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Un grande cuore anteprima

Un grande cuore si riconosce dai piccoli gesti

by Giada Lopresti

Spesso mi soffermo a pensare a quanto io sia fortunata nonostante abbia il costante coraggio di lamentarmi di continuo per qualsiasi cosa. Mi fermo a riflettere sulle polemiche e arrabbiature che colleziono quotidianamente con i miei bambini quando invece potrei impegnarmi di più a migliorare anche me stessa.

Penso a quando li sgrido perche non vogliono mangiare, a quando litigano,  a quando non fanno nient altro che sfidare la mia pazienza e la mia resistenza.

Rarissimamente poi mi fermo e cerco di comprendere che tutto quel tempo impegnato ad arrabbiarmi, a sgridarli, a cercare di farli essere migliori sotto il mio punto di vista invece che sotto il loro, sia solo una gran perdita di tempo perché in realtà probabilmente non aiuto ne me ne loro. E non fraintendetemi perché io faccio ancora parte della vecchia scuola dove una punizione non ha mai traumatizzato nessuno.
Però delle volte le cose si potrebbero risolvere in maniera diversa. Io potrei essere diversa.

E se rifletto su quanti minuti della giornata spendo per fare queste cose, mi accorgo che sono molti di più di quelli che dovrebbero essere. Molti di piu di quello che in realtà vorrei.

Momenti preziosi che come tanti altri più o meno significativi si perdono nelle vie tempo senza poter fare ritorno. Si perdono in un passato dove nulla si può recuperare.

E sono questi i più grandi rimpianti.

Aver perso del tempo quando avrei potuto impegnarmi a gestirlo in maniera diversa.

Questi pensieri probabilmente sono comuni tra noi genitori, forse anche più frequenti di quello che vorremmo ma se si riflette davvero con impegno facendo un lavoro su stessi, non si può negare che questa sia la verità.
Se poi si pensa che alcuni bambini non hanno nemmeno la “fortuna” di essere sgridati dai propri genitori perché vivono in situazioni decisamente più disagiate delle nostre, il senso di colpa si fa ancora più forte. Invadendo con prepotenza quella parte già ferita che sappiamo di avere.

Io è così che mi sono sentita dopo aver letto il breve racconto di Salvatore, un bambino di 10 anni che vive in una casa famiglia e che vede i suoi genitori solo una volta a settimana.

“Vorrei poter stare con mamma e papà”

Salvatore vorrebbe passare più tempo in compagnia dei suoi genitori e desidera avere un luogo appartato con il quale trascorrere in loro compagnia anche quei pochi minuti in cui si raccontano cosa hanno fatto l’uno in assenza dell’altro. Ma quel posto non esiste.
Perché quando si raccontano anche le cose più intime lo devono fare davanti ad estranei, rendendo tutti partecipi della loro vita senza avere dei segreti tutti loro.

Forse è sbagliato svegliarsi e riflettere solo davanti alle sfortune degli altri, ma so di non essere l’unica a farlo. Perché spesso sono le storie più tristi quelle che ti fanno capire il valore della tua vita e di ciò che ti circonda.

E serve conoscere.

Serve per aiutare sia se stessi che il prossimo.

E anche se noi non siamo ricchi o benestanti, anche se come tantissime famiglie abbiamo la fortuna di poterci godere ogni attimo tra lacrime e sorrisi è impossibile riuscire a rimanere indifferenti davanti alla storia di questo bambino e di tanti altri come lui.
Lo penso da donna ma soprattutto lo dico da mamma.

Una mamma che morirebbe al pensiero di non sapere i propri figli sotto il suo stesso tetto.
Una mamma che non accetterebbe mai di non poter giocare con i propri bambini ogni qual volta ne abbia voglia.
Una mamma che non riuscirebbe a chiudere gli occhi per dormire senza aver ricevuto e donato il bacio della buonanotte.

A spasso con la mia famiglia in un giorno come tanti ho scoperto la storia di Salvatore e di come si possono aiutare lui e altri bambini come lui, permettendo loro di realizzare quelli che sembrano piccoli sogni ma che in realtà sono più grandi e nobili di tante superficialità quotidiane.
Ho scoperto grazie a Carrefour la campagna “Un grande cuore” che permette ai suoi clienti di contribuire alla realizzazione di un importante progetto semplicemente accumulando dei “cuori” con l’acquisto di prodotti a marchio Carrefour.

Un grande cuore Cenza

©Giovanna Catalano Fotografia

Il progetto “Un grande cuore”

I progetti da realizzare sono quindici e sono tutti desideri e sogni di bambini meno fortunati dei nostri.
I cuori accumulati facendo semplicemente la spesa, si possono utilizzare sul sito dedicato interamente al progetto “Un grande cuore si riconosce dai piccoli gesti” scegliendo di donarli per un solo sogno o, di spesa in spesa, a sogni diversi.
Personalmente dopo il racconto di Salvatore la mia priorità è diventata quella di contribuire al suo “Vorrei stare con mamma e papà” dove gli 8 bambini accolti in una Casa Famiglia di Terracina avranno finalmente uno spazio dedicato esclusivamente agli incontri con i propri genitori.

Raggiunti i cuori necessari per la realizzazione di un singolo sogno, Carrefour realizza assieme alla Fondazione Rava gli altri espressi dai bambini delle comunità coinvolte grazie alla realizzazione del progetto stesso: l’acquisto di un pulmino che servirà alla Fondazione Francesca Rava per le attività di supporto ai bambini, dal trasporto di farmaci al trasferimento in ospedale o visite mediche.

Riflettere su quello che ognuno di noi può fare per se stessi e per gli altri, è sinonimo digrande  saggezza soprattutto se applicato insieme al voler diventare migliori grazie a piccoli gesti.

Fare del bene

Io sono una mamma fortunata, i miei figli sono dei bambini fortunati e se solo sostituendo i biscotti di marca con quelli a marchio carrefour, o i succhi di frutta, o i tovaglioli, o qualsiasi altra cosa nella mia spesa so di poter aiutare bambini meno fortunati dei miei, lo sforzo che mi si chiede è davvero inesistente.

La spesa la facciamo tutti e questo può contribuire ad aiutare davvero il prossimo.

Dona i tuoi cuori.

[bctt tweet=”Fare del bene fa bene a chi lo riceve ed a chi lo fa #UnGrandeCuore” username=”mammachevita_g”]

Un grande cuore

©Pasquale Minniti – Photo 4-U

 

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