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Al cinema con mamma, Luis e gli alieni

by Giada Lopresti

Quando penso alla mia infanzia e alle mie passioni, i ricordi più vividi riguardano la mia famiglia e il tempo trascorso in loro compagnia. Soprattutto in compagnia della mia mamma che, per più della metà della mia vita, si è dimostrata una fantastica complice.

Ricordo quando il lunedì, a casa di riposo dal lavoro, la ritrovavo al mio rientro da scuola mentre stirava montagne di biancheria e dove io, subito dopo, mi incantavo guardando i miei cartoni animati preferiti tra un’interruzione di bim bum bam e l’altra e un’enorme tazza di latte e Nesquik tra le mani.
Ricordo quando, sempre insieme alla donna più importante della mia vita, scoprii moltissime passioni e passatempi condividendo con il tempo alcune tra le cose che hanno segnato la mia infanzia e la mia adolescenza.

Ma, più di tutto, ricordo la gioia nei suoi occhi ogni volta che un nuovo film veniva proiettato al cinema. Per la precisione un film di animazione.

Quando ero bambina io – e ormai parliamo di almeno venticinque anni fa – il cinema era un momento da godersi davvero.

Non c’era la scelta che si trova oggi nelle sale. Le stesse numerose sale che, oggi presenti nei grandi multiplex, non si sapeva nemmeno cosa fossero.
Tutto era un’attesa.

I film di animazione erano completamente disegnati a mano. E servivano anni di lavoro prima che potessero prendere forma.

Lo stesso lasso di tempo che bisognava attendere prima che si trasformassero in allora VHS perché in tv, non si sarebbero mai visti.

Lo stupore nei suoi occhi, eguagliava i miei ogni volta. Da donna romantica e con quel filo di fanciullezza che l’ha sempre contraddistinta, mia madre esprimeva in quei momenti la gioia delle ore trascorse insieme facendo ciò che magari lei non aveva potuto fare da bambina godendo della stessa compagnia.
E io sono stata fortunata sia ad avere lei sia come compagna di avventure e sia come qualcuno con la quale poter condividere, e oggi ricordare, tutti quei magici momenti.

Oggi essere genitore è molto diverso.
Molte cose, sia da parte nostra che dei nostri figli, vengono date per scontate perdendo così, almeno in parte la bellezza e l’importanza di alcuni piccoli momenti fondamentali per un rapporto genitore figlio.
Ma il cinema. Il cinema ha continuato a portare con sé, negli anni, quel fascino e quella sorpresa che ti sa regalare ogni volta, ad ogni film, nonostante le attese siano decisamente diminuite.

E tutto questo lo so perché l’ho vissuto con mio figlio già alcune volte. L’ho vissuto con il più grande dei tre che da qualche tempo può apprezzare un pomeriggio chiusi in una sala completamente buia senza mai distogliere lo sguardo da quel grande schermo luminoso che ci si trova davanti agli occhi.

Uno schermo enorme di quell’unica sala in quell’unico cinema dove proiettano sempre qualcosa che a lui può piacere.

Dove viviamo noi infatti, non esiste un enorme multisala, ma alcuni piccoli cinema dislocati per l’intera città.
Quei cinema che mi riportano indietro nel tempo e che mi ricordano la mia infanzia rivissuta traverso occhi di mio figlio.

Ogni volta. Ogni volta è un momento speciale e da ricordare.
Un momento da custodire per lungo tempo perché oltre ai ricordi che ti rimangono degli attimi trascorsi in compagnia di chi ami, spesso i film di animazione per bambini hanno tanto da insegnare a loro quanto a noi. Ricordandoci che ogni gesto ha una sua importanza e un suo peso.

