Home LifeBe a mom E poi arriva lui… il capoparto

E poi arriva lui… il capoparto

by Giada Lopresti

Capoparto. Che parolone.
Solo a sentire pronunciare questo vocabolo ti si riempie la bocca quasi come se fosse un momento importante. Ma importante davvero. Ed in fondo, almeno in parte, lo è anche.
Lo è perchè segna in modo indelebile l’attimo in cui, dopo la gravidanza, devi riprendere ad utilizzare gli assorbenti.
Un attimo che ti sconvolge la vita perchè ti eri quasi illusa che l’amenorrea potesse durare ancora a lungo, magari un anno o due in più.

E invece no. Se credevi di esserti liberata del ciclo mestruale una volta scoperta la gravidanza, sappi che prima o poi ritorna. Ritorna senza avvisarti, senza segnali, senza dolori particolari e magari proprio il giorno in cui hai deciso di sfoggiare un fighissimo paio di pantaloni bianchi anche se è pieno inverno.

Perchè il bello (o il brutto) del capoparto è che non ha una data predefinita.

Può iniziare in qualsiasi momento dopo aver partorito con l’unica fortuna che, se allatti, potrebbe ritardare ulteriormente rispetto ad altre donne. Rimane però, sempre e comunque, un fattore soggettivo di donna in donna e di gravidanza in gravidanza.

Dopo la mia prima gravidanza ad esempio si presentò a sette mesi dal parto.
Dopo la seconda invece, attesi per undici mesi presentandosi esattamente ventotto giorni prima del mio matrimonio (che culo!) con conseguente terrore di poter macchiare l’abito che da due anni aspettava di essere indossato.
Fortunatamente poi andò tutto bene. Stress e tensione da preparativi mi portarono ad avere un importante ritardo del ciclo con successivo malore una settimana dopo le nozze (ma almeno l’abito era salvo… che sollievo eh)

La terza gravidanza invece è stata quella che mi ha dato più soddisfazione.
Nove mesi di amenorrea trascorsi dopo aver stivato i pacchi di assorbenti in un remoto angolo dello sgabuzzino dove nonostante due esperienze precedenti mi ero dimenticata che con le lochiazioni post parto avrei comunque dovuto utilizzarli un’altra volta.
Eh si… perché i nove mesi senza assorbenti si recuperano TUTTI con gli interessi dopo aver messo al mondo la bellissima creatura che porti in grembo. Facendoti prima utilizzare dei fantastici assorbenti formato famiglia (o pannolini da incontinente… scegliete voi) che ti fanno disperdere ogni ultima forma di femminilità rimasta tra la vestaglia della nonna e la faccia sconvolta che nemmeno Jack lo squartatore, per poi passare al rispolvero di quegli assorbenti che avevi tenuto da parte nella speranza che nel frattempo potessero decomporsi.

Se poi allatti il capoparto ritarda anche a tempo indefinito.

Sei consapevole del fatto che prima o poi dovrai di nuovo avere a che fare con le rosse, ma sono abbastanza certa che ogni donna spera che possa accadere il più tardi possibile.
Trascorri mesi e mesi nell’amore e nella gioia di goderti la tua libertà tra un gioco e una poppata fino a che non arriva l’inevitabile domanda: ma quando mi tornerà il ciclo?

La prima volta che me lo sono chiesta è stato intorno al compimento del settimo mese del mio bambino proprio memore della prima esperienza. Nessun segnale, nessun allarme che dovesse farmi temere un arrivo imminente.
Trascorsi altri quattro mesi rimasi in allerta una seconda volta senza però riscontrare nulla.

Passato un anno dal parto iniziai a chiedermi se ovviamente fosse tutto ok senza però avere il tempo (e ne la voglia) di fare un controllo per confermare la mia condizione fisica di donna (perché quella mentale sapevo già di averla persa per strada da un pezzo). Riuscendo comunque a vedere i giorni e le settimane superati libera da una cosa che odio.

Il tutto per arrivare a quasi ventitré mesi di amenorrea. Una gioia infinita per la sottoscritta.
Una gioia interrotta proprio da quei pantaloni bianchi.

In fondo però la colpa è principalmente mia perché non indosso mai pantaloni scuri.

Non li amo, non mi piacciono e che sia estate o inverno prediligo sempre jeans o pantaloni dalle tinte più chiare. Ma non indosso pantaloni bianchi ogni giorno quindi mi chiedo perché attendere proprio il giorno in cui ho deciso di sfoggiare quell’unico paio che possiedo?

È ritornata a galoppare “la moda” del free bleeding, ma questo non significa che si debba per forza sposare questa filosofia. Io, ad esempio, so di poterne tranquillamente fare a meno. Eppure ho rischiato di trasformarmi in una femminista attiva proprio il giorno del “ciao, mi presento: sono il tuo terzo capoparto”.

È stato traumatico.
Essere a spasso per un qualsiasi x motivo e ritrovati a dover correre più veloce di flash in direzione casa per paura che tutto il mondo potesse scoprire che le tue ovaie hanno ripreso a lavorare, è stata davvero una piaga . Anche se dopo più di un anno dal parto, dato il volume di panza rimasta aggrappata all’addome, sarebbe anche stato forse il modo più veloce per far si che nessuno guardi più il tuo ventre con sospetto come a domandarsi “ma aspetti il quarto?”.

Esattamente come quella volta (solo qualche settimana prima del lieto arrivo del capoparto) dove in metropolitana mi fecero persino gli auguri per essere in dolce attesa.
Senza porsi il minimo dubbio su una ciccia sospetta. Senza prima chiedersi “starò facendo una figura di merda?”. No.
La certezza che fossi almeno al terzo mese era inevitabile e per me distruggere quegli sguardi di gioia nel volermi fare gli auguri sarebbe stato davvero troppo. Quindi dissi si, mi presi la mia buona dose di complimenti e scesi alla fermata successiva.
Ecco: quello sarebbe stato il momento perfetto per l’arrivo del capoparto. Avrei smentito involontariamente il vociare e in più, proprio in quell’occasione, i pantaloni che indossavo non erano nemmeno bianchi.

Invece no. Lui arriva quando meno te lo aspetti.

E devi accettare il fatto che anche se vorresti avere ancora per un pò la pelle perfetta, i capelli puliti, il viso radioso e tutto il resto, il capoparto ti farà ritornare esattamente come prima della gravidanza se non addirittura peggio.

Quindi se anche non metterai i manifesti per questo momento di pace finita, il tuo corpo parlerà per te.
Parleranno per te gli sbalzi d’umore, i capelli unti dopo solo mezz’ora dallo shampoo, i peli che ricrescono alla velocità della luce, il sudore che puzzerà di nuovo e un sacco di mille altre cose bellissime che ti ricorderanno a gran voce che sei semplicemente pronta a procreare nuovamente in modo ufficiale.

Ecco perchè arrivata a questa terza fantastica e memorabile esperienza, faccio gli auguri a chi ancora deve provare questo brivido.
Perchè chi ha già avuto l’onore di viverlo, sa bene che tutto questo è la pura e “triste” realtà. Anche se in fondo, prima o poi, tutte noi tra un assorbente e l’altro ci faremo sempre una gran bella risata (più che altro perchè non abbiamo molta alternativa).

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