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Capelli sani alla portata di ogni mamma

by Giada Lopresti

Partiamo dal presupposto che, per me, la cura e il mantenimento dei capelli sono sempre stati un’impresa assolutamente ardua.
Negli anni credo, infatti, di aver attentato alla loro salute molto più di diverse volte e, se ripenso alla favolosa chioma che possedevo quando ero bambina, alle volte rimpiango la mia infanzia.
Da figlia di una parrucchiera – una di quella che STRANAMENTE è appassionata di capelli lunghi e che ritiene che la “spuntatina” equivalga a tagliarne solo mezzo centimetro – fin da bambina ho sempre avuto lunghissimi capelli. Lunghi, folti, forti.
Ricordo che quando mia madre al mattino mi faceva la treccia, era in grado di riempirmi la mano tanto da non riuscire a stringerla.
E proprio quegli stessi capelli, per anni sono stati il mio orgoglio. Un orgoglio svanito con l’inizio delle scuole medie, dove le mie compagne sfoggiavano tagli sempre più alla moda e di tendenza. Con il passare del tempo mi fecero sentire inadeguata nel portare sempre lo stesso taglio di capelli, lunghi fino al sedere. Tutti pari dal primo all’ultimo.
Un po’ come essere una piccola Mercoledì ma dai capelli biondi.

Iniziai a odiare i miei capelli quando i miei compagni di scuola mi fecero capire di non avere stile nello sfoggiare la mia ormai troppo scadente e vecchia pettinatura. In un periodo in cui i ciuffi – soprattutto decolorati – erano il must-have del momento. E dove le lotte del “voglio avere un taglio scalato” erano all’ordine del giorno.

Ci misi davvero dei mesi nel convincere mia madre ad essere collaborativa per farmi sentire più alla moda.

Ci misi anni perché per lei toccare i miei bellissimi capelli era come fare un oltraggio a qualcosa di estremamente bello e, oserei dire – quasi sacro e perfetto.

Alla fine riuscì ad averla vinta. Con il tempo, la convinsi a schiarirli con leggeri shampoo che, grazie all’aiuto del sole estivo, mostravano riflessi sempre più biondi ed evidenti. Il tutto fino ad arrivare alle mie prime meches in prima o seconda superiore (cerchiamo di non pretendere troppo dalla mia già labile memoria post tre gravidanze).
Le meches, nonostante fossero state fatte con estrema cura e con dei prodotti molto poco aggressivi (lo erano a prescindere), con il tempo mi diedero la possibilità di conoscere più da vicino doppie punte, capelli spezzati, sfibrati e chi più ne ha più ne metta. Dettagli che per una persona con una non molto forte autostima in fase adolescenziale, con il passare dei mesi mi fecero entrare nel panico.

Non piacendomi molto esteticamente in quegli anni per me era fondamentale, probabilmente come quasi tutti i ragazzi in fase di sviluppo, soprattutto ormonale, cercare di mettere in risalto i miei punti di forza. E i capelli, almeno per me, erano sicuramente uno di quelli.
Con il passare del tempo continuai a cambiare diventando sempre più bionda e rovinando sempre di più quella che una volta era una chioma liscia, lunga e voluminosa. I miei capelli diventavano sempre più sottili e rovinati, un cambiamento dettato dagli ormoni – un elemento imprescindibile dell’adolescenza.

La lunghezza massima alla quale ormai riuscivo ad arrivare era limitata a metà schiena. Un metraggio rimasto invariato nel tempo per i continui problemi riscontrati ed elencati poco sopra.

Ricordo che mia madre si prese cura dei miei capelli come se fossero un secondo figlio da accudire ma che, nonostante tutto, io non riuscivo a essere mai soddisfatta se non nei primi periodi post trattamenti.

Ho riscoperto la gioia di avere dei capelli sani e forti solo con la prima gravidanza. Un momento della vita di una donna che, a dire il vero, ti fa sembrare sempre bella a prescindere dal tuo aspetto.
Ed è stato quel momento che mi ha fatto capire quanto mi mancasse avere una chioma curata come non succedeva da tempo.

Avendo sempre avuto la mamma parrucchiera ed essendomi affidata a lei per una vita, il mio essere andata via di casa provando l’ebbrezza di una vita indipendente, mi aveva fatto perdere quell’amore per il mio aspetto, proprio perché andare da un altro parrucchiere che non fosse mia madre era inconcepibile.

