchè la quarantesima l’ho solo iniziata ma mai finita.
©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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2 comments

genitorialmente Manu e Flavia 7 Settembre 2014 - 17:39

Che belli tutti i tuoi racconti.
Quando è nata la mia seconda bimba tanti mi chiedevano com’è avere due figlie? La mia risposta è sempre stata “Hai in mente come è bello avere un bambino? Ecco averne due è bello più del doppio”.
Leggendoti sono certa che anche per te sarà così
ciao

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Giada Lopresti 8 Settembre 2014 - 17:33

Ma grazie <3si effettivamente abbiamo provato la stessa sensazione…non avresti potuto dirlo con parole migliori :***

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