Ogni film ha infatti una morale da cui poter trarre beneficio comprendendo in modo spesso molto semplice, le difficoltà della vita e la soluzione per poterle superare.
Un modo semplice ma anche molto di impatto come quello vissuto attraverso gli occhi di Luis, il bimbo protagonista dell’ultimo film di animazione, Luis e gli Alieni, che insieme a miei figli abbiamo divorato scena dopo scena.
Anche se per vederlo non abbiamo atteso l’uscita nelle sale prevista per l’11 luglio, giorno in cui sarei stata troppo distante dai miei bambini per poterli portare al cinema.

Lo abbiamo visto in anteprima, comodamente seduti tra le quattro mura di casa, cercando però, almeno da parte mia, di fingere una serata in sala proiezioni. E nonostante non sia stata la stessa cosa, è stato comunque magico.

L’ipnosi è stata più o meno la stessa di sempre. Esattamente come le risate a crepapelle e le domande nei momenti più salienti.

Se c’è infatti una cosa che ho capito dei bambini, è che assimilano come selle spugne sempre aride ogni informazione persino quando sono distratti. Proviamo ad immaginare quindi che incredibile mole di lavoro è presente nella loro testa quando invece sono molto concentrati.

Luis li ha colpiti.
Un bravo bambino, educato, gentile e molto solo. Un bambino che nonostante sia più grande di loro ha saputo incuriosirli al punto di chiedere di lui e della sua storia.
“Mamma perché in casa c’è tanto disordine?”
“Mamma perché ha buttato via la torta che aveva cucinato?”
“Mamma perché è triste?”
E dare risposte ad alcune di queste domande non è stato semplice per me. Non lo è stato perché le risposte non potevano esserlo, ma semplicemente perché alcune tematiche toccano del profondo.

Un padre poco presente e decisamente molto stravagante che è anche la principale causa delle continue prese in giro verso lo stesso Luis, sempre incompreso e preso di mira.
Un bambino senza amici ma con il desiderio di poter fare e avere qualcosa di bello e qualcosa di suo: come l’amore del suo papà o l’affetto da parte degli altri.

Amicizie nate per caso con degli alieni arrivati sulla terra grazie ad uno spot per la televendita di un materassino auto massaggiante.

Gli stessi alieni che Luis era convinto no potessero esistere e che sono diventati fantastici compagni di avventura fino all’ultimo frame del film.

Un’antagonista facilmente riconoscibile dai classici tratti duri e colori tenebrosi, un “nemico” momentaneo che si trasforma in alleato e la compagna di scuola impicciona che si rivela poi un’importante parte nel finale di tutto.
Tutto di questo film, dalle frasi ai personaggi, ha ricreato una storia fantastica che rispecchia in ogni battuta la vita di moltissimi bambini del mondo. Ogni giorno.

Un bullismo celato ma che pur sempre ferisce, la scoperta della vera amicizia e di genitori a volte troppo assenti che non si rendono conto di esserlo.
Storie raccontate ogni giorno ma che molti bambini non riconoscono o faticano a comprendere.

Luis e gli alieni si è dimostrato un film che insegna a rispettare il “diverso” grazie alla presenza di buffi alieni che ricordano moltissimo i famosissimi, amatissimi e giallissimi Minions.

Quella per me fu una di quelle sere d ricordare davvero.
Una di quelle sere dove vai a letto consapevole di aver fatto molto pur stando ferma. Con l’unico forte desiderio di poter replicare a grandezza mega schermo.
Questo perché nonostante la serata cinema handmade sia stata un successo, quello che provi e vivi da bambino in un cinema non ha prezzo e io non sono nessuno per negare questo momento ai miei bambini.

Tornerò a casa, prenderò i più grandi di loro e ci regaleremmo un altro momento solo nostro a suon di pop-corn e di fast food in chiusura.

Esattamente come piace fare a noi.
Esattamente come sono sicura che, ancora una volta, i miei bambini sapranno apprezzare rientrando a casa con quell’alone di stupore che ogni volta li circonda e che, per giorni, continueranno ad indossare.

<Post in collaborazione con Koch Films>

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