Cercai di sposare i suoi consigli a distanza e negli ultimi anni non nego di aver fatto estrema difficoltà nel seguirli, fino a prendermi davvero cura dei miei capelli in pochissimi periodi dell’anno. Uno o due… forse.
Mi sono adattata a quello che il mercato offriva, a quelle che erano le proposte del negozio di casalinghi e prodotti per la cura del corpo vicino a casa senza mai essere poi così pienamente soddisfatta se non a fasi alterne.
Il tutto fino a che non ho sentito parlare, circa un anno fa, dei favolosi benefici che l’Aloe per la cura del corpo e dei capelli.
Ricordo che scoprii di avere una pianta di Aloe in giardino e che, con un fai da te discutibile, preparavo degli intrugli cercati su Google per far sì che il biondo platino fatto in primavera non bruciasse totalmente le mie punte. 
E funzionò. Più o meno.
Lessi tantissimo sul tema, cercai mille e più prodotti sul web tanto da essere sempre indecisa se acquistare o meno fantomatici liquidi miracolosi.
Soprattutto perché, conoscendo i miei capelli, i fallimenti e i prodotti buttati via negli anni, temevo di rimanere invischiata in un circolo vizioso che già mi aveva travolto in passato.

Poi conobbi un brand, della quale ho già menzionato qualcosa tempo fa, che mi ha dato la possibilità di provare dei prodotti adatti alla persona che li usa in base alle diverse caratteristiche della stessa: Natur Unique.

Un brand che ha creato una linea di prodotti per capelli a base di Aloe e altri principi attivi naturali perfette per tutte le esigenze.
Un brand che dell’Aloe Vera ha fatto un suo punto di forza e che la utilizza come base per buona parte dei suoi prodotti in generale.

E’ inutile dire che non solo li ho provati, ma che ne ho fatto anche un mantra personale ad ogni lavaggio. Il primo prodotto provato in assoluto è stata la maschera rigenerante Kataplasma. Una densa e corposa crema verde che ha risvegliato le mie punte rovinate come se fossero state per troppo tempo in letargo. Una crema che va tenuta in posa per venti minuti e poi risciacquata abbondantemente.
Immaginatevi di vedermi girare per casa con i capelli avvolti da una pellicola trasparente abbellita con della carta stagnola, mentre cerco di sistemare la qualunque lasciata in giro per casa dai miei figli…

Alla maschera rigenerante faccio sempre precedere lo Shampoo & Balsamo Disciplinante, che non secca i miei capelli già aridi di natura e che mi regala una leggerezza in testa difficile da descrivere. E per una hair routine perfetta, lo abbino almeno due volte a settimana alla Maschera Disciplinante che alterno, un paio di volte al mese, con quella citata sopra.

Ho avuto quindi il tempo di sperimentare diverse combinazioni con diverse cadenze e sequenze.

Sequenze che si sono sempre concluse con il trattamento disciplinante applicato poco prima dell’asciugatura e che ha sempre reso, fino ad oggi, i capelli domabili soprattutto durante la messa in piega che faccio dopo ogni lavaggio (giusto per non sembrare un leone scappato dallo zoo).
E si… ho trovato giovamenti, grossi giovamenti!
Li ho trovati al tatto e nella consistenza di ogni singola ciocca.
Li ho trovati soprattutto nella fase di asciugatura dove solitamente i denti della spazzola rimanevano incollati a quella che sembrava una parrucca mal gestita.

Ed è proprio grazie a tutti questi esperimenti che sono certa di aver anche trovato il giusto alleato per curare i miei capelli in quello che per me è il momento più critico dell’anno nel cercare di evitare di rimanere calva: il lavaggio quotidiano post salsedine in estate.

Personalmente infatti, ormai da anni, quando vado in spiaggia preparo uno spruzzino con un mix di acqua e balsamo che quest’anno sarà prontamente sostituito dalla Maschera rigenerante Kataplasma, proprio per nutrire le punte ed evitare che col sole si rovinino ancora più di quanto già non lo siano a causa mia.
E forse così, per la prima volta da quando il mio colore originale è presente solo vicino alla radice del cuoio capelluto, potrò ritornare a casa dalle vacanze con tutti i capelli attaccati alla testa senza dover vedere, come ogni anno, almeno dieci centimetri di capelli sul pavimento di un salone di bellezza.

Dopo tanti anni di non curanza mi sembra davvero di aver vinto una guerra composta di tante battaglie perse, e il solo sapere di poter trovare i prodotti Natur Unique in qualsiasi farmacia, parafarmacia o erboristeria mi fa pensare che potrò stare tranquilla ovunque riesca a vivermi le mie meritate ferie.

<Post in collaborazione con Natur Unique>

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