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L’emozione di un battito

by Giada Lopresti

Ad ogni gravidanza mi sono sentita una donna speciale. Ho provato sensazioni ed emozioni uniche che mi hanno spesso travolta in un turbinio di emozioni fantastiche. 
Dal test positivo al primo incontro con ognuno dei miei tre figli, il susseguirsi dei nove mesi di attesa mi hanno fatto esplorare meraviglie che non pensavo d’essere in grado di provare eppure mi ci sono ritrovata catapultata dentro con una gioia infinita.

Le tre attese più belle della mia vita.

Il pancione che cresce, la speranza che tutto vada per il meglio e il poter condividere con l’uomo che amo ogni istante sono stati forse la parte più importante di tutto.

La prima ecografia dove con quell’eccitazione mista a timore cercavamo di ascoltare un cuore che puntualmente ci faceva attendere con il fiato sospeso. Il dover ritornare settimana dopo settimana cercando di incontrare quel battito che sembrava non volersi mai far sentire.
Per poi arrivare, dopo infiniti giorni pieni di incognite, a quel miracoloso suono che ti fa finalmente tirare un sospiro di sollievo parlandoti come se stesse dicendo “ehi mamma sono qui, tra qualche mese ci abbracceremo forte forte”.

Sono sempre stata convinta che, almeno per noi, ogni volta quello fu il vero inizio di ogni mio “presto diventerò mamma”.

Ogni futura mamma infatti attende l’ecografia accompagnata da agitazione ed emozione dove ognuna delle due cerca di sovrastare l’altra. Un momento unico dove si può finalmente vedere e ascoltare il proprio bimbo con la certezza che tutto stia procedendo come deve.
E ogni attesa tra una visita e l’altra è quasi straziante perché, nonostante trascorso il primo trimestre si inizi a percepire quella sensazione che tutti descrivono come “avere le farfalle nello stomaco” e che solo con il tempo si trasformano in veri e propri incontri di wrestling all’interno del ventre materno, il vedere e sentire in qualche modo con i propri occhi  e con le proprie orecchie tutto ciò che davvero accade ha decisamente un altro sapore.

Poter concretizzare il bimbo che cresce dentro di noi è l’unica cosa che ci fondamentalmente ci rende davvero tranquille. Visita dopo visita si tende a realizzare il momento in cui si incontrerà il proprio bimbo attendendo quel momento con sempre più curiosità e impazienza.

Però, sempre parlando di attesa, il tempo che separa questi momenti è spesso motivo di ansia per una mamma.
Ansia che qualcosa non stia andando come dovrebbe. Ansia che si trasforma in desiderio di far sì che quel tempo che sembra lunghissimo si accorci all’improvviso per arrivare il prima possibile alla tappa successiva.
Ansia che si può attenuare con un semplice trucchetto soprattutto quando si ha voglia di ascoltare ma in teoria non si potrebbe.

Ricordo benissimo quella sensazione di attesa infinita soprattutto con la mia prima gravidanza.

Cesare è stato un bambino forte e tenace fin dall’inizio del suo percorso. Un bambino che non ha mai mollato anche quando il mio corpo non era abbastanza forte da poterlo ospitate a dovere.
Dopo svariate perdite giornaliere nel primo mese di gravidanza ricordo bene quando un pomeriggio mi svegliai con fortissime fitte al ventre e gli slip sporchi di un rosso intenso come se fosse appena arrivato il ciclo.

Ricordo la paura, le lacrime e la corsa dal ginecologo. Esattamente come ricordo quella sensazione di immenso sollievo quando mi disse “c’è stato un distacco parziale della placenta ma il bambino sta bene, vedo il battito”.
Due settimane bloccata a letto senza potermi alzare se non per i più essenziali bisogni furono il miglior aiuto per il mio fagiolino che con le unghie e con i denti (che credo nemmeno avesse) si aggrappò con tutte le sue forze fino a volermi incontrare il 25 novembre dello stesso anno.
Ma i periodi successivi a quel momento furono vissuti comunque con molta preoccupazione. La paura che potesse succedere ancora, la paura che ad una seconda volta non avrei potuto tirare un altro respiro di sollievo.

Per sentirmi più serena acquistai un doppler portatile che mi poteva aiutare ad ascoltare i battiti del cuore del mio bimbo. Un momento che non solo mi regalava tranquillità ma che mi faceva provare una sensazione di serenità infinita.

Rimanevo minuti interminabili ad ascoltarlo e spesso, facendolo, mi assopivo grazie al suono più dolce che le mie orecchie avessero mai sentito.
Giorno dopo giorno mi regalavo e ci regalavamo questo momento dolcissimo in un qualsiasi momento delle ventiquattro ore e quel suono ascoltato con grande impazienza faceva si che io potessi davvero sentirmi appagata.

Allora utilizzavo un ingombrante doppler fornito di cuffie, un dispositivo che se mi si dovesse chiedere “dove lo avevi trovato?” d’istinto risponderei su Amazon senza però averne la certezza.
Un dispositivo che per quanto utile non mi permise di poter conservare nel tempo quelle emozioni bellissime che vorrei ancora poter rivivere.

Oggi, cinque anni dopo di allora, è nato qualcosa di decisamente più comodo ed entusiasmante: SweetBeat di Miniland.

Un doppler che avrei voluto provare di persona sulla mia persona ma che mi sono “accontentata” di usare in compagnia un’amica panciuta per potermi emozionare al suo fianco ascoltando insieme la piccola Ludovica che porta in grembo.

SweetBeat di Miniland è infatti un doppler di ultima generazione che non solo è così compatto da occupare pochissimo spazio anche in borsa ma permette di ascoltare il battito del cuore del proprio bimbo all’interno del ventre materno, tramite l’app eMyBaby di cui ho già sperimentato le qualità con altri prodotti dello stesso brand.
Lo abbiamo provato insieme per un’intera mattinata sperimentando le varie opzioni dove io ho potuto rivivere quei momenti ormai per me così lontani con un filo di nostalgia, fino a quella foto su WhatsApp inviata la sera stessa mentre in compagnia del marito ascoltava la sua bambina poco prima di andare a letto.

SweetBeat però non permette solo ascoltare il battito de cuore ma, sempre tramite l’applicazione eMyBaby di Miniland, consente anche la possibilità di registrare e conservare nel tempo quel meraviglioso suono.
Regala infatti l’opportunità di ascoltare e riascoltare infinite volte le registrazioni fatte, potendo anche tenere conto dei movimenti del bambino. Senza considerare che la sottocartella dell’app che viene utilizzata per questo prodotto è anche fornita di moltissime altre opzioni molto utili alla futura mamma anche per conservare Inestimabili ricordi.

SweetBeat di Miniland è stata una piacevole scoperta che avrei voluto avere io qualche anno fa.

È un doppler che possono utilizzare tutte le future mamme e tutti i futuri genitori che vogliono immortalare un momento così unico per il resto della loro vita. E anche se so che molto probabilmente per noi sarà difficile poter rivivere un’esperienza così bella ed intensa, in fondo al mio cuore spero sempre che un giorno non troppo lontano possa accadere ancora sapendo che, se succederà, avrò modo di conservare quello che di più bello si può ascoltare durante una gravidanza: il suono più dolce del mondo.


Grazie anche a Valentina, una delle mamme del mio gruppo facebook MammaCheVita da mamme, per essersi resa così disponibile per le foto e i cortometraggi del video.
©MammaCheVita - Tutti i diritti riservati

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